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SALENTO: IL LAVORO CHE C’È MA CHE NESSUNO VUOLE

Il Salento cerca il rilancio, cerca di ritornare a quella realtà e bellezza che lo ha contraddistinto prima del periodo di “Gallipoli, la Rimini del Sud” in cui si è registrato uno stravolgimento dell’appartenenza al nostro territorio.

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L’offerta formativa dell’Università del Salento non rispondeva ai canoni della nuova generazione di ragazze e ragazzi che, diplomati, non riuscivano a trovare il loro futuro lavorativo con una “semplice” laurea dell’ex Università degli studi di Lecce.

Vi sono tante realtà salentine che necessitano di giovani neolaureati o anche neodiplomati che abbiano quelle competenze tali da poter entrare in organico anche a tempo indeterminato con stipendi di tutto rispetto.

La situazione è a dir poco allarmante, considerando il calo demografico e la mancata volontà dei nuovi adulti di ipotizzare un loro futuro lavorativo che li veda protagonisti e impegnati per difendere e tutelare la loro terra ormai, senza grosse prospettive di sviluppo tradizionale come l’olivo e la vite.

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Rimarrà solo il turismo stagionale, quello stesso turismo che ha danneggiato o sta danneggiando il nostro Salento rendendolo solo terra di conquiste e divertimenti, ma non di investimenti che, invece, stanno portando i nostri cervelli in altre realtà che hanno saputo valorizzare ogni singola attività lavorativa e intellettuale.

Occorre che venga avviato un cambio di mentalità: chi lavora in Salento deve esserne orgoglioso, deve farlo per migliorare la sua, la passata e la futura generazione, impendendo che l’emigrazione vada anche ad intaccare il pubblico impiego (scuole, ospedali, amministrazioni comunali) che andranno a riduzioni e contrazioni con conseguente aumento della disoccupazione. È un atto d’amore per se stessi e per la propria terra…

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Data:

18 Gennaio 2023