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ROSANNA BENZI

Quanti provati da una malattia senza speranza di guarigione si chiudono in se stessi magari maledicendo il destino nefasto e il mondo intero? Quanti vivono il proprio dramma esistenziale desiderando ardentemente che trovi termine nella fine dei giorni? Quanti perdono ogni senso del vivere e dell’umanità persino di quella che si prodiga nel prestare assistenza con amore? Una malattia incurabile cambia la vita. La metamorfosi investe il corpo e l’anima in modo imprevedibile. Qualcuno affermò – sottoscrivo l’affermazione – che la grandezza di un uomo si dimostra nella malattia.

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Se si fosse condannati da un destino crudele a vivere per 29 anni in un polmone d’acciaio dall’età di appena 14 anni ordinariamente ci si adatterebbe alla situazione desiderando l’arrivo della morte.

Rosanna Benzi no. Nei lunghi anni di sofferenza ha studiato divenendo giornalista e scrittrice per potersi battere nella difesa dei diritti dei disabili, di coloro che pochi al pari di lei potevano conoscere come e quanto poco interessano alla politica e alle istituzioni « perché diventino (ndr) … consci che il loro problema deve diventare il problema di tutti, di tutte le forze vive della società».

Dal letto d’ospedale San Martino di Genova , chiusa nel suo polmone d’acciaio, nel 1976 Rosanna Benzi fondò la rivista Gli Altri, che poi diresse, dalle cui pagine lanciò alcune importanti campagne di sensibilizzazione nei confronti dei temi dell’handicap e dell’emarginazione sociale; tra queste vi sono la campagna contro le barriere architettoniche e quella per l’abbattimento dell’IVA sulle sedie a rotelle e sui presidi ortopedici. Notevole impatto ebbero anche le sue inchieste su handicap e sessualità dei disabili e quelle sul trattamento inadeguato che i malati psichiatrici potevano subire nelle strutture manicomiali.

cms_31541/3.jpgTra i libri di Rosanna Benzi vi sono Il vizio di vivere (Rusconi, 1984) e Girotondo in una stanza (Rusconi, 1987), entrambi scritti con il giornalista Saverio Paffumi.

Nel 2011 i due libri sono stati raccolti in un unico volume pubblicato con il titolo Il Mondo di Rosanna Benzi (ABA Libri).

Quattro brevi racconti per l’infanzia della Benzi sono raccolti nell’ebook Le favole di Rosanna Benzi (Edizioni Freemedia).

Alla sua figura e alla continuità della sua memoria Lavinia D’Errico ha dedicato il volume La femme-machine.

Vita di Rosanna Benzi nel polmone d’acciaio (Meltemi, 2018).

A Rosanna Benzi sono stati dedicati la biblioteca civica di GenovaVoltri, quella comunale di Morbello e il piazzale antistante all’Ospedale San Martino di Genova. Dal 1991 riposa nel cimitero comunale di Morbello.

Ispirandosi al suo omonimo libro (tradotto in francese col titolo La cuirasse), nel 1988 Dino Risi girò il lungometraggio televisivo Il vizio di vivere, dove il ruolo di Rosanna Benzi era interpretato dall’attrice Carol Alt.(fonte: wikipedia)

cms_31541/4.jpgMa perché Rosanna si è ammalata?

Eccola in foto, Rosanna da piccola. Una bimba nata sana e con tanta voglia di vivere con un talento particolare per il disegno e la scrittura. Il primo giorno di primavera del ’62, appena quattordicenne, contrasse la poliomielite nella forma più grave che, oltre alla tetraplegia, determina una gravissima insufficienza respiratoria. In quello stesso veniva commercializzato il vaccino Sabin contro la polio. La portarono in fretta al Pronto Soccorso del San Martino di Genovada cui non uscì più.

“Ero una ragazzina, mi sono ammalata, ho preso la polio e praticamente in un giorno mi sono trovata in un polmone d’acciaio”, aveva raccontato in una intervista. “Ci sto direi abbastanza bene, con un buon rapporto, fatto di amore, di tenerezza e di fedeltà, con pochissimi tradimenti”

Dal suo “scaldabagno” lavorava in difesa degli emarginati e lasciava messaggi struggenti : “Sono contenta di aver vissuto vent’anni che valeva la pena di vivere e che non sostituirei con altri”. “Spero che il lavoro che ho iniziato vada avanti. Spero di lasciare di me l’immagine di una donna con pregi e difetti. Un po’ matta, un po’ ironica. Spero di non aver fatto brutte figure”.

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Nel “Vizio di vivere”parlando dei suoi vent’anni dentro un polmone d’acciaio Rosanna Benzi scrive:

“Dio non può averci creato per soffrire, non mi pare uno scopo sufficientemente divino. C’è chi arriva qua dentro e dice beata me che soffro, beata me che sono preservata dalle tentazioni del mondo… Una signora mi parlò all’orecchio, sussurrandomi le sue trepide convinzioni, quasi fosse in confessionale: “Sa Rosanna, lei si deve sentire privilegiata a stare in questa stanza, lontana dalle brutture del mondo. Pensi, conosco una donna paralizzata che, ultimamente è diventata anche cieca. Sapesse come è contenta…, soffre così bene”. Giuro che disse proprio così: “soffre così bene”. Mentre parlava mi colpirono le sue mani: aveva dita piene di anelli e li teneva rivolti all’interno, con le pietre preziose dalla parte del palmo. Per non farmele vedere, pensai. Per non farmi scoprire che, se amava la sofferenza, non disdegnava neppure le “frivolezze” del mondo terreno”.

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Questa storia sarà da me raccontata nel programma Storia&storie in onda sulle frequenze di Radio Regional martedì alle ore 12,15 (in replica giovedì alle ore 17.32) al link:

https://www.radio-italiane.it/regional-radio

e in podcast al link: https://www.regionalradio.eu/onair/podcast/storiaestorie/

Data:

22 Agosto 2023