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Salvini da Vespa:”Quota 100 a 62 anni” e altro

Salvini da Vespa:”Quota 100 a 62 anni” e altro

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Matteo Salvini rilancia sulle pensioni e propone la sua ricetta. “Quota 100 con 64 anni? No, è assolutamente troppo alto, io ho chiesto al massimo 62” ha detto il ministro dell’Interno, durante la registrazione della puntata di Porta a Porta, che stasera inaugura la nuova stagione politica con ospite il segretario di via Bellerio.

Durante la trasmissione, Salvini spende qualche parola anche sulla pace fiscale. “E’ per quelli che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, per chi è in contenzioso con Equitalia – specifica il titolare del Viminale -. Non è un regalo, è gente che è disperata che pagherebbe il 10% del dovuto, gente che per riavere un conto corrente, correrebbe a pagare”. Così facendo, assicura, “si possono incassare più di 20 miliardi di euro”.

Quindi annuncia che “entro fine mese” il pacchetto immigrazione-sicurezza arriverà in consiglio dei ministri. “Sarà un decreto legge che poi discuterà il Parlamento – spiega Salvini – anzi due: uno sui migranti e uno sulla sicurezza, che poi discuterà il Parlamento”. Quanto ai 49 milioni, frutto della truffa elettorale per cui sono stati condannati in primo grado Bossi e Belsito, il vicepremier sottolinea: “Non ci sono i soldi in Italia, non ci sono in Lussemburgo, sono stati spesi, è tutto certificato”. “Belsito dice che c’erano 40 milioni? Mi dica dove li ha lasciati, allora”, aggiunge il leader della Lega: “Belsito – assicura Salvini a Bruno Vespa – è stato condannato, mi permetta di non fidarmi di lui. Dal 2013 in poi ogni spesa è certificata”.

Sul tema migranti, Salvini ribadisce la sua linea. “Se capita un’altra Diciotti mi comporto nella stessa maniera – chiosa – faccio in modo che non arrivi. Ora gli sbarchi dalla Libia sono zero. Entro il mese vado in Tunisia, da dove sono arrivati 4mila quest’anno. Lì non c’è la guerra, la carestia”. Tornando a parlare dell’allarme lanciato dalle nazioni unite per l’emergenza razzismo in Italia, il segretario di via Bellerio rimarca: “Vanno certificati i soldi che gli italiani danno all’Onu, 700 milioni che diamo a questi signori che poi mandano gli ispettori”.

Infine, parlando del crollo del Ponte Morandi, commenta: “Per la ricostruzione serve regia pubblica con fondi privati, con commissario che risponda alla città. In un momento così grave non si può essere tifosi, tutto pubblico o tutto privato. Bisogna ricostruire bene e prima possibile”.

Manovra, Tria: “Favorevole a taglio Irpef”

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Il ministro dell’Economia Giovanni Tria apre alla riduzione dell’Irpef. “Bisogna trovare gli spazi” per “una partenza di un primo accorpamento e una prima riduzione delle aliquote sui redditi familiari” in modo “graduale” e nel “rispetto dei vincoli di bilancio”, sottolinea il titolare di via XX Settembre, intervenendo alla Summer School di Confartigianato. Sulla flat tax, sostenuta con forza dalla Lega, spiega che “va finanziata con le tax expenditures, ma è un processo molto complesso e richiede tempo”. A ogni modo l’obiettivo è di ridurre le tasse “indipendente dalla flat tax” e la semplificazione a “due aliquote è un modo per rendere più efficace il sistema”.

