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RIDARE DIGNITA’ AGLI ANZIANI

Buondì bel paese, buongiorno a quelli che pensano all’Italia in modo differente. Coloro che, credendo veramente nel cambiamento, non si lasciano impressionare da quello che non funziona. Il pensare che tutto sia possibile a cominciare da se stessi. Si può immaginare un luogo in cui passato e presente si incontrano abbracciandosi.

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Lo sappiamo, la crisi ha colpito forte. Ha centrato senza pietà i punti deboli. I birilli -già in bilico da anni proprio perché poggiati su un terreno fragile- sono caduti immediatamente. Strike! Ma chi sono questi reduci crollati improvvisamente? Non li vedete? Sono gli anziani che un tempo hanno contribuito alla costruzione dell’Italia.

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Li vedi ovunque, con lo sguardo spento e gli occhi lucidi. Sono tristi e abbattuti. Si sentono inutili perché lo Stato li ha abbandonati. Indaffarato poiché impegnato a riempirsi di riforme, a creare nuovi stanziamenti e a riparare ai debiti precedenti. Quindi la decisione è quella di metterli da parte. Perentoria ed informale. Lo Stato si è pronunciato in modo implicito sulla situazione dei pensionati: “cari vecchi, siete obsoleti ormai!”. Si è prodigato per renderli fragili, accantonandoli come se fossero giochi inutilizzati. Loro procedono, in qualche modo. Ma potete sentire la loro disperazione.

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E’ osservabile quando ti chiedono in prestito qualche soldo per fare una semplice visita medica, ad esempio. O ancora, mentre fanno l’elemosina per strada. Per lo Stato costituiscono un aggravio economico. Si pensi al fatto che le nuove tecnologie permettono di allungare la durata della vita e, di conseguenza, il mantenimento della salute delle vecchie generazioni spetta allo Stato cioè a tutti i contribuenti. A ciò si aggiunge il carico dell’assistenza previdenziale. Però la soluzione c’è sempre!

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Partendo dal presupposto che gli anziani sono una risorsa, si può ripensare la razionalità e l’efficienza della struttura nel suo complesso. Il corretto funzionamento del sistema pensionistico e il servizio sanitario-assistenziale è possibile solo attraverso un’organizzazione adeguata del sistema statale. Un apparato che probabilmente deve esser modificato. Il primo punto può essere quello di eliminare la corruzione accentrando il potere in modo che organi “intelligenti” possano tenere sotto controllo gli sviluppi della situazione.

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Un secondo passo è quello di diminuire i blocchi della comunicazione che consentono di attivare le migliori risorse (non è possibile bussare a cento porte o attendere di avere i capelli bianchi per ottenere una prestazione pertinente!). Problema che si pone dal momento in cui gli anziani rappresentano la fetta maggiore della popolazione. Tuttavia è possibile recuperare con la buona pratica di amministrazione di chi ha il dovere di assicurare il funzionamento dell’intero insieme. Lo Stato può ridare dignità agli anziani. E lo Stato siamo noi.

Data:

27 Ottobre 2015