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Russiagate, Trump: “Pronto per l’interrogatorio”

Russiagate, Trump: “Pronto per l’interrogatorio”

cms_8268/trump_dtio_smorfia_Afp.jpgDonald Trump è pronto a farsi interrogare, sotto giuramento, dal procuratore speciale Robert Mueller nell’indagine sul Russiagate. Anzi “non vede l’ora”.

Poco prima di partire per Davos, il presidente americano ha detto ai giornalisti che gli “piacerebbe proprio essere interrogato, vorrei farlo il primo possibile, e lo farei certamente sotto giuramento”. Riguardo alla possibilità che sia indagato per intralcio alla giustizia, Trump ha affermato che ha solo “attaccato” un’inchiesta che lui ha più volte definito un “falso” e “una caccia alle streghe”.

“Ora dicono ’ha risposto agli attacchi’? Se hai risposto agli attacchi allora è intralcio alla giustizia?” ha detto, ironizzando sulle accuse che gli arrivano dai media. “Ecco la vera notizia: non c’è stata alcuna collusione, non c’è stato alcun intralcio alla giustizia e io non vedo l’ora” di essere interrogato, ha aggiunto il presidente facendo intendere che potrebbe essere ascoltato dal procuratore speciale nelle prossime due o tre settimane.

CLINTON – Ma poi Trump ha precisato che la decisione finale su modi e tempi “spetta ai miei avvocati”, ripetendo comunque che lui si “farebbe interrogare, lo farei sotto giuramento, certo”. E non ha mancato di attaccare a questo proposito Hillary Clinton: “Lei non si fece interrogare sotto giuramento ma, sì, io lo farei” ha ripetuto, ricordando che l’allora candidata democratica non giurò quando fu interrogata dall’Fbi nel 2016 per il ’mailgate’.

FBI – Inoltre Trump ha detto di non ricordare se abbia chiesto all’allora direttore da interim dell’Fbi, Andrew McCabe, per chi avesse votato, durante un colloquio che sarebbe avvenuto, secondo quanto rivelato dal ’Washington Post’, lo scorso maggio. “Non credo di averlo fatto – ha detto – ma non vedo quale sia il grande problema… anche a voi chiederei per chi avete votato, non ricordo di aver fatto quella domanda, è una domanda veramente non importante”.

L’AVVOCATO – La stampa americana ricorda che Clinton accettò volontariamente un interrogatorio che, come è di prassi, non era sotto giuramento perché mentire all’Fbi è di per se un crimine. Dopo l’insistenza di Trump sulla testimonianza sotto giuramento, l’avvocato della Casa Bianca, Ty Cobb, è intervenuto per chiarire che il presidente è pronto a parlare con Mueller ma non si offre per una deposizione di fronte al grand jury, che sarebbe appunto sotto giuramento. “Stava parlando di fretta prima di partire per Davos – ha affermato Cobb – rimane comunque impegnato a completare la sua cooperazione e non vede l’ora di parlare con Mueller”.

Parigi, la Senna fa paura

cms_8268/senna_piena_parigi_afp.jpgContinua in Francia l’allarme per la piena della Senna, il cui livello continua a salire, e potrebbe raggiungere sabato il picco di 6,2 metri a Parigi. Lo ha dichiarato il prefetto Michel Delpuech, assicurando che tutti i servizi e gli operatori sono “mobilitati” e “vigili”. Nella capitale intanto è stato chiuso il piano inferiore del dipartimento ’Arti dell’Islam’ del Louvre almeno fino a domenica, mentre il museo d’Orsay ha provveduto a mettere al sicuro alcune opere. La linea C della RER è chiusa almeno fino a venerdì, ed è stato segnalato un rallentamento della linea 7 della metropolitana parigina.

“Prevediamo un livello di crescita” della Senna “analogo a quello del 2016 (quando raggiunse i 6,10 metri). Questa mattina era di 5,12 metri ad Austerlitz rispetto a una previsione, fatta ieri, tra i 5,10 e i 5,40 metri”, ha dichiarato il prefetto in un punto stampa.

Domani il livello potrebbe raggiungere “tra 5,30 metri e i 5,60, per toccare venerdì 5,60-5,80 metri, e toccare il picco massimo sabato tra i 5,80 metri e i 6,20. Tre le parole che riassumono la situazione – ha assicurato il prefetto – mobilizzazione, vigilanza e controllo“. Solo “400 clienti della società Enedis sono senza elettricità su un totale di 6,2 milioni di clienti nell’Ile-de-France”, ha precisato Delpuech, sottolineando che non ci sono problemi per quanto riguarda l’erogazione del gas, del metano e dell’acqua.

Scimmie clonate, ora tocca all’uomo

cms_8268/scimmie.jpgSi chiamano Zhong Zhong e Hua Hua e sono il risultato della ricerca di scienziati cinesi. Si tratta di due macachi femmine identiche dal punto di vista genetico: sono le prime scimmie clonate al mondo, con la stessa tecnica utilizzata per la pecora Dolly, e a breve si attende la nascita di altri cloni.

Dopo la loro nascita – annunciata su ’Cell’ – le due continuano a crescere in buona salute e senza differenze rispetto alle coetanee normali. L’annuncio ha però sollevato dubbi, perplessità e interrogativi etici, sullo sfondo di una crescente preoccupazione per un’imminente clonazione umana.

Il Vaticano ha parlato di “minaccia per il futuro dell’uomo”; per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata, si tratta di un “lavoro scientifico che può sollevare importanti problemi etici, essendo le scimmie simili a noi”.

Temi che, aggiunge, devono essere affrontati “nel modo più opportuno e con cauto ottimismo” ma si tratta anche di “un passo avanti importante per il futuro della medicina e per lo sviluppo di nuove cure”.

L’équipe dell’Istituto di neuroscienze dell’Accademia cinese delle scienze sostiene infatti che l’obiettivo è creare un ’esercito’ di scimmie geneticamente identiche da usare in laboratorio per la ricerca su malattie come i tumori ma anche il Parkinson e l’Alzheimer.

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26 Gennaio 2018