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Renzi: “Non è più il mio governo, oggi sono a un bivio” (Altre News)

Renzi: “Non è più il mio governo, oggi sono a un bivio”

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“Non mi ascoltano? Questo non è più il mio governo. A me piacerebbe, come era in passato, spingere tre tasti e far partire tutto. Ero il responsabile ed era colpa o merito mio, oggi non è più così”. Lo dice Matteo Renzi, intervistato da Massimo Giletti a ’Non è l’arena’ su La7.

“Oggi c’è una situazione molto più impaludata, con governi di coalizione, e io a questo punto sono a un bivio”, aggiunge il leader di Italia Viva. “O mi metto in un angolino e sto lì a dire tutto quello che non va, come fanno in tanti che prendono consenso, o cerco piano piano di spingere perché qualcosa venga fatto come ad esempio con la riapertura anticipata o con l’Irap tolta almeno in parte alle aziende. Il punto fondamentale per me oggi è tapparmi un po’ la bocca su tutte le idee che vorrei tirare fuori e cercare di dare una mano concreta e pragmatica per cercare di risolvere qualcosa”, sottolinea Renzi.

“E’ chiaro -prosegue- che ci sono tante contraddizioni anche sui temi della giustizia, si tratta di trovare un faticoso compromesso e nel mio libro racconto anche il dolore personale del compromesso. Io ho dovuto fare l’accordo con gente che ha detto di me le cose più incredibili, ho una causa aperta con Beppe Grillo per 1 milione di euro di risarcimento per diffamazione. Stiamo parlando di persone dalle quali sono profondamente diviso, ma viene prima l’Italia”.

Enza Bruno Bossio: “Sciogliamo il Pd, maldiretto da dirigenza senza carisma”

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Un partito “maldiretto da un gruppo dirigente senza carisma”, caratterizzato dai “vizi di un minoritarismo comunista” che ha “eletto per inerzia Nicola Zingaretti” alla segreteria. E’ l’impietosa analisi con la quale la deputata Enza Bruno Bossio, sollecita, in un intervento sulla sua pagina Facebook, lo scioglimento del Pd, in coincidenza con l’anniversario della morte di Enrico Berlinguer, avvenuta a Padova il 7 giugno del 1984.

“Quando muore un leader – scrive Bruno Bossio – improvvisamente, si ha subito la percezione che nulla sarà più come prima. E il dopo, invece di costringere ad imparare dagli errori del passato, spesso ne svuota il guscio e li lascia fermentare fino a diventare colpe irreparabili. Così è stato per il Pci, che certo doveva essere superato, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, ma non poteva essere rinnegato senza fare i conti con la propria storia. E oggi dopo 36 anni abbiamo un partito maldiretto da un gruppo dirigente senza carisma, ma con tutti i vizi del minoritarismo comunista.

“Aveva ragione Orfini quando ha cercato in tutti i modi di opporsi alla celebrazione stanca di un congresso di un Pd senza storia che ha eletto per inerzia Nicola Zingaretti. E allora facciamolo adesso! Sciogliamo il Pd. Ma non per fare piccoli patteggiamenti con Leu e qualcos’altro. Una rifondazione che parta da quel tragico giugno 1984, passando per la Bolognina fino al 2007. Il Covid ha scoperto molti errori nel modello di sviluppo dell’Occidente. E noi siamo una parte di essi. Più presto ce ne accorgiamo meglio sarà per tutti”, conclude la deputata del Pd.

Berlusconi: “Io al Colle? Vorrei che italiani capiscano cose fatte”

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“Oggi al Quirinale c’è Mattarella che svolge il suo ruolo con equilibrio, autorevolezza e buon senso, non facciamogli il torto di parlare già adesso del futuro presidente”. Lo dice Silvio Berlusconi, parlando a ’Live – non è la D’urso’, su Canale 5, rispondendo a una domanda su una sua possibile candidatura al Quirinale.

Poi aggiunge: “Quanto a me ho solo la speranza che gli italiani si rendano finalmente conto di tutto quello che io ho fatto di positivo per loro e per l’Italia nei quasi 10 anni di governo”.

“Vorrei – dice ancora – che si rendano consapevoli di quanto male e di quanta ingiustizia abbia subito da quando sono sceso in campo, 26 anni fa, non per ambizione personale, ma per salvare il mio paese, questo mi basterebbe”.

“Collaborare con Conte? Vogliamo soltanto mettere le nostre competenze non al servizio di questo o quel governo, ma al servizio degli italiani”, risponde. “Se questo per qualcuno vuol dire l’alleanza con queste 4 sinistre, allora non conosce la mia storia”.

Poi, parlando dei rapporti con Salvini e Meloni: “Esiste già da molto tempo un accordo complessivo sulle candidature” del centrodestra nelle prossime regionali. “Da parte nostra – spiega – sono rapporti di assoluta lealtà, in una coalizione che è fatta di forze politiche diverse, un elettorato diverso, stili e cultura diversi”. “Non deve stupire nessuno il fatto che ci siano differenze”, sottolinea Berlusconi. “Noi siamo la componente cattolica, liberale, europeista e garantista del centrodestra, fondamentale per vincere e governare”.

Salvini: “Stavolta citofono all’Agenzia delle Entrate”

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“Andrò a citofonare all’Agenzia delle Entrate”. Lo assicura il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato su QN dal direttore Michele Brambilla che gli ricorda la scena del citofono durante la campagna elettorale in Emilia Romagna. “Sarà una campagna elettorale completamente diversa – spiega Salvini – Il virus ha cambiato lo scenario. Adesso l’emergenza è economica. C’è chi non ha preso la cassa integrazione, ci sono i commercianti che hanno chiuso e non riescono a riaprire, ci sono le partite Iva e gli autonomi abbandonati a loro stessi… C’è un modello Genova da applicare a tutti gli appalti per eliminare, a costo zero, la burocrazia… Questi saranno i temi della campagna elettorale. Ci sono 8 milioni e mezzo di cartelle esattoriali già partite, con la gente che non può pagare. Noi proponiamo di far pagare solo un 20% in saldo e stralcio: gioverebbe anche allo Stato che altrimenti non incasserebbe nulla. Ecco, questi saranno i temi, senza dimenticare la flat tax”.

Quanto alla possibilità di collaborare con il governo, “l’abbiamo vista sul decreto scuola. Avevamo presentato, fra Camera e Senato, più di cinquanta proposte. Ce ne hanno accolte zero”, dice Salvini, che rivolgendosi a Berlusconi dice: “per collaborare bisogna essere in due”. E aggiunge: “Non voglio pensare che Berlusconi possa appoggiare un governo di centrosinistra o mettere in piedi qualcosa con Renzi. Quindi credo che il centrodestra sarà compatto. Certo, sulle candidature chiedo di guardare avanti”, dice a proposito delle prossime regionali.

E sui sondaggi che registrerebbero un calo di consensi per la Lega, Salvini spiega: “Solo noi siamo sempre in mezzo alla gente: nelle piazze, nei mercati, nelle fabbriche. Il lockdown ha penalizzato noi più di tutti. Ma abbiamo già segnali di inversione di tendenza. Swg dà la Lega al 32% nelle Marche e al 25% in Toscana. Con il centrodestra unito in netto vantaggio nelle Marche e vicino al centrosinistra in Toscana”.

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8 Giugno 2020