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Renzi: “Governo andrà avanti, mozione sfiducia non ci manderà a casa”

Federica Guidi ha commesso un errore e si è giustamente dimessa, gettando nel panico l’opposizione che non sa più cosa fare. Tra quello in carica e i governi precedenti c’è una differenza: chi sbaglia, paga. Lo ripete – nero su bianco nella sua e news – il presidente del Consiglio Matteo Renzi che torna sulla vicenda dell’emendamento su Tempa Rossa e il centro oli di Viggiano, su cui indaga la magistratura di Potenza.

La storia, fa notare Renzi, “è molto semplice. Nel 2014 il governo ha autorizzato lo sblocco di un progetto industriale francese in Basilicata, fermo dal 1989, il progetto Tempa Rossa. Ci lamentiamo che nel Sud non c’è lavoro. Bene, se ci sono investimenti stranieri che sono bloccati da 25 anni anziché parlare, diamo loro le autorizzazioni, no? Avevo già annunciato pubblicamente, in più sedi, che avremmo dato il via libera a questo progetto”.

“Quando l’emendamento è stato formalmente presentato prosegue Renzi – il ministro dello sviluppo economico lo ha comunicato in anticipo al suo compagno, che si è scoperto poi essere interessato al business. Così facendo Federica Guidi ha compiuto un errore e giustamente ha deciso subito di dare le dimissioni, per evidenti ragioni di opportunità”.

“Ricordate – domanda il presidente del Consiglio – quando nel 2013 (ero ancora sindaco) chiesi le dimissioni del ministro Cancellieri per una telefonata inopportuna? Noi pensiamo che la coerenza non sia un optional. E se è vero che il governo di allora non volle procedere alle dimissioni, noi ci siamo comportati in modo diverso. Perché – diciamo la verità – noi siamo oggettivamente diversi da chi ci ha preceduto: se uno sbaglia, con noi paga”.

“E a quelli che vogliono far credere che siamo tutti uguali rispondiamo con i fatti. Federica ha lavorato con molta determinazione e passione. La sua disponibilità a fare un passo indietro, immediata, ha gettato nel panico le varie opposizioni. Che a quel punto non sapendo che cosa fare hanno iniziato a urlare ancora più forte, chiedendo le dimissioni dell’intero governo, responsabile non si sa bene di che cosa. E presentando l’ennesima mozione di sfiducia”.

“Andremo in Parlamento, spero il prima possibile. E ancora una volta il Parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta”, scrive ancora Renzi sottolineando che “le opposizioni sanno perfettamente che l’unico modo per molti di loro di restare aggrappati a una poltrona comoda e ben pagata è che questa legislatura vada avanti: con la nuova legge elettorale e con le preferenze, molti di loro non rientrerebbero in Parlamento nemmeno con le gite scolastiche. E quando la nostra riforma costituzionale sarà finalmente Legge e i posti da parlamentare diminuiranno in modo drastico, la stragrande maggioranza dei deputati delle opposizioni proveranno l’ebbrezza di tornare a lavorare, anziché pontificare tutti i giorni sulle agenzie di stampa”.

“Loro parlano, noi stiamo cambiando l’Italia. Dunque faranno ancora qualche piccolo show in aula. E poi torneranno alle loro cene romane a fantasticare su nuovi complotti: del resto i capipopolo sono persone che pensano che l’uomo non sia mai andato sulla Luna, che le sirene esistono, che la mafia non ha mai ucciso nessuno – afferma poi il premier – Noi del governo invece non raccoglieremo le polemiche, continueremo a lavorare, per l’Italia e per gli italiani. Perché anche questa missione – conclude Renzi riferendosi al suo viaggio negli Usa – ci conferma che l’Italia c’è, è forte, è ricca di energie e di talenti”.

Il governo ha pazienza ma il Pd non può accettare passivo le calunnie di un “pregiudicato”, come Beppe Grillo, aggiunge Renzi spiegando sulla e news perché il partito ha deciso di querelare il leader del M5S. “Ho detto che noi del governo – afferma il segretario dem – non raccogliamo le loro polemiche. Ma il Pd invece ha il dovere di reagire. Io credo nella polemica politica e penso che sia giusto che ognuno dica la sua, in piena libertà”. “Ma esiste un limite e quel limite lo traccia il codice penale. Per questo il Pd ha deciso di querelare in sede civile e penale Beppe Grillo che pure alle condanne penali – a differenza nostra – è abituato. Perché lo ha fatto? Perché Grillo non si è limitato alle polemiche, anche dure. Ha detto che su questa vicenda il Pd è colluso e complice. Tutti con le mani sporche di petrolio e di soldi’”. “Sono parole pesanti come pietre: colluso, complice, mani sporche di denaro. Ora io conosco la comunità delle donne e degli uomini del PD. Sono persone per bene, volontari con passione politica, gente che tiene i circoli aperti, organizza i tavolini nelle piazze, fa i tortellini alla Festa dell’Unità”.

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3 Aprile 2016