Traduci

Renzi lancia ’Italia Viva’

Renzi lancia ’Italia Viva’

cms_14224/renzi36_fg.jpg

“Ci chiameremo ’Italia viva’”. Matteo Renzi prima della registrazione di Porta a Porta risponde così a Bruno Vespa che gli chiede il nome della nuova formazione politica. “Il nome della nuova sfida che stiamo cercando di lanciare -ha detto Renzi- sarà Italia Viva. Il tema è che vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica”.

“Io voglio molto bene al popolo del Pd, per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopodiché i litigi, le polemiche, le divisioni erano la quotidianità. Ora che non sono più del Pd mi sento libero. Ho recuperato la libertà. Ora le domande sul Pd non me le possono più fare. Io delle correnti del Pd non parlo più, è un sollievo”, aggiunge. I numeri: “Con noi 25 deputati e 15 senatori, domani i nomi”.

Sulla tenuta dell’esecutivo, afferma: “Il governo non ha problemi, lo abbiamo fatto apposta per dare lunga vita al governo. Non ho nessuna intenzione di staccare la spina, perche dovrei?”. “I parlamentari li ho lasciati tutti a Zingaretti. Basta con questa storia che se faccio una cosa io allora c’è sempre un retropensiero”, dice ancora. “Da domani Nicola Zingaretti non è più il mio segretario, resta un amico. Quando diceva che non avrebbe fatto l’accordo con M5s era spiegabile la sua posizione. Attaccare Zingaretti su questo, lo dico da ex, è profondamente ingiusto. Da parte mia non ci sarà nessuna polemica”, prosegue.

“Io al tavolo non mi siedo né con Zingaretti né con Di Maio. Per me vale il programma di governo e io sono impegnato a sostenere il governo”, dice, spiegando di aver chiamato ieri sera Luigi Di Maio per informarlo delle sue decisioni.

A livello locale, “questa non è un’operazione per portare via amministratori al Pd. Noi vogliamo riportare le persone a credere nella politica. Fa bene Nardella a restare. Fanno bene i sindaci e i governatori, è giusto he restino lì”. “Non è un segreto di Pulcinella ma ora che me ne sono andato via io, rientrerà la componente di sinistra. Penso che rientreranno e il Pd sarà libero dall’alibi che Renzi sposta il partito a destra. Adesso il Pd faccia il Pd”, chiosa.

Quanto alla revoca o meno delle concessioni autostradali, Renzi ha detto che le farebbe “valutare all’avvocatura dello Stato”. “Devono decidere loro. Se ci sono le condizioni si tolgono. Decide chi ha competenza in materia”.

Dopo la registrazione di ’Porta a Porta’, Matteo Renzi si è recato in un’abitazione privata a Roma dove, a quanto si apprende, sta incontrando alcuni parlamentari che lo seguiranno nel nuovo soggetto che si chiamerà ’Italia Viva’, come ha annunciato nella trasmissione di Bruno Vespa. Al momento i parlamentari che seguiranno il senatore di Firenze sono 40, 25 deputati e 15 senatori. Tra chi non lo seguirà, come ha specificato lui stesso, c’è Anna Ascani. “Lo ha deciso lei”, ha concluso.

Di Maio: “A Renzi ho detto che non tollero tensioni”

cms_14224/di_maio_2_fg.jpg

“Ieri sera mi ha chiamato Renzi. Mi ha informato di questa scissione. A Renzi ho detto che di ’Matteo’ che ogni giorno creava tensioni nel governo ne abbiamo già avuto uno. Ne abbiamo abbastanza. Una cosa è certa: io non tollererò tensioni di alcun tipo. Bisogna lavorare solo per gli italiani”. Così Luigi Di Maio ai gruppi parlamentari M5S, nel corso della riunione in corso a Montecitorio, aggiungendo di meravigliarsi “di chi oggi si è meravigliato” dell’ultima mossa di Renzi. “Non gioiamo delle scissioni degli altri, ma è chiaro che, mentre il Pd si frammenta, noi rimaniamo l’unico vero polo alternativo nel panorama politico italiano. E se facciamo le cose dette, gli italiani ci daranno fiducia”.

Detta, poi, i tempi e le questioni sul tavolo. “Il governo è stato formato, adesso dobbiamo cambiare approccio. Abbiamo un programma da realizzare e gli accordi dovete chiuderli voi nelle Commissioni. Su salario minimo, acqua pubblica, taglio tasse, riforma della sanità e tanto altro. Ora sta a voi in Parlamento portare a casa i punti del programma. Non dovete aspettare nessuno, nelle vostre Commissioni avete le forze per chiudere gli accordi”. “Il taglio dei parlamentari va fatto entro la seconda settimana di ottobre. Non oltre. È uno di quei provvedimenti che va approvato subito. Intanto si tagliano parlamentari e poi si procede con legge elettorale”.

