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Russia, raid polizia contro leader opposizione Navalny

Russia, raid polizia contro leader opposizione Navalny

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Il leader di opposizione ed attivista russo Alexei Navalny è stato fermato oggi dalla polizia durante un blitz nella sede della sua Fondazione anti-corruzione. Successivamente è stato lo stesso attivista a scrivere su Twitter di essere stato prelevato ma non arrestato. Durante il raid sono inoltre stati sequestrati computer, ed altro materiale, come già avvenuto in precedenza.

Su Instagram Navalny ha postato immagini che lo ritraggono mentre viene accompagnato da uomini con il volto coperto che indossano uniformi nere e caschi. Secondo l’attivista la sua organizzazione è stata nuovamente presa di mira perché si è rifiutato di cancellare un video postato su YouTube – visto nel frattempo da milioni di persone – in cui accusa il premier Dmitry Medvedev di corruzione. Secondo il team di Navalny l’azione di oggi si spiega anche con l’imminente diffusione di un nuovo video, più critico del primo.

Filippine, tifone di Natale causa almeno 17 morti

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Sono almeno 17 le vittime del tifone Phanphone, che ha colpito le province orientali e centrali delle Filippine nel giorno di Natale. A renderlo noto sono stati funzionari locali, secondo cui altre 11 persone risultano disperse nelle province di Iloilo, Capiz e Aklan, le più colpite dai forti venti e dalle intense piogge che hanno imperversato sulla regione dal 24.

Tra le 17 vittime – registrate nelle province di Iloilo, Leyte, Capiz, Aklan e Southern Leyte – anche un ragazzo di 13 anni e un uomo di 38 uccisi da una scarica elettrica in due incidenti separati. Intanto la perturbazione sta perdendo intensità mentre si dirige verso il Mar cinese meridionale, con venti di 130 chilometri orari e raffiche fino a 160.

Tutti i 115 voli nazionali previsti sono stati cancellati e decine di migliaia di persone non si sono potute imbarcare per spostamenti in mare.

Phanphone è stato il 21mo ciclone che ha colpito quest’anno il paese, dove si ricorda ancora il passaggio del tifone Haiyan, che nel novembre 2013 uccise oltre 6300 persone e costrinse oltre 4 milioni di abitanti a lasciare le loro case per mettersi al sicuro.

“Mi unisco al dolore che si è abbattuto sulla cara popolazione delle Filippine a causa del tifone Phanfone. Prego per le numerose vittime, per i feriti e per le loro famiglie”, ha detto il Papa al termine dell’Angelus a Piazza San Pietro.

Israele, il Likud sceglie il suo nuovo leader

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Circa 116mila membri del partito Likud sono chiamati oggi in Israele a votare il loro futuro leader nel corso di elezioni primarie volute dal principale oppositore del premier Benjamin Netanyahu, Gideon Saar. Il voto proseguirà fino alle 22 e i risultati dovrebbero essere annunciati domani mattina. Al vincitore spetterà il compito di condurre la campagna per le legislative del 2 marzo.

Il premier in carica Netanyahu dovrebbe essere rieletto, ma all’ex ministro dell’Interno e dell’Istruzione Saar – unico altro candidato in lizza – potrebbe andare una quantità importante di voti, mettendolo nella posizione di potenziale successore di Netanyahu.

Tsunami in Indonesia, 15 anni fa la tragedia che sconvolse il mondo

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Erano le 00.58 del 26 dicembre 2004 quando un terremoto di magnitudo 9,1 colpì l’Oceano Indiano, al largo della costa nord-occidentale di Sumatra (Indonesia). Fu il quarto sisma più potente al mondo nella storia della sismologia (cioè da quando si possono misurare i terremoti con metodi scientifici), che scatenò delle grandi onde anomale che colpirono le coste sotto forma di immensi tsunami.

Circa 230.000 persone persero la vita (di cui un quarto erano bambini), c’erano anche 40 italiani, molti dei quali stavano trascorrendo le ferie nei villaggi vacanze. Intere città furono distrutte in uno dei più catastrofici disastri dell’epoca moderna, che si sviluppò in poche ore e investì l’intero sud-est dell’Asia fino quasi a lambire le coste dell’Africa orientale.

A essere distrutte sono state parti delle regioni costiere dell’Indonesia (la più colpita con 168mila vittime), dello Sri Lanka, dell’India, della Thailandia (con oltre 8mila vittime, tra le quali oltre mille turisti che affollavano durante le vacanze di fine anno le spiagge delle zone turistiche come quella di Khao Lak), della Birmania, del Bangladesh, delle Maldive fino alle coste della Somalia e del Kenya (a oltre 4.500 km dall’epicentro del sisma).

Morto suicida Ari Behn, accusò Kevin Spacey di molestie

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E’ morto suicida lo scrittore norvegese Ari Behn, ex marito della principessa Marta Luisa. Come si legge sul ’Sun’, il 47enne lascia tre bambini. La coppia si era sposata nel 2002 e aveva divorziato nel 2017.

Ad annunciare la tragica notizia il manager di Behn Geir Hakonsund a nome dei parenti più stretti dell’artista che chiedono “il rispetto della nostra privacy”. Il re Harald, l’82enne papà della principessa, ha reso un sincero tributo allo scrittore: “È con grande tristezza che io e la Regina abbiamo ricevuto il messaggio della morte di Ari Behn. Ari è stato una parte importante della nostra famiglia per molti anni e abbiamo ricordi affettuosi di lui”.

Nel 2017 Behn aveva affermato che la star di Hollywood Kevin Spacey lo aveva molestato in occasione di una festa 10 anni prima. Aveva affermato di aver ricevuto una proposta dall’attore. La star di ’House of Cards’ aveva incontrato l’allora regale mentre ospitava il concerto del Premio Nobel per la pace a Oslo. Behn aveva raccontato: “Abbiamo avuto una bella conversazione, era seduto accanto a me. Dopo cinque minuti mi disse ’Ehi, usciamo a fumare una sigaretta’ e poi mi ha toccato”.

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27 Dicembre 2019