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RENZI NON MOLLARE! QUESTA EUROPA VA CAMBIATA!

IL Sud ha infinite opportunità per crescere economicamente e risollevare persino le sorti della nazione. Ma come sempre accade, piccoli uomini dalle idee confuse, incapaci di sognare e di guardare oltre il loro piccolo egoistico mondo, annichiliti da quel senso di timoroso disagio nei confronti di chi il potere lo sa gestire con più arroganza e fermezza, decidono di bloccare ogni iniziativa impedendo che Taranto ritorni ad essere la città dove i traffici commerciali e portuali rivitalizzino quella operatività che da troppi anni tace nel silenzio contagioso di quella passività mortale che spezza ideali e inibisce la volontà di ripresa. Questo perché la stagnazione delle risorse naturali, professionali , tecnologiche , industriali … di cui pur la città è ricca, si conferma proprio in quella sede centrale che è il COMUNE di TARANTO da cui dovrebbero nascere tutte le iniziative utili per rimetter in moto il sistema Taranto come lo era in passato. L’Italia impari a conoscere la vera storia del Sud, quel Sud economicamente florido che con l’Unità d’Italia cominciò ad essere depredata fino alla povertà assoluta da quel Nord che lentamente si pose al comando del paese schiavizzando , torturando e portando alla morte lenta per fame e sevizie, migliaia di prigionieri che avevano combattuto per il regno borbonico.‘Sudisti’ terroni incatenati in caserme che oggi farebbero inorridire persino ‘i suini’ che pure nei loro escrementi ci sguazzano e di immondizie si nutrono.

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Ma questa è storia passata e non conta direbbe qualcuno! Non è così! Perché quello che accadeva con il nord Italia nei confronti del Sud sconfitto oggi accade con l’Europa del Nord contro l’Europa del Sud. Questa grande e nobile Europa che da unione dei popoli è diventata una oligarchia che bacchetta di qua e di là stabilendo chi deve ‘salire’ e chi deve ‘scendere’ , chi deve produrre e chi no , deve cambiare e per farlo bisognerebbe smettere di utilizzare la propaganda distruttiva nei confronti di chi a ragione, si sente tradito e osa denunciare le iniquità contro il popolo sovrano, quel popolo che viene sempre menzionato in ogni buon sermone ma che di ‘ botte’ ne prende fino a morirne. Ora Renzi con il coraggio della giovane età osa dire ciò che la maggioranza degli italiani direbbe se fosse al suo posto, e il paese applaude, gli da ragione .

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I tarantini senza lavoro che pur con i rischi della salute invocano ancora l’apertura dell’ILVA , di quel gigante generoso divenuto mostro per ignoranza dei politici e per incuria dei gestori, applaudono Renzi per il suo coraggio e per la sua volontà di sostenere l’occupazione in una città che di potenzialità ne aveva e ne ha ancora da vendere. L’incoraggiamento di Renzi sprona i giovani politici a rompere con la politica ‘imperiale’ nelle mani di un solo uomo che la città non l’ha saputa o forse non l’ha ‘potuta’ gestire piegandosi chissà a quale altra occulta regia, per impedire che i milioni messi in campo per Taranto non venissero utilizzati per gli scopi a cui erano stati destinati tanto che la Società cinese, Evergreen’ ha chiuso i battenti e si è trasferita nel porto del Pireo ,quel porto che guarda caso, ora è nelle mani della Germania.

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I giovani politici sono in fermento e in occasione delle nuove elezioni per il sindaco della città dichiarano apertamente che chi dovrà gestire la città dovrà farlo con l’aiuto di una squadra competente, onesta e propositiva che non rimanga nella sala dorata del palazzo a piangere sulla sua impotenza, ma vada tra la gente a sentire i loro problemi, a spronarli alla creatività per ridare fattibilità ai tanti progetti che giacciono ancora nel cassetto. Salvare l’Ilva si può ed è un dovere perché chi si è arreso all’idea che ormai l’acciaio lo producono i cinesi a minor prezzo e che non vale la pena sottrarre danaro pubblico per un mostro agonizzante, questi con il suo pessimismo condanna a morte un’ intera città che non solo di Ilva potrebbe nutrirsi ma di ogni altra attività collaterale e autonoma.

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Il mar piccolo con le azioni di bonifica ripopolano le colture dei molluschi marini, la cultura rifiorisca con la sua storia e la sua archeologia, i porti turistici si ripopolino di imbarcazioni provenienti da ogni parte del mondo, l’arsenale riapra i suoi cantieri navali , le navi nel porto ritornino ad esportare e si ricominci a vivere sognando e realizzando a dispetto di una Europa che non è ancora divenuta un vero e proprio Stato autonomo in ogni senso. E diciamolo pure che la Francia e la Germania magari, con l’innominabile ‘terzo’ partner, l’intesa sulla deindustrializzazione dell’Italia l’avevano virtualmente firmata e con la imbecillità di quei politici osannati come grandi, è stata resa operativa tanto da vederne oggi gli effetti devastanti.

