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Roghi in California, oltre 1200 i dispersi

Roghi in California, oltre 1200 i dispersi

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Morte e distruzione in California. Il bilancio dei roghi che da giorni stanno devastando il Paese diventa sempre più drammatico: sono 76 le vittime e quasi 1300 i dispersi. ’’Le squadre di soccorso – ha detto in una conferenza stampa lo sceriffo della contea di Butte, Kory Honea – hanno trovato altri cinque corpi senza vita’’. Al momento risultano disperse 1.276 persone.

Ieri Donald Trump si è detto “molto triste” nel vedere la distruzione causata in California dagli incendi incontrollati. “Nessuno avrebbe mai pensato che questo poteva succedere“, ha detto il presidente parlando di fronte alle strutture rase al suolo dalle fiamme a Paradise, una delle comunità della California settentrionale devastate dagli incendi.

“Questo è molto triste a vedersi – ha aggiunto – per quanto riguarda perdite umane, ancora nessuno sa con certezza. Noi abbiamo un certo numero, ma abbiamo molte persone che sono ancora disperse”. Trump è stato accompagnato dal governatore della California uscente, Jerry Brown, e quello appena eletto Gavin Newsom, entrambi democratici.

Omicidio Caruana Galizia, “identificati mandanti”

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Gli inquirenti maltesi ritengono di aver identificato i mandanti dell’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia. Secondo quanto rivela oggi il Sunday Times of Malta, si tratterebbe di un gruppo di “più di due” cittadini maltesi. Anche se i principali sospetti sarebbero stati quindi identificati, l’indagine sarebbe ancora “ad una fase iniziale”, avvisano ancora le fonti del quotidiano.

Secondo quanto rivelato, gli investigatori ritengono che queste persone avessero motivazioni diverse, ma si sarebbero uniti per assoldare i tre uomini che ora sono incriminati per aver materialmente piazzato e fatto esplodere la bomba che nell’ottobre del 2017 ha ucciso la giornalista impegnata in inchieste sulla corruzione.
Contattata dal giornale, la sorella di Caruana Galizia ha detto che la famiglia non è stata formalmente informata dell’identificazione dei mandanti.

Chi sono i gilet gialli

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Gilets jaunes, gilet gialli, hanno sfilato a migliaia sulle strade della Francia contro l’aumento dei prezzi del carburante. Un movimento del tutto spontaneo, nato online, che ha conquistato ieri le piazze del Paese, protestando contro il governo e chiedendo le dimissioni di Macron, colpevole di voler alzare il costo della benzina. Ma da dove vengono e chi sono?
A fare da ultima scintilla per l’esplosione degli autoproclamati ’gilet gialli’, la cittadina Jacline Mouraud, che il 18 ottobre scorso ha postato su Facebook un video in cui si diceva stanca “dell’accanimento del governo contro gli automobilisti”. Il video, presto diventato virale con milioni di visualizzazioni, ha di fatto incanalato e fatto scoppiare il malcontento di parte del popolo francese, che ha così deciso di organizzarsi e protestare scendendo in piazza.
Nella ricostruzione di Le Figaro, il movimento nasce in seguito a una petizione online lanciata a fine maggio da Priscillia Ludosky, una venditrice di cosmetici di 32 anni abitante di Savigny-le-Temple (Seine-et-Marne), per chiedere l’abbassamento dei prezzi del carburante. La petizione, lanciata su Change.org, ha riscosso un vero successo, raccogliendo finora l’adesione di 800mila persone.

I ’VERTICI’ DEL MOVIMENTO – Le prime chiamate ’alle armi’ su Facebook risalirebbero invece al 10 ottobre scorso, stando almeno a una nota dei servizi di intelligence consultati da RTL. A capo della protesta otto abitanti dell’Île-de-France, cinque uomini e tre donne tra i 27 ei 35 anni, che secondo RTL – che cita la polizia francese – sarebbero persone “con un profilo piuttosto neutrale, che non rivelano alcun impegno militante e nessun legame noto con i gruppi a rischio”. ’Amici’ su Facebook da molto tempo, i ’vertici’ del movimento avrebbero in comune la passione dei raduni automobilistici.

I MOTIVI DELLA PROTESTA – Al centro della protesta dei gilet gialli, spiega ancora Le Figaro, l’aumento dei prezzi del carburante deciso dal governo francese, con l’abolizione della riduzione delle tasse sul gasolio non stradale e il conseguente aumento di 6,5 centesimi per litro del gasolio e 2,9 centesimi per la benzina a partire dal 1 °gennaio 2019. Tra le altre istanze, inoltre, i pedaggi autostradali, controlli tecnici e potere d’acquisto.

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18 Novembre 2018