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SALVADOR DALI’- La persistenza della memoria

Considerato uno dei quadri più importanti del pittore catalano Salvador Dalì, artista fortemente affascinato dalle teorie freudiane, a tal punto da volgere la propria attenzione al sogno e diventando celebre per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere.

Appartenente al versante figurativo del Surrealismo, definì il suo metodo “paranoico-critico”, intendendo con tale espressione l’organizzazione compositiva (aspetto critico) del mondo misterioso dell’inconscio e del delirio (aspetto paranoico); difatti la sua non fu mai una militanza cieca nel movimento.

Il dipinto che in origineera conosciuto con il nome Gli orologi mollifu cambiato in La persistenza della memoria dal gallerista Julien Levy che lo acquistò nel 1932, un anno dopo il suo completamento.

Nel 1934, il quadro fu poi acquistato dal Museum of Modern Art di New York, dov’è attualmente esposto, ed è uno degli elementi più celebri della collezione del museo. L’opera mostra il paesaggio di Port Lligat, desolato e privo di elementi vegetali o artificiali, dove la spiaggia e il mare calmo, sono solo un miraggio: la linea dell’orizzonte alzataall’eccesso, ci trattiene in una dimensione più interna. In questo spazio misterioso, l’artista inserisce un basamento squadrato posto sulla sinistra, sul quale si spicca un ulivo seccoa cui è appesoun orologio azzurro, sul punto di sciogliersi al sole. Altri due orologi, dello stesso coloreugualmente mollie informi, sono collocati l’uno sul medesimo basamento squadrato e l’altro su una strana forma biomorfica posta al centro del dipinto. Dalì esibisce questi orologi deformati, che alcuni critici interpretano con allusioniimpulsi di natura libidica e sessuale, ma soprattutto, i quadrantiche si sciolgono sono un richiamo esplicito alla dilatazione del tempo. Gli orologi, in La persistenza della memoria, vengono deformati nel sogno creato dall’inconscio dell’artista, e questo pare suggerito dalla presenza di un occhio dalle lunghe ciglia (forma biomorfica), che giace addormentato e che richiama al fatto che, la durata di un evento può essere dilatata nella memoria.

Possiamo immaginare che gli orologi rappresentino la relatività della percezione temporale. Ognuno di noi, infatti, ha una propria sensazione temporale rispetto alle medesime situazioni. Ogni orologio, inoltre, segna ore diverse.

Nel dipinto di Dalí compaiono anche simboli ripresi poi in altri dipinti come il viso di profilo dalle lunghe ciglia. Si tratta di un autoritratto simbolico dell’artista che si trova, in forma fluida ne La disintegrazione della persistenza dipinta negli anni Cinquanta del Novecento. In questo dipinto torna anche l’albero di ulivo che sostiene l’orologio molle. L’opera risale agli anni della Guerra Fredda e fa riferimento al pericolo nucleare.

La scogliera che si osserva a destra esiste realmente presso la nella baia di Cullera. In Spagna, nei pressi della Casa Museo di Dalì a Port lligat (Cadaqués).

Gli orologi molli sono degli oggetti che caratterizzano questo e altri suoi  dipinti. Nelle opere di Salvador Dalì, infatti, furono rappresentati in modo costante alcuni oggetti dalle forme strane e ibride. Dalì diede una spiegazione di come elaborò questa forma. L’artista si trovò ad osservare una fetta di formaggio che si stava sciogliendo al sole. Questa visione gli ispirò l’idea degli orologi molli che subito dipinse sulla tela. L’immagine che stava dipingendo rappresentava un paesaggio di Port Lligat, in Spagna. Salvador Dalì, al momento della realizzazione dell’opera viveva in tale località con la compagna Gala. Nel suo libro The Secret Life, Dalí descrisse la visione che gli ispirò la Persistenza della memoria: “Stavo per spegnere la luce quando istantaneamente ho visto la soluzione. Ho visto due orologi morbidi, uno dei quali appeso tristemente al ramo dell’olivo“. Secondo la tradizione il maestro completò il dipinto in un pomeriggio. Gala, la compagna di Dalí dopo aver visto l’opera commentò: “Nessuno può dimenticare l’immagine una volta che l’ha vista“. Questo aneddoto testimonia la forza simbolica ed iconica che possiedono le immagini create dal surrealista spagnolo.

Lo stile è estremamente realistico. Il senso di smarrimento, di fronte all’immagine surreale, nasce, così,  proprio dalla sua verosimiglianza formale unita ad una scena fantastica.

Il colore dominante nell’opera è giallo ocra che entra in dialogo con l’azzurro dell’acqua, del cielo delle superfici e degli orologi.

Dalì costruì lo spazio virtuale utilizzando la prospettiva geometrica e la diminuzione progressiva delle dimensioni delle figure. Il primo piano, è rappresentato dal solido che compare sulla sinistra e dagli oggetti sparsi sopra e sotto di esso. Sullo sfondo, invece, è rappresentato lo specchio d’acqua con il promontorio a destra. Il punto di vista è più alto rispetto al piano del solido.

Data:

26 Giugno 2024

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