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Salvini indagato per sequestro di persona aggravato

Salvini indagato per sequestro di persona aggravato

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Matteo Salvini, in diretta Facebook dal suo studio al Viminale, apre la busta gialla della procura di Palermo con cui il Procuratore Capo Francesco Lo Voi lo informa di aver aperto un fascicolo per la vicenda dei migranti a cui, per diversi giorni, non è stato permesso di sbarcare dalla nave ’Diciotti’. Scravattato, giacca blu e camicia bianca con spilletta della Lega con Alberto da Giussano in bella vista sul bavero della giacca, il vicepremier e ministro dell’Interno legge l’avviso di garanzia in video. “Per me è un’esperienza nuova e ci tengo a condividerla” dice. “Vado a memoria – aggiunge – ma dovrebbe essere il famoso sequestro di persona, aggravato dal fatto che io sono ministro, aggravato dal fatto che a bordo ci fossero dei minori e per aver continuato per più giorni il reato”. “Sono 15 anni di carcere come pena massima a cui occorre, eventualmente aggiungere le aggravanti” calcola ma non si perde d’animo, anzi. “Ora Boldrini, Renzi, Gad Lerner, Saviano… la Mannoia staranno festeggiando – dice -. ’Finalmente, diranno, lo hanno preso questo assassino’. Tuttavia penso che la maggior parte degli italiani abbia invece qualche perplessità, perché siamo davanti alla certificazione che un organo dello Stato indaga su un altro organo dello Stato. Con la piccolissima differenza che io pieno di limiti e difetti, sono stato eletto dai cittadini; altri non sono stati eletti da nessuno e non rispondono a nessuno”.

“Mi avete chiesto voi – con il vostro voto – di controllare i confini, i porti, di evitare gli sbarchi, limitare le partenze e espellere i clandestini. Me lo avete chiesto voi – ha dichiarato ancora il ministro dell’Interno in diretta Fb – e per questo vi ritengo miei amici, miei sostenitori e miei complici. Io, comunque, non sono preoccupato, non sono terrorizzato. Ho zero tempo da passare con gli avvocato per questa vicenda e per quella di Genova. Io sono pagato per garantire la sicurezza dei cittadini, questo continuerò a fare, senza farmi togliere il sonno. Questo – ha concluso affiggendo la comunicazione della Procura – lo attacco qui sul muro, l’appendo come una medaglietta… Vado avanti’’ sottolinea. “Sono pronto a venire a piedi a Palermo anche domani a spiegare cosa ho fatto, perché l’ho fatto e perché lo rifarei…’’ assicura, ringraziando i “magistrati”, “il procuratore di Genova” perché “mi date solo più forza”. Da quanto si apprende da fonti del Viminale Salvini intende avvalersi della difesa dell’Avvocatura dello Stato.

Per quanto riguarda la decisione del Tribunale del riesame di Genova, che ha confermato il sequestro di 49 milioni di fondi della Lega, ha detto: “C’è una sentenza in cui mi sequestrano soldi che non ci sono per fatti avvenuti molti anni fa… Mi viene il dubbio e il sospetto che ci sia qualcuno che voglia fermare me, la Lega e chi vuole il cambiamento… Non ci fermeranno’’.

IL REATO CONTESTATO – La Procura di Palermo ha trasmesso gli atti al Tribunale dei ministri chiedendo ai giudici di svolgere le indagini preliminari nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, modificando però i reati contestati. Il vicepremier è stato iscritto nel registro degli indagati per sequestro di persona aggravato. La Procura di Agrigento aveva contestato a Salvini e al capo di Gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi i reati di sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio. L’unico reato contestato rimane invece il sequestro di persona aggravato, mentre Piantedosi non risulta indagato. Il Tribunale dei ministri deciderà entro i prossimi 90 giorni le indagini da svolgere.

