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RILEGGENDO POESIA – ISABELLA LEARDINI

cms_32622/poesia.jpgCi occupiamo oggi di un’autrice recensita nell’aprile 2018 (n. 336) per Una stagione d’aria (Donzelli editore), dopo che era già uscito, lasciando un segno, La coinquilina scalza. Autore della recensione Elio Grasso e autrice delle sillogi Isabella Leardini.

Un bel biglietto da visita, meritatissimo, secondo noi. Affermava infatti Grasso: “ Nel primo libro di versi di Isabella Leardini, La coinquilina scalza, 2004 il vento dell’Adriatico setacciava e scompigliava la fantasia, e faceva crepitare l’esperienza amorosa lungo la posizione geografica della Riviera. Posizione forte, che ha ordinato, dentro l’alternanza dei giorni e delle notti, imprevedibili forme e creazioni poetiche. Fra due persone, una desiderava il tempo lasciato alle spalle dall’altra: possiamo soltanto immaginare chi delle due provasse a riparare la spinta poetica rivelandone il potenziale. […] In questa costanza, potremmo dire d’amore, e assistendo il proprio linguaggio Leardini ci consegna dopo tredici anni Una stagione d’aria. E la priorità diventa quella che avvicina a pugni chiusi dentro le ragioni della poesia. Le radici irrobustite dentro alla terra emergono dove arriva il mare, dove la risacca si trasforma in sabbia. La sabbia adriatica diventa la prima intenzione di realtà per Isabella, poiché dalla nascita in poi le ha acceso i destini. […]” Leggianmo dunque dal suo sito http://isabellaleardini.com/ qualche nota biografica.

cms_32622/Isabella_Leardini.jpgIsabella Leardini è nata a Rimini nel 1978, nel 2002 ha vinto la sezione inediti del Premio Montale con i testi in seguito inclusi nel suo primo libro La coinquilina scalza, uscito nel 2004 con prefazione di Milo De Angelis nella collana Niebo, da lui diretta per le edizioni La vita felice. Ristampato numerose volte il libro è uscito anche in Spagna nel 2017, con traduzione di Juan Carlos Reche e Paola Patrizi (La Isla de Siltolà).

Alcuni versi da La coinquilina scalza sono citati da Vasco Brondi negli album de Le luci della centrale elettrica. Nel 2017 è uscita per Donzelli Editore la raccolta Una stagione d’aria, Premio Città di Arenzano e finalista Premio Camaiore, Castello di Villalta e Onor D’Agobbio. E’ compresa in numerose antologie italiane e internazionali, tra cui Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012) a cura di Giovanna Rosadini, Poesie Italiane 2017 scelte da Roberto Galaverni (eIliot, 2017), Il miele del silenzio, a cura di Giancarlo Pontiggia (Interlinea, 2009), Les Poètes de la Méditerranée (Gallimard, 2010) con traduzione di Jean Baptiste Para, Esplendor en las sombras. ( Huesos de Jibia, Buenos Aires, 2015) con traduzione di Maria Cecilia Micetich e Elena Tardonato Faliere, Grand Tour. Reisen durch die junge Lyrik Europas, a cura di Federico Italiano e Jan Wagner (Hanser, 2019). Tiene laboratori e workshop di poesia in tutta Italia con il metodo edito nel suo saggio Domare il drago (Mondadori, 2018). Insegna scrittura creativa all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dirige le collane di poesia di Vallecchi Editore. Con l’artista Giovanni Turria cura le edizioni d’arte Print & Poetry. Fa parte del Consiglio Direttivo del Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna. Ha fondato e diretto per diciassette anni il Festival Parco Poesia.

Il suo ultimo libro, Domare il drago (ne ha parlato lei stessa sui suoi profili social), uscito per Mondadori nel 2018, è il metodo che da oltre dieci anni Isabella Leardini porta nelle scuole di tutta Italia, offrendo la poesia come potente strumento conoscitivo. Un percorso che parte dal silenzio e arriva alla forma compiuta del manoscritto, attraverso il lavoro sul testo come ricerca della propria voce. Storie e versi di tanti giovani si intrecciano alle parole dei grandi poeti di ogni tempo che hanno riflettuto sul mistero della scrittura. Un’autrice, dunque, dalla produzione misurata, distante anni luce dalle odierne banalità di cui oggi è provvisto il web. Il suo istinto poetico rivitalizza. La precisione dei suoi endecasillabi incanta. E, francamente, ci rincuora.

(da Una stagione d’aria)

Chi perde il tempo di essere felice
per prima cosa perde le risate
che tolgono il respiro, poi qualcuno
scende dentro lo sguardo, lo fa nero
come l’argento chiuso nei cassetti.
Sempre la stessa età, lo stesso giorno.
Chi perde il tempo di essere felice
ha l’aria di una casa stagionale
che si prepara a vivere e riempirsi.
Tutta la fronte chiusa dentro un lampo
che non si compie mai nel temporale.

Data:

1 Dicembre 2023