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Rosatellum, fiducia e proteste in Senato

cms_7547/senato_proteste_atte.jpgClima acceso nell’Aula del Senato dopo l’annuncio del governo di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, intervenendo nell’aula del Senato, ha posto a nome del governo la questione di fiducia su 5 dei 6 articoli del Rosatellum bis. Subito dopo il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha convocato la conferenza dei capigruppo.

Le 5 fiducie chieste sul Rosatellum bis si inizieranno a votare da oggi alle 14, come ha stabilito la capigruppo. Da stasera e per tutta la mattinata ci sarà discussione generale. “Grasso si è adoperato per dare spazio al dibattito e in orari non notturni”, dice Cecilia Guerra, capogruppo Mdp. Il voto finale è previsto per giovedì alle 12.

Particolarmente calda la situazione tra gli scranni di Sinistra italiana, dove sono stati alzati cartelli con la scritta ’zero fiducia’, al grido ’vergogna, vergogna’, mentre la capogruppo, Loredana De Petris, ha protestato urlando a squarciagola. Quindi, dopo la sospensione della seduta per la convocazione della conferenza dei capigruppo, ha occupato la zona compresa tra i banchi della presidenza e quelli del governo, lamentando che le è stata negata la parola. Meno forte ma ugualmente incisiva la protesta dei senatori del Movimento 5 stelle, che si sono calati delle bende sul volto.

Si vive di più: in pensione a 67 anni

cms_7547/operaio_Produzione.jpg“Per il totale dei residenti la speranza di vita alla nascita si attesta a 82,8 anni (+0,4 sul 2015, +0,2 sul 2014) mentre nei confronti del 2013 si allunga di oltre 7 mesi”. E’ quanto stabilisce l’indicatore di mortalità della popolazione residente nel 2016 reso noto oggi dall’Istat, per il quale la speranza di vita ha recuperato terreno rispetto ai livelli del 2015, anno in cui si registrò un eccesso di mortalità. L’istituto di Statistica conferma così le stime. Si profila quindi l’uscita dal lavoro a 67 anni, a partire dal 2019. Come prevede la riforma Fornero.

La speranza di vita alla nascita risulta come di consueto più elevata per le donne, 85 anni, ma il vantaggio nei confronti degli uomini, 80,6 anni, si limita a 4,5 anni di vita in più. La speranza di vita spiega ancora l’Istat, aumenta in ogni classe di età. A 65 anni arriva a 20,7 anni per il totale dei residenti, allungandosi di cinque mesi rispetto a quella registrata nel 2013. Nelle condizioni date per il 2016, cioè, spiega l’Istat, questo significa che un uomo di 65 anni può oltrepassare la soglia degli 84 anni mentre una donna di pari età può arrivare a superare il traguardo delle 87 candeline.

L’aumento della speranza di vita nel 2016 rispetto al 2015, prosegue l’Istat, si deve principalmente alla positiva congiuntura della mortalità alle età successive ai 60 anni. Il solo abbassamento dei rischi di morte tra gli 80 e gli 89 anni di vita spiega il 37% del guadagno di sopravvivenza maschile e il 44% di quello femminile. Rispetto a 40 anni fa, si legge ancora, la probabilità di morire nel primo anno di vita si è abbattuta di oltre sette volte, mentre quella di morire a 65 anni di età si è più che dimezzata. Un neonato del 1976 aveva una probabilità del 90% di essere ancora in vita all’età di 50 anni, se maschio, e a quella di 59 anni, se femmina. Quaranta anni più tardi, un neonato del 2016 può confidare di sopravvivere con un 90% di possibilità fino all’età di 64 anni, se maschio, e fino a quella di 70, se femmina.

Nel 2016 si registra una leggera riduzione delle diseguaglianze territoriali di sopravvivenza, che tuttavia permangono significative. I valori massimi di speranza di vita si hanno nel Nord-est, dove gli uomini possono contare su 81 anni di vita media e le donne su 85,6. Quelli minimi, invece, si ritrovano nel Mezzogiorno con 79,9 anni per gli uomini e 84,3 per le donne.

Disaggregata per genere, la durata media della vita risulta come di consueto più elevata per le donne, 85 anni, ma il vantaggio nei confronti degli uomini, 80,6 anni, si limita a soli 4,5 anni di vita in più (4,8 nel 2013), consolidando quel processo di avvicinamento della sopravvivenza di genere che a partire dal 1979 (6,9 anni la differenza uomo-donna in tale anno) non si è mai interrotto.

Febbre e tosse: 120 mila italiani ko

cms_7547/raffreddore_influenza_ftg.jpg“Le temperature sono crollate in pochi giorni, prova ne sono i circa 120 mila italiani alle prese con malanni respiratori e virus ’cugini’ dell’influenza, microrganismi che beneficiano degli sbalzi termici”. A fare i conti dei casi di raffreddore, febbre, tosse e mal di gola è il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, che spiega all’AdnKronos Salute come per l’influenza vera sia ancora presto. “I virus influenzali non amano queste altalene climatiche; se le previsioni che annunciano una nuova bolla di caldo nei prossimi giorni saranno rispettate, a moltiplicarsi saranno ancora una volta i patogeni parainfluenzali”.

Quindi ancora ’epidemie’ di tosse, mal di gola e raffreddore. “Infezioni respiratorie acute che colpiscono tutta la popolazione: adulti, anziani e bambini. Servono almeno due settimane di freddo costante per far largo all’influenza. Questo è il momento della prevenzione: quello in cui è bene approfittare delle campagne vaccinali e immunizzarsi”, ricorda Pregliasco.

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24 Ottobre 2017