“Stasera parliamo della legge di bilancio, perché siamo già a settembre ed è tempo di programmare. Piena responsabilità al gruppo parlamentare. Fissate con le Commissioni gli obiettivi e andate avanti. Entro la fine di settembre dobbiamo avere una programmazione chiara di quello che vogliamo portare in legge di bilancio. Disinnescare le clausola di salvaguardia è il punto di partenza, in mezzo c’è il taglio del cuneo fiscale e gli investimenti green. Dobbiamo fare delle scelte coraggiose”.

Quanto alle prossime regionali, ha definito quello dell’Umbria “un esperimento innovativo ma non lo stiamo studiando per le altre regioni”. “Vedremo come andrà, di sicuro è un esperimento nuovo – conclude -. È una scommessa importante”.

Bersani: “Scissione Renzi non aiuta, ma non penso voglia farlo cadere”

cms_14224/pierluigibersani_studio_fg.jpg

La scissione di Renzi “non è un aiuto al governo ma non arrivo a pensare che ci sia l’interesse di nessuno, neanche di Renzi, a farlo cadere. Non temo tanto sul profilo della stabilità, ma magari è possibile che il governo sia tenuto alla frusta su qualche scelta”. Così Pierluigi Bersani (Articolo 1), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. “Corre l’idea che ci sia un Centro da afferrare. E non si vede invece che il problema vero della politica, non solo della Sinistra, è che un pezzo di società ha perso i rapporti con le istituzioni e che la Destra ha gioco facile. Il Centro mi fa venire in mente l’araba felice di Metastasio”, ha aggiunto. “Noi siamo oltre una fase che ci ha consegnato un problema enorme. Se rimaniamo con i vecchi attrezzi, non riusciamo a risolverlo. Serve una fase creativa. La ’Costituente delle idee’ di Zingaretti può essere un punto di partenza, se non si rimane alle idee”. “Renzi ha fatto quello che voleva fare nel Pd: un partito carismatico, personale, di centro (se esiste questo centro), che si preoccupa di dire che non c’entra nulla con le radici, le basi culturali, politiche e sentimentali delle Sinistre italiane – conclude – . Che questo sia modernità, temo si sia fuori strada, solo ’un’insostenibile leggerezza’”.

“Che pena”, Salvini all’attacco

cms_14224/Salvini_piazza_montecitorio_Fg.jpg

“Prima incassa posti e ministeri, poi fonda un “nuovo” partito per combattere Salvini. Che pena, cosa non si fa per salvare la poltrona…”. Così Matteo Salvini su Twitter dopo l’ufficializzazione da parte di Matteo Renzi di voler lasciare il Pd. “Il tempo è galantuomo, gli Italiani puniranno questi venduti”, ha poi aggiunto il leader della Lega che su Facebook aveva scritto: “Lasciamo ad altri vecchi giochetti e polverose manovrine di palazzo che nessuno capisce: qui c’è il Popolo, libero, forte, sorridente. E possono rimandarlo finché vogliono, ma alla fine il giudizio popolare arriva! Siete pronti? #orgoglioitaliano”.

Il leader leghista torna poi ad attaccare Renzi e il governo nel corso di una diretta Facebook: “Per voi – dice – sarà un incubo, anzi ci state facendo vivere un incubo: poltrone, poltrone, poltrone. Poltrone e sofà. Governo Conte? No, governo poltrone e sofà, gente che va, gente che viene”. E ancora: “Leggevo che il nuovo ministro dell’Agricoltura che nella vita ha fatto la sindacalista della Cgil, punto, con tutto il rispetto, è già passata con Renzi. E’ stata nominata al governo dieci giorni fa con un partito e adesso cambia partito”.

Per Salvini, “Renzi, la Boschi, i renziani vanno alla Leopolda, raccolgono tanti soldi, buon per loro. Però gli lascio i soldi, i ministeri e mi tengo la mia dignità”. Del resto, spiega, “da Renzi non aspetto pudore e dignità e onore. Sciascia come li definiva? Uomini, ominicchi, quaquaraqua, lascio a voi. Ma non mi interessa Renzi”.

Poi l’attacco agli ex alleati: “Mi spiace – dice Salvini – per chi era partito per fare la rivoluzione, e penso ai grillini, e finisce come appendice di Renzi e Zingaretti, chiedendo per favore un accordino in Umbria, Calabria, Emilia e Toscana per non scomparire”.

