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Renzi apre la Leopolda

cms_7796/renzi.jpg“Noi lottiamo contro le fake news, lottiamo per la verità”. Lo ha detto Matteo Renzi, aprendo la Leopolda che dedica la sua prima giornata alla questione delle fake news. “Il ’New York Times’ oggi ha pubblicato un pezzo su quello che sta accadendo in Italia, davvero impressionante. La Leopolda inizia nel segno della lotta per la verità”, ha aggiunto il segretario del Pd.

“Domani alla Leopolda ci saranno i tavoli, 90, mi pacerebbe venisse fuori una proposta concreta”, ha sottolineato. “Quello che abbiamo fatto nei mille giorni non ce lo porta via nessuno, l’Italia era in crisi e ora ne sta uscendo – ha aggiunto il segretario del Pd -. Ma ora basta con i ricordi dei mille giorni, dai tavoli non vorrei venisse la valorizzazione di quello che abbiamo fatto ma una proposta concreta”.

Al suo arrivo alla Stazione, Renzi ha scritto su Twitter .”Tutti gli anni ci dicono: non ci sarà nessuno. E ogni anno vengono migliaia di persone diverse, con idee da condividere e progetti da confrontare. Per parlare di politica tra persone diverse, ma in libertà. Si chiama Leopolda. Felice di essere di nuovo insieme. Avanti, insieme. #L8″ .

La Leopolda è iniziata con un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato nella moschea in Sinai. E’ stato il segretario del Pd a chiedere ai presenti di alzarsi in piedi e di fare silenzio per rendere omaggio alle vittime dell’estremismo. “Oggi è un giorno molto particolare: oggi ci sono centinaia di morti che piange l’egitto sul Sinai – ha detto Renzi – Tutti insieme rivolgiamo un abbraccio all’Egitto, ai fratelli di fede islamica, di fede cristiana, di qualsiasi religione contro il folle estremismo islamico”.

E’ “Incontro” la parola che caratterizza quest’anno la Leopolda. “Incontro” è accompagnata dalla sigla ’L8’ che può essere letta anche per intero come ’Lotto, declinazione del verbo ’lottare’. “Incontro” domina anche la scenografia sul palco, dove lo sfondo presenta pennellate di colore giallo, blu e bianco. Per la kermesse, il palco ripropone anche come nell’anno passato un arredamento in stile vintage, evocando una sorta di casa, con alcune stanze, in particolare la cucina, il salotto e lo studio.

Spilletta, tazza e maglietta sono i tre gadget presenti allo stand dell’ottava edizione della Leopolda, messi in vendita per l’autofinanziamento della kermesse.

Elezioni, ecco le date probabili

cms_7796/seggio13_fg.jpgCon il varo del decreto legislativo che disegna i collegi in base alla nuova legge elettorale, si fa sempre più vicina la data del voto. Tre le date cerchiate in rosso sulle agende del Quirinale e delle sedi politico-istituzionali:4, 11 e 18 marzo dell’anno prossimo, anche se sono ancora diversi i tasselli da sistemare prima di decretare la convocazione dei comizi elettorali.

Di sicuro occorrerà attendere il trascorrere del prossimo mese, per vedere esaminato dalle commissioni parlamentari, approvato in via definitiva dal governo ed emanato dal Presidente della Repubblica il decreto sui collegi. Nè va dimenticata, soprattutto alla luce dei segnali che giungono dall’Unione europea, la necessità di condurre in porto senza particolari scosse la legge di Bilancio.

Solo alla vigilia di Natale sarà quindi possibile avere un quadro più chiaro su quello che sarà l’ultimo miglio della legislatura. Due appuntamenti tradizionali, vale a dire l’incontro del Capo dello Stato per gli auguri con i rappresentanti di Istituzioni, partiti e società civile e il suo discorso di fine anno, potrebbero essere l’occasione per annunciare lo scioglimento delle Camere, anticipato di qualche settimana prima della scadenza naturale.

Da parte di Sergio Mattarella non c’è tuttavia nessuna intenzione di accelerare i tempi o interferire nei processi politico-parlamentari. Il percorso sarà quindi scandito dal rispetto delle prerogative dei vari organi costituzionali. Come primo passaggio, una volta approvata la legge di Bilancio, si attende perciò che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, si rechi al Quirinale per spiegare se considera esaurito il suo mandato.

In caso affermativo, è chiaro che il Capo dello Stato dovrà verificare con i presidenti delle Camere se mancano anche le condizioni per proseguire nell’attività parlamentare e se arrivasse un altro sì, la strada verso il voto sarebbe aperta. E questo senza che ci siano state le dimissioni del presidente del Consiglio. Esistono infatti precedenti, ad esempio nel 2006 con Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, di governi che hanno continuato ad operare nel passaggio dall’una all’altra legislatura.

