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Russiagate, coinvolto funzionario Casa Bianca. Media: “E’ il genero di Trump”

cms_6307/Trump_Kushner_afp_.jpgUn consigliere di alto grado della Casa Bianca vicino al presidente Donald Trump sarebbe coinvolto nell’inchiesta sui rapporti con il Cremlino. E’ quanto reso noto dal ’Washington Post’ citando fonti al corrente dei fatti. Fonti secondo cui l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn e l’ex responsabile della campagna di Trump Paul Manafort rimangono coinvolti nell’inchiesta.Secondo il collaboratore del ’New York magazine’ Yashar Ali la “persona di interesse” sarebbe Jared Kushner, genero di Trump e marito di Ivanka, nominato consigliere esperto della Casa Bianca. In un tweet Yasher Ali scrive di aver ricevuto la conferma di questa notizia: “Non si tratta di speculazioni”, ha aggiunto.

Kushner aveva ammesso di aver incontrato l’ambasciatore russo a Washington, Sergei Kislyak, a fine novembre scorso, e anche il presidente della banca russa per lo sviluppo Vnesheconombak, colpita da sanzioni dal luglio 2014, sottolinea il quotidiano. All’inizio del 2015, il dipendente dell’ufficio di New York della banca russa Evgheny Buryakov era stato arrestato con l’accusa di spionaggio: dopo aver ammesso la sua colpevolezza era stato espulso. Buryakov era stato in contatto con l’ex consigliere di Donald Trump Carter Page che ha riferito di aver condiviso con il russo solo “informazioni elementari e a voce e documenti disponibili pubblicamente”. Il tribunale Usa per la sorveglianza sull’intelligence straniera ha spiccato un mandato segreto nei confronti di Page, sospettato di essere un agente del governo russo, spiegano fonti al corrente dei fatti citate dal ’Washington Post’.

L’inchiesta cerca in questo momento di determinare eventuali reati finanziari commessi da persone dell’entourage del presidente, se e a che punto persone legate a Trump siano state in contatto con operativi del Cremlino, quali interessi economici possano aver avuto con la Russia e se abbiano in alcun modo facilitato gli attacchi hacker contro i server di mail del Comitato democratico e della campagna di Hillary Clinton.

Trump ai russi: Comey era pazzo – Il presidente americano Usa ha detto al ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e all’ambasciatore russo Sergei Kislyak che l’aver licenziato il direttore dell’Fbi James Comey (il dieci maggio scorso, il giorno prima dell’incontro con i russi alla Casa Bianca, ndr) lo ha liberato da una “grande pressione”, come risulta dal memo considerato come la versione ufficiale dell’incontro, basato sugli appunti presi da qualcuno all’interno dello Studio Ovale, di cui dà notizia il New York Times e che la Casa Bianca non smentisce. “Ho appena licenziato il direttore dell’Fbi. Un matto, un vero fanatico. Affrontavo grandi pressioni per la Russia. Ora sono state tolte di mezzo”, ha detto Trump che ha poi aggiunto “non sono sotto inchiesta”.

Iran, l’esperta: “Ora Rohani deve guardare all’interno del Paese”

cms_6307/Rohani_1_afp.jpgL’iranista e islamologa Anna Vanzan commenta la vittoria del presidente uscente

La rielezione di Assan Rohani al timone della Repubblica islamica iraniana, con il 57% dei voti, sembra indicare una continuità nel percorso di apertura verso l’esterno, ma i passi da fare sono ancora tanti. A partire dal cuore della società iraniana. Ne è convinta l’islamologa e iranista Anna Vanzan che all’Adnkronos spiega: “E’ certamente un voto per il mantenimento, non per il cambiamento. Rohani ha vinto nonostante l’insoddisfazione di molti iraniani che si aspettavano di più dal suo precedente mandato”, ma che hanno comunque visto in lui “la soluzione migliore nel portare avanti il percorso di crescita del Paese”.Negli ultimi quattro anni, il moderato Rohani ha focalizzato la sua presidenza sulla ripresa dell’economia e delle relazioni con la comunità internazionale: l’accordo sul nucleare, la riapertura agli investimenti stranieri nel Paese, l’abbassamento dell’inflazione dal 47% al 7% e una crescita economica superiore al 6,6%. Ma gran parte della società non sembra essersene accorta: “C’è una forbice tra ricchi e poveri che si è allargata e continua ad allargarsi, il malcontento viene soprattutto da chi continua a vivere in gravi difficoltà economiche” ha detto Vanzan. Il presidente “deve quindi riabbracciare la fascia meno agiata della società iraniana, dove i giovani chiedono, con sempre maggiore insistenza, lavoro e stabilità”.Molti dunque – secondo l’esperta – i passi da compiere anche nel campo delle libertà individuali, che solo negli ultimi tempi sono stati d’interesse di Rouhani. “Nella fase finale del mandato – spiega – sono stati fatti grandi progressi nel campo della libertà di espressione: molti siti web prima oscurati ora non lo sono più e si riesce a leggere una letteratura in passato considerata troppo ’spinta’, ma l’obiettivo finale – puntualizza – è ancora molto lontano”.Così come è lunga la strada verso la parità di genere: “sembra impensabile che le donne possano raggiungere posizioni apicali, quali la presidenza della Repubblica iraniana” sostiene Vanzan, precisando tuttavia che “il problema non riguarda solo il mondo femminile, perchè esiste un filtro finale delle candidature, lo abbiamo visto anche tra gli altri candidati uomini con il ritiro all’ultimo momento del conservatore e sindaco di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf”.Le donne sembrano comunque voler dire la loro nella società iraniana “mirando a ricoprire una presenza orizzontale, molto più capillare. Le Municipalità, ad esempio – conclude Vanzan – possono essere un’arena molto più favorevole alla creazione di nuovi spazi al femminile per il futuro”.
Da damigella a sposa, Pippa Middleton dice sì
cms_6307/000_OM9GU.jpgSei anni fa era la damigella d’onore della sorella maggiore Kate, oggi sull’altare c’è lei, Pippa Middleton, 33 anni, protagonista di quello che i media britannici hanno definito ’il matrimonio dell’anno’, con il finanziere 41enne James Matthews, suo fidanzato ufficiale dal 17 luglio 2016.

La sposa è arrivata, nella chiesa di St. Mark, nel villaggio di Englefield, nel Berkshire, accompagnata dal padre Michael, a bordo di una Jaguar Mark V del 1951, in abito bianco di pizzo, cucito per lei dallo stilista inglese Giles Deacon, con un lungo velo di tulle di Stephen Jones, un tiara di Maidenhair Fern e scarpe di raso color avorio di Manolo Blahnik.

Al matrimonio, ha partecipato la famiglia reale al completo, con la coppia dei duchi di Cambridge William e Kate insieme ai figli, il principe George e la principessa Charlotte, nel ruolo di paggetto e damigella d’onore. I fan della Royal Family sono rimasti a bocca asciutta perché il principe Harry è arrivato in chiesa con il fratello, ma senza la fidanzata Meghan Markle.

Tra i Vip, il campione di tennis Roger Federer con la moglie Mirka (James e Pippa furono fotografati assieme per la prima volta proprio al torneo di Wimbledon). Oltre ai reali e a personaggi famosi, però, al matrimonio hanno preso parte anche 300 abitanti del piccolo villaggio, ai quali è stato consentito di assistere alla cerimonia da dietro un recinto fuori dalla chiesa.

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21 Maggio 2017