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RISPLENDE LA STELLA DELL’INTER NEL CIELO DI RIYAD PER L’OTTAVA SUPERCOPPA DI LEGA

Cambia la formula, ma non la sostanza. Al all’Al-Awwal Park Stadium di Riyad in Arabia Saudita, l’Inter supera in finale il Napoli 1-0 con gol di Lautaro Martinez (91’) e conquista per l’ottava volta – la terza consecutiva- la Supercoppa di Lega (trofeo che vede sfidare le due squadre che nell’anno precedente hanno vinto il Campionato di Serie A e la Coppa Italia).

Una vittoria meritata, ma sofferta tra due squadre forti che hanno onorato questa mini-competizione. Una gara combattuta, ma non esteticamente bella, decisa dal solito Lautaro Martinez, sempre più leader di questa squadra.

Dopo un avvio interessante da parte del Napoli, è stata l’Inter a fare la partita concedendo, pur in una situazione di sostanziale equilibrio (almeno fino a quando si è giocato in parità numerica), solo qualche pericolosa ripartenza. Al di là dell’espulsione di Simeone (60’) per doppio giallo che ha inevitabilmente condizionato l’ultima mezz’ora dei partenopei, però, va detto che l’Inter si era già resa pericolosa nel primo tempo – 7 tiri totali contro 2 – in particolare con Di Marco e con L. Martinez (con il gol annullato per fuorigioco). Per il Napoli, invece, va segnalato un gran tiro di Kvaratskhelia in avvio di ripresa deviato da un attento Sommer. Poi, dopo l’espulsione, è stato un monologo dell’Inter. Forse l’unico appunto che si può fare alla squadra di Mazzarri è proprio quello di aver tirato nello specchio della porta solo una volta anche quando si era in parità numerica. Forse avrebbe potuto osare di più. Ma per il resto va detto che è stato un buon Napoli – in evidente ripresa – soprattutto nella fase difensiva, anche in inferiorità numerica.

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Innanzitutto vorrei fare i complimenti al Napoli – ha dichiarato il tecnico dell’Inter Inzaghi ai microfoni di Rai 1 – perché ha fatto una grande partita e in dieci si sono difesi bene e hanno lottato come leoni. Ma complimenti anche ai miei per come hanno giocato, compresi i subentrati. Non era facile anche perché avevamo giocato una semifinale appena due giorni e mezzo prima e avevamo qualche giocatore affaticato. Abbiamo pagato qualcosa in questo senso, ma abbiamo difeso bene e potevamo passare in vantaggio già nel primo tempo. Anche nel secondo potevamo segnare prima dell’espulsione. Sono soddisfatto soprattutto per i miei ragazzi, per tutto lo staff e per i tifosi. Volevamo condividere con loro questo trofeo. Barella? questa sera ha sbagliato. Sta lavorando su se stesso, ma rispetto ai primi due anni sta migliorando. Per quanto riguarda Riva è stato per noi un fulmine a ciel sereno perché lo abbiamo saputo nello spogliatoio. Lo ricordo come un grande uomo prima che un grande calciatore”.

L’Inter, in effetti, si è mostrata squadra solida, si è difesa bene e anche se ha prodotto meno del solito (nonostante i 22 tiri di cui 7 nello specchio della porta) ha concesso solo un tiro agli avversari. Merito dei giocatori, ma anche del “Re di Coppe” Inzaghi. Il tecnico nerazzurro, infatti, con questa finale vinta, conquista la quinta Supercoppa e stabilisce il nuovo record avendo superato Lippi e Capello fermi entrambi a quattro.

Dispiace, tuttavia, che la finale sia stata condizionata da una decisione arbitrale. Forse avrebbe vinto lo stesso l’Inter, forse no. Ma ciò che lascia perplessi è il cambio di valutazione del direttore di gara Rapuano tra il primo e secondo tempo. Due soli ammoniti nel primo e ben otto nella ripresa in una gara combattuta, è vero, ma sostanzialmente corretta.

(Foto da adnkronos.com – Afp – Si ringrazia)

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Data:

23 Gennaio 2024