Quanto alla misura-bandiera di M5S, il reddito di cittadinanza, il ministro osserva che “il problema è come lo si disegna”. Bisogna infatti “disegnarlo in modo che abbia effetti positivi, il reddito di cittadinanza aiuta la crescita se è disegnato bene, bisogna strutturarlo in modo da non creare disincentivi”, insiste. Inoltre bisogna “valutare qual è il costo addizionale”. Tria si esprime poi in favore delle grandi opere infrastrutturali come la Torino-Lione e il gasdotto trans-Adriatico, noto con l’acrononimo Tap. “Spero che si facciano, che si sblocchino, che ci sia una soluzione anche perché fanno parte di reti infrastrutturali internazionali che a noi interessano perché il collegamento dell’Italia al resto dell’Europa o sul piano energetico all’Est dell’Europa è essenziale”, sottolinea. Intanto la Nota al Def attesa per il 27 settembre dovrebbe registrare una stabilizzazione del rapporto debito-Pil nel 2018. Bisogna “continuare la riduzione debito Pil”, in realtà dovremo “iniziare” la riduzione, ora “siamo nella stabilizzazione” e “nell’anno in corso ci sarà una correzione dello 0,1%” del rapporto, poi “vediamo gli ultimi dati”, riferisce nel suo intervento davanti alla platea di Confartigianato. E a proposito di debito non manca una riflessione legata alla Cassa depositi e prestiti. “Non so se debba diventare la nuova Iri ma non deve essere una nuova Gepi con intervento in imprese più o meno decotte”, scandisce Tria, sottolineando che Cassa “è un soggetto partecipato dal Mef ma privato, la sua azione deve essere correlata al calcolo economico, altrimenti rientrerebbe nell’amministrazione pubblica e ci sarebbe un salto nel rapporto debito-Pil che non voglio neppure pensare”.

In base alle ipotesi allo studio dei tecnici in vista della Legge di bilancio di metà ottobre, sul fronte della flat tax si ragiona a due aliquote per chi fattura fino a 100 mila euro, al 15% fino a 65 mila e al 20% per il resto. Sul versante Irpef, si ragiona ad una possibile limatura dal 23% al 22%. Tra le opzioni, anche uno sgravio Ires dal 24% al 15% per gli utili reinvestiti dalle società di capitali. Ipotesi questa, indicata oggi a Confartigianato dal vice ministro dell’Economia Massimo Garavaglia. “La nostra proposta – spiega – è mantenere al 24% tutto quello che tiri fuori e al 15% strutturale quello che tieni dentro l’azienda” dunque investimenti “per acquisti di macchinari, assunzioni e per favorire la capitalizzazione”.

Sul lato pensioni a livello tecnico si lavora sui ritocchi alla Fornero e sull’intervento sulle minime, redistribuendo le eventuali risorse reperite da un possibile taglio degli assegni sopra i 4mila euro non giustificati da versamenti contributivi. Ma ogni voce del menù sarà poi sottoposta ad una scelta politica. Quanto alla pace fiscale, il fronte leghista punta ad un intervento ampio sulla falsariga del tombale del 2002, possibilmente con tre aliquote per chiudere i contenziosi. In manovra anche una riedizione del piano industria 4.0, che dovrebbe estendere gli incentivi all’innovazione alle piccole e medie imprese. Molto probabile anche una conferma anche le decontribuzioni piene per le assunzioni stabili al Sud introdotte dai precedenti governi, una misura finanziata con fondi Ue e dunque non onerosa per le casse pubbliche.

Vertice a tre Di Maio-Grillo-Casaleggio

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Avanti con le battaglie storiche del M5S, che devono significativamente marcare anche l’azione di governo. Un esecutivo giallo-verde, ma che deve avere un forte accento movimentista, senza cedere troppo il passo alla Lega di Matteo Salvini. Anche di questo si sarebbe discusso, a quanto si apprende da fonti M5S, nell’incontro oggi a Roma tra Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio.

Un ritorno alle origini, in sintesi, coerente a battaglie fiore all’occhiello del Movimento. Compresa quella sul reddito di cittadinanza, rispetto alla quale il vicepremier Di Maio oggi, in un intervento su Facebook, ha parlato chiaro, sgomberando il campo da dubbi e voci di corridoio: nessun compromesso al ribasso, la misura si farà e cercherà di coprire le fasce più deboli della popolazione

A immortalare l’incontro tra i tre è una foto pubblicata da Di Maio su Facebook, che li ritrae insieme sorridenti. .”Poco fa ci siamo visti e abbiamo un importante annuncio per tutti voi – ha scritto il vicepremier e ministro sulla sua pagina Facebook – il 20 e 21 ottobre ci vediamo tutti a Roma, al Circo Massimo, per la quinta edizione di Italia 5 Stelle“.