Allarme per strappo Renzi, Carfagna a cena con i suoi
cms_14224/carfagna_rabbia_ft.jpg

C’è chi assicura che saranno circa una quarantina, se non di più, gli azzurri ospiti parlamentari di Mara Carfagna, al ristorante ’Gina’, ai Parioli. Tante sarebbero le adesioni alla cena “fra amici” prevista per questa sera. Si parla di una quarantina di parlamentari, almeno sulla carta, ma c’è chi scommette che alla fine saranno forse meno, perché in questo momento delicato per Forza Italia la ’paura di schierarsi’ anche solo andando a una cena è alta. Alcuni esponenti azzurri avrebbero declinato l’invito dopo aver ricevuto insistenti telefonate da parte di colleghi che “sconsigliavano” la presenza per evitare strumentalizzazioni. C’è persino chi ha spento il telefono per rendersi irraggiungibile e sfuggire alle avances, insomma una situazione complicata e per certi versi imbarazzante. Mara Carfagna ha tenuto a precisare in una nota che l’incontro non ha una natura “scissionistica” e altrettanto hanno detto molti dei partecipanti alla serata contattati dall’Adnkronos. La lista dei commensali è top secret, o meglio lo era. Ma qualcosa è trapelato. A quanto si apprende, infatti, tra gli invitati ci sarebbero i due vicepresidenti del gruppo alla Camera Gianfranco Rotondi e Roberto Occhiuto; l’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini; l’ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo; Matteo Perego; Francesco Cannizzaro e Felice Maurizio D’Ettore. E ancora. Sempre a quanto risulta all’Adnkronos alla cena sono stati invitati alcuni parlamentari della cosiddetta area sudista: i deputati Paolo Russo, Enzo Fasano e Gigi Casciello; i senatori Domenico De Siano (quest’ultimo è il coordinatore regionale in Campania) e Luigi Cesaro. Tra i senatori, sarebbero attesi anche Urania Papatheu,l ’ex tesoriere del partito, Maria Rosaria Rossi; Massimo Mallegni, la Ripani. Altri nomi? la siciliana Matilde Siracusano, la “calabrese” Iole Santelli, Micaela Biancofiore, Andrea Cangini, Mugnai e sembrerebbe anche la Conzatti.

A sopresa ci sarà anche Renato Brunetta previsto al ristorante ai Parioli in compagnia della consorte Titti. ’’E’ una cena tra amici, ci sto andando con mia moglie… Dati i tempi, è doveroso e utile fare due chiacchiere e scambiarsi opinioni…’’ ha detto parlando con l’Adnkronos il deputato e responsabile economico di Fi, Renato Brunetta. L’ex ministro non vuol sentir parlare di cene carbonare, anzi, spiega che in questo momento è meglio confrontarsi all’interno di Forza Italia, anche con appuntamenti conviviali come questo. ’’Vedo che c’è molto movimento attorno al centro -sottolinea Brunetta- . Noi eravamo all’opposizione quando Salvini era al governo gialloverde, ora, con questo nuovo esecutivo giallorosso, siamo all’opposizione assieme a Salvini, noi sempre coerenti…’’.

’’Siamo in 55, è una splendida serata’’ dice più tardi il senatore azzurro Massimo Mallegni che tiene il pallottoliere della cena organizzata questa sera da Mara Carfagna in un ristorante dei Parioli. ’’Siamo -spiega all’Adnkronos- Un gruppo di amici di Camera e Senato, che ha dimostrato ancora una volta che Fi è centrale nel dibattito politico e non aspira a nessun sovranismo ma guarda solo all’interesse dei cittadini. Berlusconi è ancora centrale nel dibattito politico’’.

La cena cade nel giorno dello strappo dal Pd di Matteo Renzi (nel pieno delle grandi manovre al centro scatenate, in gran parte, proprio dall’attivismo dell’ex segretario Dem) e in uno dei momenti più difficili di Forza Italia, dove è sempre più forte l’insofferenza verso la gestione del partito di fronte al rischio salvinizzazione.

Carfagna smentisce trattative con i renziani, respingendo le accuse di inciuci in stile Nazareno bis. Anzi. Lei considera Renzi, raccontano, un competitor agguerrito che preoccupa non poco, perché determinato a ’pescare’ nella stessa direzione in cui dovrebbe andare Forza Italia per smarcarsi dalla Lega, ovvero quell’area moderata di centro, che ora fa gola a tutti, lasciata ’scoperta’ dai partiti. La vicepresidente della Camera, che avrebbe informato Silvio Berlusconi della cena, non vuole assolutamente provocare una nuova scissione interna (dopo quella di Giovanni Toti), ma non è disposta a ’morire salviniana’ e a cedere sovranità agli alleati Lega-Fdi nella futura coalizione di centrodestra.

Carfagna non vuol sentir parlare di ’corrente’, ma di certo la sua intenzione è quella di sondare il terreno, chiamando a raccolta chi non condivide più l’attuale strategia politica del partito. C’è chi scommette che alla fine darà vita a un’associazione, a una sorta di ’pensatoio’, ma sono solo voci. Di sicuro, racconta gli l’ha sentita di recente, la sua ’battaglia’ la condurrà dentro Forza Italia, fino in fondo. Per provare a costruire, un’alternativa di stampo moderato al fronte sovranista e a quello renziano, dove possano trovare spazio le istanze sudiste innanzitutto, ma non solo.

Autore:

Data:

18 Settembre 2019