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TARANTO DEMOCRATICA è il primo segnale di cambiamento; un’ associazione nata con la volontà di unire tutte le energie della gente comune che Taranto vogliono vederla rifiorire perché anche il Mostro come la favola ‘ La Bella e la Bestia’ può rinascere. Ci credono i giovani e gli anziani, ci crede il consigliere comunale Alfredo Spalluto, giovane intraprendente e lungimirante che si è reso portavoce del cambiamento, che nella ripresa di Taranto ci crede ed è pronto a mettersi in gioco. Di destra? Di sinistra? Smettiamola con queste anacronistiche visioni della politica. Destra o sinistra non contano. Contano gli ideali, i valori e una forte dose di coraggio nel rimboccarsi le maniche scegliendo di scendere in strada e dimostrare che il lavoro, manuale o intellettuale è sempre buon lavoro anche quando i ritorni non sempre premiano l’impegno profuso. Mai arrendersi. Il futuro appartiene a chi sa conquistarselo. Ci sono tecnologie avanzate che possono creare miracoli, trasformare l’inquinamento in aria e terra pulita. Basta cercare, studiare, contattare, discutere e scegliere come e quando metter in atto sistemi di disinquinamento per riportare la città e il territorio intorno a livelli virtuosi. Abbiamo un personaggio mondiale che nel nostro territorio ci vive ed insegna ai giovani indipendentemente dal loro grado di istruzione, come sperimentare e realizzare praticamente attività che utilizzino tecnologie innovative.

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Si chiama prof. Meheran Tavakoli Keshe e il suo progetto è quello di passare le sue conoscenze alle nuove generazioni affinchè costruiscano un mondo totalmente autosufficiente. Città e nazioni non più strangolate dalle truffa delle tasse o dalla qualità della carta monetaria con cui si vince e si perde a seconda di chi riesce a fregare l’altro grazie a quell’ingegno perverso che l’uomo stesso ha messo in atto, ma opportunità per tutti di dividere le risorse nel rispetto della madre terra che con la sua abbondanza nutre, riscalda, protegge.

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Ora c’è anche il petrolio, uno dei più grandi giacimenti di petrolio in Europa scoperto in Basilicata, che può essere estratto e inviato tramite un oleodotto già esistente collegato alla raffineria di Taranto. “ Il grezzo della Val D’agri, dice Ugo Carone, ingegnere esperto per aver lavorato nella raffineria in Sud America e negli Uffici Centrali della Shell in Olanda e nella raffineria della Shell di Taranto, alimenta, via oleodotto la Raffineria di Taranto, in sostituzione del grezzo estero importato via mare. Il grezzo Tempa Rossa è una realtà e l’estrazione del petrolio, fin tanto che non avremo alternative rivoluzionarie, sarebbe una delle attività lavorative che renderebbe l’Italia autosufficiente….

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La Raffineria di Taranto dispone di un pontile petroli. Con la costruzione di due nuovi serbatoi, pontile allungato, e strutture di servizio, si potrà esportare da Taranto anche perchè non vi sono altri porti raggiungibili da oleodotto dalla Basilicata.” Se pensiamo che l’Italia –dice ancora Carone- produce circa il 15 % del suo fabbisogno energetico da fonti nazionali (idroelettrica, geotermica, voltaica, eolica etc), ma Importa il restante 85% in varie forme da altri paesi ; se pensiamo che tutti i paesi alle nostre frontiere producono energia elettrica dalla fissione nucleare, ad un costo inferiore di circa il 50% di quella prodotta in Italia, ( l’Enel produce energia elettrica in centrali nucleari con Società Francesi e la esporta in Italia)” allora si può capire come il sud potrebbe in pochi anni rimettere in sesto l’intero paese tirandolo fuori da quel torpore e da quella rassegnazione che distrugge sogni, crescita, concorrenza, ricchezza. Perché? Perché non solo i ‘sudisti’ ma anche i ‘nordisti’ italiani si sono tanto assuefati alle importazioni di prodotti cinesi acquistabili a prezzi bassi, che l’idea di rimettere in moto le loro braccia per farle lavorare speditamente verso attività produttive tutte italiane, spaventa non poco in quanto ci si è abituati a pensare che ormai non vale più la pena produrre nulla che valga la pena causa l’elevato costo della manodopera. Questa mentalità esclude la più grande ricchezza simbolica che è l’autonomia e la indipendenza da ogni schiavitù economica perché il tempo della storia non è sempre generoso verso gli uomini e ciò che si fa in tempo di pace potrebbe non essere più tollerato in tempo di guerra. A quel punto l’indipendenza vuol dire anche e soprattutto salvezza. E non solo! Ma come sempre in questi grandi progetti, ci sono voci discordanti, voci che contro ogni logica, si oppongono con mille pretesti a progetti che sono ‘pronta consegna’. E non si capisce come e perché.

Nonostante ci siano molte altre interessanti argomentazioni a favore di ‘Tempa Rossa’ che potrebbero essere inseriti in un più ampio articolo che tratti anche di nuovi giacimenti di gas scoperti nei profondi fondali dell’Adriatico, una dubbiosa domanda si impone prepotente: Potremmo trovarci in una sotterranea o forse anche palese guerra del petrolio che coinvolga il nostro sud per l’accaparramento dei giacimenti petroliferi e del gas ? Potrebbe la piccola Taranto subire gli stop da poteri internazionali che vogliono sopprimere anche l’autosufficienza nazionale e regionale servendosi di quei piccoli uomini che governano una città o la stessa Europa? E’ già successo tante volte nella storia dell’economia dove uomini eccelsi ,devoti servitori del bene pubblico sono stati zittiti per sempre in modi spesso insospettabili da paesi amici le cui trame vengono sempre a galla quando il tempo inizia ad ingiallirsi e le segrete carte cantano sommessamente la loro ninna nanna funebre .

Data:

30 Gennaio 2016