“La prima Italia 5 Stelle, pensata e fortemente voluta da Gianroberto, la organizzammo proprio al Circo Massimo nel 2014. Allora il nostro sogno era andare al governo per eliminare i vitalizi, per eliminare la corruzione, per dare il Reddito di Cittadinanza e non lasciare indietro nessuno, per restituire l’acqua pubblica ai cittadini. Vi ricordate? – ha ribadito Di Maio -. Oggi questo sogno si sta realizzando. Forse non ci siamo ancora fermati un attimo a pensarci”.

“Oggi siamo al governo e abbiamo già eliminato i vitalizi – è andato avanti Di Maio – abbiamo approvato la legge Spazza Corrotti in Consiglio dei ministri, stiamo inserendo il Reddito di Cittadinanza nella legge di Bilancio (vi rendete conto dell’enormità della cosa?) e a breve in Parlamento si discuterà la nostra proposta di legge sull’acqua pubblica, che è il primo punto del contratto di governo”.

“Insieme a questo stiamo facendo e abbiamo fatto tante altre cose che nel 2014 erano solo un sogno – ha rivendicato il capo politico del M5S -. Stiamo mettendo in riga i prenditori rivedendo le concessioni statali, abbiamo dato una botta al precariato con il Decreto Dignità, approveremo la norma che elimina una volta per tutte le pensioni d’oro e contemporaneamente siamo pronti al superamento della Legge Fornero. Sono passati appena 4 anni eppure guardate dove siamo”.

“Da marzo a oggi abbiamo iniziato a cambiare l’Italia e siamo in una prospettiva completamente diversa rispetto alla prima edizione di Italia 5 Stelle – ha scandito Di Maio – Pd e Forza Italia che sembrava dovessero comandare per chissà quanto tempo oggi sono ridotti ai minimi termini e non sono in grado neppure di fare un’opposizione e si limitano a spargere falsità sul governo, usando i giornali e le tv da loro controllati. Ecco, l’odio dei media nei nostri confronti è l’elemento di continuità dal 2014 a oggi. Ma anche per loro sta arrivando il momento di dire addio ai finanziamenti pubblici indiretti e alle inserzioni milionarie delle aziende partecipate dello Stato che dettano loro la linea editoriale”.

“Tutto questo lo abbiamo fatto grazie ai sacrifici di ognuno di noi. Io ho dato tutto, così come tutti gli altri parlamentari e ministri, così come i nostri sindaci, i nostri consiglieri regionali e comunali, così come Beppe e Davide. Così come te e tutte le migliaia di attivisti presenti in tutta Italia – ha proseguito Di Maio rivolgendosi ai suoi followers – Camminando fianco a fianco, supportandoci a vicenda, partecipando alla stesura del programma e alla campagna elettorale, abbiamo portato le 5 Stelle in cima all’agenda di governo del nostro Paese”.

“Dal 4 marzo a oggi non ci siamo mai fermati un attimo. Abbiamo iniziato a pedalare per rendere l’Italia un posto migliore e per realizzare i punti del programma. Il 20 e il 21 ottobre sarà finalmente l’occasione per fermarci, per festeggiare i risultati che abbiamo raggiunto insieme e per raccontarci come vogliamo continuare per raggiungere tutti i nostri obiettivi”.

“Ci saremo tutti. Ci saranno i portavoce a tutti i livelli, i ministri, ci sarò io, ci saranno Beppe e Davide, interverrà anche il Presidente Conte, l’avvocato difensore del popolo italiano. E mi aspetto migliaia e migliaia di persone, attivisti e cittadini che vogliono partecipare alla costruzione di una nuova Italia. Ci saranno tante iniziative che vi annunceremo in dettaglio nei prossimi giorni. Intanto segnate la data e iniziate a prenotare viaggio e alloggio. Ci vediamo a Roma il 20 e 21 ottobre al Circo Massimo!”. Di Maio ha dato infine il via alla raccolta fondi. “Come sempre – ha scritto – l’evento è reso possibile grazie alle vostre donazioni. Fai una donazione per Italia 5 Stelle qui: https://dona.ilblogdellestelle.it Nei prossimi giorni saranno disponibili il programma completo e tutte le indicazioni logistiche”.

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12 Settembre 2018