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RILEGGENDO POESIA – FRANCESCO DALESSANDRO

cms_31653/poesia.jpgAlcuni inediti di Francesco Dalessandro (nessun errore su com’è scritto il cognome) comparvero nel dicembre 2015 (n. 310): Uno scoglio nel vivo del naufragio.

Quando, trascorsi quasi dieci anni da quella pubblicazione, è ancor vivo il piacere di sfogliare quella rivista e rileggere poesie così preziose, significa – almeno a nostro parere – che l’autore è di sicuro valore e che merita di esser preso in considerazione e fatto conoscere ai nostri lettori.

Francesco Dalessandro non è nato ieri, ma nel 1948.

Leggiamo di lui da http://www.italian-poetry.org/francesco-dalessandro/.

cms_31653/Francesco_Dalessandro_1693721297.jpgNel 1958 la sua famiglia si è trasferita a Roma. Dagli inizi degli anni Settanta e fino al 2005 ha lavorato in banca. Comincia a scrivere versi fin da adolescente e esordisce alla fine degli anni Settanta partecipando a diverse letture pubbliche e, negli anni Ottanta, con pubblicazioni di poesie su varie riviste, quali Prospetti, Galleria, Sinopia, Lengua, Marka e Resine, con la quale collabora anche con recensioni. In particolare, su Le porte, almanacco di poesia diretto da Roberto Roversi (1982), pubblica una silloge intitolata Appunti per un viaggio, con una nota di Francesco Tentori, e su Discorso diretto, (1983), il poemetto Divergenze (mai ripubblicato). Nel 1993 contribuì all’antologia La moneta di Caronte, curata di Giovanna Sicari. Il suo primo libro, I giorni dei santi di ghiaccio, con una nota introduttiva di Elio Pecora, è del 1983. Dal 1985 al 1997 lavora al suo poema in quattro parti L’osservatorio (la cui prima parte esce nel 1989, ben accolta da Attilio Bertolucci). L’edizione intera è del 1998. E una riedizione riveduta e, in alcune sequenze, riscritta è uscita nel 2011. Ha organizzato egli stesso letture di poesie; in particolare nel 1982, insieme a Luigi Amendola, una rassegna di dieci letture dal titolo Poesia verso…, con poeti come Gianfranco Palmery, Valerio Magrelli, Biancamaria Frabotta, Beppe Salvia, Gino Scartaghiande e altri, curandone poi un’antologia con lo stesso titolo.

Nel 1984, insieme a Gianfranco Palmery, Alessandro Ricci, Giovanna Sicari, Valerio Magrelli e altri, fondò la rivista di letteratura Arsenale, diretta fino alla chiusura, nel 1988, da Gianfranco Palmery. Ha anche organizzato vari eventi culturali. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: I giorni dei santi di ghiaccio (Barbablù, 1983, con una nota di Elio Pecora); L’osservatorio (Caramanica, 1998, poi Moretti & Vitali, 2011, con note di Attilio Bertolucci e Gianfranco Palmery); Lezioni di respiro (Il Labirinto, 2003); La salvezza (Il Labirinto, 2006); Ore dorate (Il Labirinto, 2008); Aprile degli anni (Puntoacapo, 2010); Gli anni di cenere (La Luna, 2010, con un’incisione di Michela Sperindio), Primo maggio nel Pineto (Stamperia Il Bulino, 2012, con disegni di Silvia Stucky).

cms_31653/2_FRANCESCO_DALESSANDRO.jpegHa inoltre curato e pubblicato cinque libri di traduzioni: W. Stevens, Domenica mattina; E. Barrett Browning, Sonetti dal portoghese; G. Manley Hopkins, I sonetti terribili; G. G. Byron, Il sogno e altri pezzi domestici; J. Keats, Sull’indolenza e altre odi. Altre traduzioni, su rivista: dal latino (Giovenale, Orazio, Ligdamo e Sulpicia), dall’inglese (Shakespeare, Andrew Marvell, Isaac Rosenberg e Kenneth Rexroth) e dallo spagnolo (José María Alvarez, Francisco Chica, Ana Rossetti, David Pujante, Eloy Sanchez Rosillo, Pere Gimferrer). Nel 2012, ha ripubblicato, con Moretti & Vitali editori, una versione rivista e modificata de L’osservatorio, con una testimonianza di Attilio Bertolucci e il saggio, Il destino di ognuno, di Gianfranco Palmery. Cura il blog Poesie senza pari. Ha affermato, in una recente intervista su www.atelierpoesia.it che non possiamo riprodurre integralmente per ragioni di spazio: “Roma è parte della mia vita ed è il cemento della mia poesia. […] Ho sempre diffidato e ancor più diffido della poesia che nasce per dimostrare una teoria poetica. Per me, la forma è il fondamento della poesia (come di ogni arte). Chi vuole allontanarsene, o chi crede che ormai vale solo la libertà del dire, la parola spontanea e senza mediazioni, credo che sbagli, e sbagli profondamente. […] Per noi di Arsenale (rivista già citata nelle note biografiche, NdA) la lingua era là, bastava liberarla dalle scorie avanguardistiche e politiche per farne di nuovo strumento privilegiato di lavoro e di conoscenza.” Potremmo esclamare: Parole sante! Preferiamo non cedere alla facile lusinga dei luoghi comuni e dichiarare invece: parole necessarie. Indispensabili.

I racconti

Neve e notti svegliavano i racconti.
Io, che allora vivevo il tempo incerto
dell’infanzia, seduto nelle lunghe
sere d’inverno con altri bambini
minori d’anni inquieti accanto a madri
e zie giovani intorno alla stufa,
ascoltando la storia lacrimosa
di Genoveffa e di come tradita
e abbandonata in un’orrida selva
alla pietà d’una giovane cerva
dovesse vita e nutrimento per sé
e suo figlio neonato, avrei dovuto
imparare a discernere tra bene
e male…

Appresi le virtù educatrici
della paura (portandone a lungo
a lungo dentro ferite vive e mai
mai del tutto sanate) mentre il pianto
sgorgava naturale da quei cuori
semplici a consolarli di disgrazie
più vere e grandi d’ogni loro vera
pena poi che il racconto la rendeva
più banale e più misera legata
a stanchezza delle ossa che il riposo
presto avrebbe curata mentre era
morale l’altra e solo nel castigo
provvidenziale del peccato avrebbe
trovato il suo riscatto il suo condono.

Data:

3 Settembre 2023