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RILEGGENDO POESIA – MAURO FERRARI

cms_33324/poesia.jpgLa spira (puntoacapo editrice, 2019) è un poemetto di Mauro Ferrari recensito nella rubrica Lo scaffale di Poesia nel dicembre 2019 (n. 354) da Alessandra Paganardi, che scriveva, fra l’altro: “Ci sono momenti in cui sentiamo il bisogno di restituire un senso al già noto. […] Per un poeta ciò vuol dire nominare il mondo attraverso il mito, inteso nella sua valenza etimologica di racconto.

Mauro Ferrari, editore e critico, ha al suo attivo un’esperienza poetica lunga e meticolosa. In questo nuovo libro, senza uscire dall’abituale narratività colta e sorvegliata, egli ha trovato una chiave emotiva particolarmente forte per risignificare la sua città natale. Siamo nel novese, un angolo di Piemonte incuneato tra Liguria e Lombardia, tra montagne di colpo nitide vicine minacciose e la pianura opulenta con i suoi fiumi marcescenti. Un luogo liminare ma al centro di quella mutazione antropologica di cui, sotto altri cieli, disse così potentemente Pasolini. Una mutazione che ha cambiato per sempre panorama, cultura, cibo e anime di questa nazione piccola di faccendieri. Tra spira e spira – la ciminiera dell’Italsider – in andamento circolare, il poema si svolge in sei canti, di cui i primi cinque possono essere considerati gli atti di una tragedia generazionale e il sesto lo stasimo riassuntivo.” Sarebbe interessante dar spazio all’intera recensione, profondissima: tuttavia chi ci segue sa già che non possiamo prescindere dal presentare in modo adeguato l’autore al nostro pubblico. Mauro Ferrari (Novi Ligure 1959) ha pubblicato le raccolte poetiche: Forme (Genesi, Torino 1989); Al fondo delle cose (Novi 1996); Nel crescere del tempo (con l’artista valdostano Marco Jaccond, I quaderni del circolo degli artisti, Faenza 2003); Il bene della vista (Novi 2006, che raccoglie anche la precedente plaquette). Ha inoltre pubblicato una serie di saggi di poetica dapprima apparsi sul quotidiano alessandrino «Il piccolo» (Poesia come gesto. Appunti di poetica, Novi 1999), poi confluiti nel volume Civiltà della poesia (Puntoacapo, Novi 2008). Nel settore dell’anglistica si è interessato di Conrad, Tomlinson, Hughes, Bunting, Hulse, Paulin e diversi altri poeti contemporanei. Attualmente è direttore editoriale di Puntoacapo Editrice, fondata con Cristina Daglio, e direttore culturale della Biennale di Poesia di Alessandria. Con Gabriela Fantato, Giancarlo Pontiggia e Salvatore Ritrovato dirige «Punto. Almanacco della Poesia Italiana» (da https://site.unibo.it/atlante-poeti/it/poeti-nord-ovest/mauro-ferrari). Come possiamo osservare queste brevi note biografiche furono pubblicate prima che il poemetto La spira, cui abbiamo fatto riferimento dianzi, vedesse la luce.

Ecco come ha descritto se stesso e la sua attività editoriale in un’intervista (https://www.succedeoggi.it/2017/03/tra-sguardo-e-mondo/).

cms_33324/Mauro_Ferrari.jpgHo pubblicato solo tre vere raccolte, abbastanza distanziate nel tempo: Forme (1989), Al fondo delle cose (1996) e Il bene della vista (2006). Sono quindi dieci anni che vado raccogliendo gli inediti, che mi sembrano per certi versi una svolta, anche se non uno strappo. Mi sembrava importante operare una selezione del mio lavoro precedente, con qualche piccolo ritocco ad alcuni testi. [… ]. Puntoacapo è la seconda casa editrice che fondo; la prima esperienza (Joker edizioni, NdA) nonostante le potenzialità, è finita malamente, con un danno non solo personale a me, ma anche alla poesia italiana che ha perso un’occasione, anche perché era lì che stavo organizzando un salto di qualità… Con mia moglie abbiamo allora deciso di tagliare ogni legame e ripartire daccapo (il nome della casa editrice è assolutamente programmatico…) per provare a occupare con un progetto nuovo quel notevole spazio editoriale nel settore poesia (anche se non ci limitiamo a questa) che da almeno quindici anni si sta creando a causa (anzi: grazie) al disinteresse della grossa editoria. Oggi come oggi, più che parlare di piccola editoria come un tempo, userei il termine editoria di poesia: c’è un piccolissimo numero di sigle che stanno man mano prendendo le redini della poesia italiana anche se certa critica può ancora far finta di niente. Certo, occorre combattere metro su metro con idee valide, inventare progetti credibili e metodi di lavoro efficaci, cercare di far fronte al dato ineludibile di una notevole perdita di interesse verso la poesia con competenza ed entusiasmo. Ma il processo è iniziato e non si fermerà.

Sulla stesura del poemetto l’autore è intervenuto ancora recentemente, dopo tre anni dalla sua pubblicazione, e ancora ignoriamo quanto e come sia stato rivisitato, ma il nuovo libro uscirà prestissimo, con prefazione di Maurizio Cucchi. La spira, puntoacapo editrice 2019, è ovviamente ancora disponibile negli stores. Ne consigliamo la lettura, ma ci pare anche auspicabile attendere l’uscita della nuova pubblicazione. Astenersi da entrambe non è contemplato.

Piccioni

Così la vita ci sorprende: era il riflesso
di una ciocca oltre lo specchio,
imprevedibile; adesso è l’universo
contratto dei colombi grigi
sotto il tetto e lungo il cornicione
irragionevolmente attenti
al mondo che persiste senza loro:
una comunità di singoli,
il guano paziente che s’accumula,
la pioggia che non lava.

Non è di questa terra il loro regno:
ci sovrasta, visibile soltanto
in cornicioni, tetti e cavi sospesi;
a volte, in qualche riverbero
sfuggito dagli specchi.
Osservano, come avanguardie
di un’invasione o messaggeri muti
e scendono ogni tanto qui fra noi
a rammentarci che potrebbero,
– questione di tempo –
a stuolo calare simultaneamente
e sbarrare ogni percorso, ogni accesso,
decretando la fine. Astutamente
fingono di condividere la nostra natura
corporea, lasciando relitti svuotati
sui marciapiedi, immobili.

Data:

30 Gennaio 2024