Traduci

Roma degli orrori

I fatti risalgono a maggio di quest’anno, ma tutto il dolore e la drammaticità della vicenda stanno emergendo solo nelle ultime ore. Venerdì mattina i due aggressori sono stati identificati e messi in stato d’arresto. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, le due 14enni sarebbero state minacciate di morte, sequestrate e poi violentate in un bosco di Roma da un 21enne conosciuto in chat, mentre un altro 20enne faceva il palo. Dalle indagini dei Carabinieri è emerso che solo il 21enne avrebbe avuto rapporti sessuali con le vittime.

cms_7637/2.jpgSebbene i fatti siano avvenuti nel mese di maggio, le due minorenni, in un primo momento, non hanno denunciato l’accaduto né sono ricorse a cure mediche. Ecco il motivo del ritardo delle indagini che hanno portato agli arresti di queste ultime ore. Sono stati infatti i genitori delle vittime, venuti a conoscenza della vicenda tramite i racconti delle figlie, a rivolgersi ai Carabinieri, i quali hanno prontamente messo in moto azioni concrete per arrivare agli aggressori. I due giovani rom, nati a Roma, sono di origini bosniache e domiciliati in un campo nomadi di Tor Sapienza. Sono ora accusati di violenza sessuale di gruppocontinuata e sequestro di persona continuato in concorso.

cms_7637/3.jpg

Ripercorrendo il periodo antecedente alla violenza, emergono oggi alcuni importanti particolari. Una delle ragazzine, nei mesi precedenti, ha conosciuto quello che sarebbe poi diventato il suo stupratore su Facebook. I due avrebbero parlato fino allo scorso maggio, quando lei ha accettato di incontrare il ragazzo. Per prudenza, la giovane ha portato con sé l’amica, ma il 21enne le avrebbe costrette a seguirlo in una zona boschiva del Collatino. Il bosniaco le avrebbe minacciate di morte e legate, per poi abusare sessualmente di loro mentre l’altro, il 20enne, faceva da palo. Una delle due vittime sarebbe crollata un mese dopo, riferendo tutto ai genitori, i primi ad aver sporto denuncia ai Carabinieri.

cms_7637/4.jpg

Speriamo che la giustizia faccia il suo corso in tempi brevi e che si forniscano le giuste tutele alle due giovani vittime. Per i responsabili non ci sono attenuanti che tengano: il fatto è drammatico in tutto il suo iter. Una vicenda che mette in allarme soprattutto i genitori, chiamati a vigilare sull’uso di Facebook da parte dei propri figli minorenni. Nei social possono annidarsi potenziali stupratori, è bene pertanto che i genitori possano fare da filtro e indirizzare i propri figli verso un uso adeguato del mezzo web, che non deve a essere sottratto ai ragazzi, bensì condotto verso la comprensione delle insidie e un utilizzo corretto ed equilibrato.

Data:

5 Novembre 2017