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RIGENERAZIONE VATICANA

Cercare di decifrare tutti gli avvenimenti di quest’anno passato, non è cosa semplice. Molte sono le situazioni che hanno fatto vacillare la chiesa cattolica, suscitando diversi malumori nei fedeli e nella figura stessa di papa Francesco. Come ben sappiamo, il santo Padre ha dovuto fronteggiare varie questioni scottanti come ad esempio lo IOR, la pedofilia (che continua a turbare le istituzioni ecclesiali) e il cambio del capo della gendarmeria Vaticana. Tali tematiche hanno evidenziato ancor di più quelle che sono le reali intenzioni del pontefice. Infatti, Francesco ha continuato nonostante tutto a ribadire la necessità di una chiesa povera trasparente e missionaria, scaturendo sensazioni non propriamente positive da parte di una frangia conservatrice della Curia romana. Per tanto tutto il suo magistero è sempre volto verso il popolo fedele, affinché riesca a riscoprire maggiormente le bellezze di una chiesa che sappia essere madre. Tornando alle turbolenti vicende di questo 2019, è necessario indicare il cambio di rotta nella Gendarmeria Vaticana dove Domenico Giani ha rimesso il proprio mandato nelle mani del papa, che ha apprezzato tale gesto sottolineando la sensibilità istituzionale dell’ex comandante della Gendarmeria Vaticana. Lo scandalo ha travolto lo stesso Giani, accusato di aver diffuso all’esterno documentazioni che rivelavano le difficoltà finanziarie in Vaticano.

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Altra tematica molto discussa è quella legata al presunto rischio di fallimento finanziario, che vede tra i maggiori accusatori Gianluigi Nuzzi con il suo libro Giudizio Universale. Tra le pagine del suo libro si legge tutta la difficoltà della Santa Sede dal punto di vista finanziario. La situazione, spiega Nuzzi, è molto peggiorata rispetto a Benedetto XVI, facendo emergere la data del 2023, anno in cui si sarà concretizzato il default. Tutto questo, genera grande imbarazzo nelle istituzioni ecclesiali che, tramite diversi comunicati stampa smentiscono il tutto attribuendo fantasiose le dichiarazioni del giornalista. Sicuramente la svolta magisteriale compiuta da Francesco si è realizzata lo scorso 17 dicembre, quando ha abolito il segreto pontificio sui documenti inerenti alla pedofilia nella chiesa, favorendo in questo modo maggiore trasparenza verso le vittime.

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Una decisione storica che pone le sue fondamenta nel febbraio scorso, quando è avvenuto il Summit mondiale sulla pedofilia. Un avvenimento storico per la chiesa cattolica, costretta in questi anni a fare molte volte il mea culpa verso le vittime di abusi. Bergoglio toglie il segreto pontificio non solo alle denuncie, ai processi e alle decisioni verso coloro che hanno commesso gli abusi ma soprattutto nei confronti di chi ha coperto tali brutalità. La strada intrapresa è quella giusta favorendo la trasparenza a discapito di un silenzio omertoso. Le gesta di Francesco riecheggiano in una chiesa che per troppi anni è risultata cieca davanti a tali brutture, il cammino è tortuoso ma uno spiraglio di luce si fa strada tra le tenebre, lasciando intravedere quel barlume di speranza che si chiama verità.

Data:

1 Gennaio 2020