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RUSSI E UCRAINI, INSIEME CONTRO LA GUERRA

La crisi Ucraina, conseguente all’invasione dell’esercito russo iniziata il 24 febbraio scorso, è arrivata a un’impasse così tale da gettare sconforto su chi a gran voce, a partire da Papa Francesco, invoca la pace sin dai primi giorni di guerra. Non a caso il Vaticano e il Santo Padre sono stati bersaglio di polemiche per aver fatto portare, il 15 aprile, la croce a una donna ucraina e una russa alla 13esima stazione della via Crucis che ricorda la morte di Gesù sulla croce. Ma la narrazione di questo conflitto, soprattutto da buona parte della stampa, ci ha abituato a leggere editoriali in cui i pacifisti (compreso Bergoglio) vengono etichettati come filo putiniani. A mio parere, l’unica via di uscita da questo conflitto epocale, è quella diplomatica. E qualsiasi sforzo, e di qualsiasi tipo, diventa utile per diffondere quel pensiero che sensibilizzi l’opinione pubblica e i Governi a far cessare il fuoco, portando i belligeranti al tavolo delle trattative.

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La musica, per esempio, è un’arte che accomuna tutti e può diventare messaggero di speranza, specialmente in questo momento storico, se artisti russi, bielorussi e ucraini, si uniscono nel nome della Pace, suonando in un concerto organizzato dall’Ensemble Orfeo Futuro in collaborazione con il Ministero della Cultura e la Città di Trani. Si tratta di due appuntamenti che si terranno nella mattinata di giovedì 28 aprile per gli studenti delle scuole Rocca Bovio Palumbo (ore 9.45) e Baldassare (ore 11.30) di Trani. L’ensemble è composto da tre soprani russi, Anna Ebel, Irina Gorbatenko e Liliia Krasnova, un mezzosoprano della Bielorussia, Alina Sivitskaya, la violinista italiana Gaia Giorgi, e due strumentisti dell’Ucraina, il violinista Temur Yakubov e il pianista Yevhen Levkulych.

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Le musiche in programma sono di vari autori attivi nell’Est Europa tra Ottocento e Novecento e sono state selezionate per la comune origine nel canto tradizionale, dalla ninna nanna «Kolibelnaya» di Viktor Kosenko su testo di Alessandro Block al canto ucraino «Dyvlius y ana Nebo» di Vladyslav Zaremba su versi di Mikhail Petrenka, dalla canzone a due voci «Anghel» di Anton Rubinstein all’aria cosacca «Schone Minka» di Ludwig van Beethoven e, ancora, musiche di Kyrylo H. Stetsenko («Stoyasla ya i sluhala vesnu» su testo di Lesia Ukrainka), Kirill Molcianov («Vocalise») e Myroslav Skoryk Molcianov («Melodia» per due violini e pianoforte). Quello del rapporto costante con la cultura popolare fu un tema molto caro ai poeti e ai musicisti del periodo cosiddetto romantico e costituisce un vero e proprio fil-rouge della cultura europea lungo i secoli e attraverso le frontiere del Vecchio Continente. E la guida all’ascolto curata da Michele De Luisi segue questo itinerario di suoni e biografie per mostrare quanto la musica, i suoi compositori e i suoi esecutori, siano sempre stati mobili tra i confini delle nazioni, portatori naturali di comunicazione tra i popoli.

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Data:

26 Aprile 2022