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Renzi: “La scissione del Pd? Ideata e prodotta da D’Alema”

“A me dispiace molto” la scissione, “perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse, ma la mia impressione è che si trattasse di un disegno già scritto, ideato e prodotto da Massimo D’Alema”. Lo ha detto l’ex premier Matteo Renzi a “Che tempo che fa su Rai3.

L’ex premier lancia poi un appello a D’Alema: “Non andartene, non scappare, corri alle primarie, facciamo le primarie insieme e vediamo nel Pd chi ha più consensi e più voti”.

Renzi ritiene che la scissione del Pd “sia una cosa molto di palazzo, io farò di tutto perché si possa andare insieme”.

Infine, a Fabio Fazio che gli chiedeva se il presidente del Consiglio possa stare sereno sulla durata del governo, Renzi ha risposto: “Le elezioni sono previste a febbraio del 2018, se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui”.

Pd, Orlando: “Non lasciamo che la casa crolli”

cms_5638/OrlandoAndrea_Adn_rit.jpg“Il Pd è la cosa più imperfetta che genera rancore e scontento, ma anche la cosa più importante che abbiamo fatto: non possiamo lasciare che la casa crolli“. Lo ha detto Andrea Orlando, ministro della Giustizia, a Genova per presentare la sua candidatura alla segreteria nazionale del partito.

“Abbiamo fatto fatica a costruirla – ha sottolineato – dieci anni fa, abbiamo lasciato vecchie appartenenze e fatte nuove. Ci siamo messi sotto lo stesso tetto, abbiamo fatto bene nonostante tutto”.

“Il primo risultato del congresso è stata una scissione – ha continuato il Guardasigilli – Sbaglia sempre chi se ne va, ma vedere che tanta gente era contenta della scissione mi ha spinto a candidarmi. Ho sentito dire ‘siamo più leggeri, andiamo più veloci’, il problema è che non si sa dove andiamo più veloci. Poi è arrivato Michele Emiliano e ha smentito le mie più funeste profezie, annunciando la candidatura contro Renzi: questa è lotta libera. A quel punto ho deciso che non potevo stare a guardare perché alla fine è in pericolo il Pd”.

“Io mi candido per guidare il Pd, non mi candido contro nessuno – ha scandito Orlando – perché penso di avere delle idee e delle proposte per far andare avanti il Partito democratico”. Ed ha messo in chiaro: “Rifiuto l’idea di dover fare la sinistra del Pd. Io voglio fare il Pd così come era stato pensato all’origine, quando siamo partiti: Pci, Dc, Pri, Socialisti, e quelli nati dopo”.

“A tenerci insieme – ha sottolineato ancora – non può essere soltanto un leader. Un leader serve ma, se non c’è anche un dibattito, un programma e un modo collegiale per affrontare questioni e sfide, non si riesce. Serve una comunità. Nessun può affrontare da solo le sfide che abbiamo di fronte”.

Non possiamo perdere nessuno per strada – ha poi avvertito – perché se il Partito democratico, che è nato per unire, perde uno degli ingredienti che lo hanno fatto crescere, diventa un’altra cosa. Questo io credo non sia un bene né per l’Italia né per il centrosinistra”.

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27 Febbraio 2017