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RISCOPRIRE LA COLETTIVITÀ

Nel periodo più buio per l’Europa anche le udienze del mercoledì diventano un invito alla pace. Il popolo ucraino continua a soffrire e questa terribile realtà scuote particolarmente il Pontefice. Non si tratta di una prassi, bensì del desiderio profondo di equilibrio che da troppo tempo manca al nostro continente.

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Nell’ultima udienza, Francesco ha esaltato l’importanza della pluralità come strumento di comunione. Nella società del mordi e fuggi, bambini e anziani pagano il prezzo più alto perché incapaci di difendersi. Infatti, nella sala Palo VI, dinanzi a diversi bambini scappati dal conflitto in Ucraina, le dichiarazioni di Bergoglio sono ben chiare: “In questo ultimo tratto del cammino quaresimale, dobbiamo guardare alla croce di Cristo, massima espressione dell’amore di Dio“. Il motore della vita è l’amore, che si codifica in molteplici sfaccettature. Per prima cosa, occorre riscoprire la bellezza dell’essere comunità, dove nessun fratello deve restare indietro. Questo implica liberarsi dell’ormai consueto politicamente corretto per tracciare una nuova strada. Proprio in virtù di questo, il focus dell’udienza è rivolto ai bambini, con parole che toccano il cuore: “Aiutiamoli a vivere affinché vivano dignitosamente” esorta il Papa.

Il discorso di Francesco va oltre qualsiasi aspetto materiale, perché la fraternità è molto altro. A questi bambini è stata negata l’infanzia, come denuncia il Direttore Generale dell’UNICEF Catherine Russell: “Questo è un triste risultato che potrebbe avere conseguenze durature per le generazioni a venire“.

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I proclami servono a poco e gli slogan (con annesse manifestazioni) non portano a nulla senza atti concreti. I politici implicati in questi scontri devono meditare attentamente ogni scelta, perché la pace va ricercata e solo dichiarata a parole.

Data:

30 Marzo 2022