Questo, pur in una situazione di transizione, consentirebbe di avere un esecutivo in carica non solo per gli affari correnti e dotato quindi di una legittimità che gli consenta di gestire ad esempio appuntamenti internazionali o altri passaggi delicati, come ad esempio nomine per quanto riguarda vertici militari e della sicurezza.

Con uno scioglimento delle Camere a cavallo del vecchio e nuovo anno, le elezioni si svolgerebbero quindi a marzo. Domenica 4 e domenica 11 al momento appaiono le date più probabili, anche perché così sarebbe possibile arrivare alla seduta inaugurale del nuovo Parlamento prima di Pasqua.

Tuttavia, con il disegno dei nuovi collegi, occorrerebbe far fronte ad una serie di adempimenti, quali ad esempio la revisione degli elenchi elettorali, per cui la scelta potrebbe ricadere sulla seconda data. Senza dimenticare la necessità di concedere tempi non particolarmente stretti per la raccolta delle firme per la presentazione delle liste.

Difficile comunque che si vada oltre il 18 marzo, pur se da parte di Forza Italia prosegue il forcing per ottenere un election day che accorpi politiche, regionali e comunali. E anche alle forze che si collocano alla sinistra del Pd non dispiacerebbe avere tempi più ampi per organizzare schieramento e leadership.

Se non è difficile immaginare unire elezioni nazionali con quelle in Lombardia, Lazio e Molise, dove già cinque anni fa si votò il 24 febbraio contemporaneamente al rinnovo del Parlamento, più difficile appare l’accorpamento con le amministrative, visto che in base alla legge vanno inserite in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno e quindi per votare a marzo occorrerebbe anticiparle rispetto alla data prevista.

Si tratta allora di valutare se è possibile un election day da metà aprile in poi. Anche qui occorre capire il ruolo che sono chiamati a giocare i vari soggetti in campo, a cominciare dal Quirinale. La scelta di un eventuale election day spetta al governo, ma se si profilasse l’ipotesi di un voto a primavera inoltrata a quel punto significherebbe arrivare alla scadenza naturale della legislatura.

Una possibilità che Mattarella non esclude a priori, a patto però che ci siano presupposti e soprattutto provvedimenti che consentano al Parlamento di continuare a lavorare, quindi non solo biotestamento e ius soli di cui si parla insistentemente da settimane e che eventualmente, se ce ne fosse la possibilità, potrebbero essere approvati entro Natale o subito dopo.

Viceversa, scioglimento e voto a marzo appaiono una strada inevitabile, proprio perché mancherebbero le condizioni per il proseguimento della legislatura. E questo non perchè dal Colle si vogliano accelerare i tempi per poter creare i presupposti per nuove elezioni prima dell’estate, entro giugno, se dall’esito delle urne risultasse impossibile dar vita ad un nuovo governo.

I tempi per l’insediamento del nuovo Parlamento e per verificare la possibilità di creare un nuovo governo, soprattutto in presenza di una situazione complessa, non potrebbero infatti esaurirsi nel giro di pochissime settimane per tornare quindi subito al voto.

Mps, 4.800 tagli al personale

cms_7796/mps4_fg.jpgIl piano di ristrutturazione di Monte dei Paschi di Siena prevede di ridurre il personale di “4.800 risorse, attraverso il fondo esuberi“. Nel corso di quest’anno sono state completate “1.800 uscite. Il resto è spalmato tra il 2018 e il 2021”. Lo ha ricordato l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Marco Morelli, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche.

Il piano prevede inoltre la chiusura di 600 sportelli, di cui 115 nel primo trimestre del prossimo anno. Venti saranno in Toscana”, ha precisato.

Monte dei Paschi di Siena assieme al Mef “ha svolto un lavoro nel contrastare politiche aggressive di riduzione del personale – ha detto Morelli – che nel contesto del piano di ristrutturazione poi approvato non hanno trovato applicazione, essendosi privilegiata l’ampia tutela della forza lavoro, senza il ricorso alla mobilità e ai licenziamenti in un momento complesso per il sistema bancario”.

In audizione l’amministratore delegato di Mps ha poi riferito che “al 30 settembre sono stati recuperati 11 miliardi in termini di raccolta in modo diffuso su base geografica”. Si tratta, ha spiegato, di una “ripresa legata alle piccole e medie imprese e al settore corporate più che ai risparmiatori. Stiamo osservando questo trend”.

La ripresa di Monte dei Paschi di Siena, il ritorno a una redditività sostenibile e il recupero di quote di mercato non si possono materializzare in breve tempo – ha sottolineato ancora – ma richiederanno diversi esercizi”. Il management, ha aggiunto, “qualunque esso sia, ha bisogno di tempo per perseguire gli obiettivi del piano di ristrutturazione pluriennale”.

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25 Novembre 2017