ANM, PAROLE CONTRO COSTITUZIONE – L’Associazione nazionale magistrati in una nota definisce “le dichiarazioni di oggi del ministro dell’Interno” “un chiaro stravolgimento dei principi costituzionali”. Per l’Anm, “è completamente errato, al di là di ogni valutazione di merito che non spetta all’Anm, sostenere che i magistrati non possono svolgere indagini nei confronti di chi è stato eletto. Così come appare fuori luogo sostenere che taluni magistrati svolgono le proprie indagini anche sulla base di orientamenti politici”. In questa vicenda, come in ogni altra, “la magistratura tutta agisce sulla base delle prerogative conferite dalla Costituzione e dalle leggi, prerogative che tutti, anche i membri del Governo, devono tutelare e rispettare”. Nella nota, la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati ribadisce che “l’autonomia della magistratura e l’imparzialità di ogni singolo magistrato sono un patrimonio indefettibile della nostra democrazia e dello Stato di diritto, principi sui quali non possono e non devono esserci flessioni o arretramenti, ed in questo senso ci impegneremo e reagiremo ad ogni attacco, perché i primi a pagarne un prezzo altissimo sarebbero i cittadini”. L’Anm auspica che “tutti, soprattutto coloro che svolgono incarichi istituzionali, abbiano la stessa sensibilità e rispettino il lavoro della magistratura, senza tentare di delegittimarla”.

Un invito ribadito anche dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che esprime “forte preoccupazione per il contenuto delle dichiarazioni del Ministro degli Interni nei confronti della Procura di Palermo e della Magistratura”. “Si tratta di espressioni che, anche per le modalità con le quali sono state rese – denuncia -, risultano lesive del prestigio e dell’indipendenza dell’ordine giudiziario e si pongono in contrasto con il doveroso rispetto delle prerogative che si deve a ciascuno dei poteri dello Stato”.

BONAFEDE, SALVINI? NON CI RIPORTI A SECONDA REPUBBLICA -“Un ministro può ovviamente ritenere che un magistrato stia sbagliando nei suoi confronti – sottolinea il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede -. Però, rievocare politicizzazioni o dire che un magistrato sbaglia perché sia una toga di destra o di sinistra è fuori dal tempo. Sinceramente, non credo che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi. E siccome sta scrivendo insieme a noi il cambiamento del nostro Paese, non può pensare di far tornare l’Italia alla Seconda Repubblica”. “Come ministro della Giustizia – specifica il Guardasigilli – ci tengo a dire che l’alleato di governo del M5s cioè la Lega si è dimostrata molto determinata nella lotta alla corruzione e anche nelle battaglie di legalità e di trasparenza nei partiti”.

DI MAIO, NON SCATENARE GUERRA CON LE TOGHE -“Non ritengo giusto che non si rispetti la magistratura. Ci vuole rispetto per la magistratura” sostiene il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo a una domanda a ’In Onda’ su La7, sull’avviso di garanzia al ministro dell’Interno Matteo Salvini per la vicenda dei migranti della nave Diciotti. “Quando si dice che ci sono magistrati di destra e sinistra stiamo riportando il paese alla seconda Repubblica”, osserva Di Maio. “Non scateniamo questa guerra con la magistratura o i cittadini ci diranno ’state combattendo o state governando?’”, aggiunge, riconoscendo comunque che “per la Lega è un momento difficile”.

Conte: “Reddito di cittadinanza si deve fare”

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“Il reddito di cittadinanza si deve fare, perché lo abbiamo promesso”. Così il premier Giuseppe Conte, parlando a Ceglie Messapica nel brindisino.”Sono abbastanza disincantato da sapere che in politica si viene ricordati non tanto per quello che si poteva fare ma per quello che è stato fatto. Sono molto critico con me stesso ma devo dire che ce la stiamo mettendo tutta”. “Questo governo durerà 5 anni, se ne facciano una ragione”. Quanto al “3%”, dice Conte, “è un numero scientifico”. “Non sto dicendo che lo sforeremo, non esiste proprio. Esiste l’obiettivo di contenere il debito. Rispetto a questo dobbiamo sagomare la nostra manovra economica”. Sul taglio delle pensioni d’oro, conclude, “stiamo studiando la soglia. Saranno delle pensioni d’argento… dobbiamo provocare una solidarietà intergenerazionale”. E si lascia andare anche a una battuta. “La stanza dei bottoni? Ho trovato solo la campanella che suono quando do il via al Consiglio dei ministri” scherza il premier.

“D’acciaio, nuovo ponte durerà mille anni”

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Il ponte da ricostruire deve “durare mille anni” e “sarà, credo, un ponte di acciaio“. E’ quanto ha detto l’architetto genovese e senatore a vita Renzo Piano, presentando il progetto del nuovo ponte dopo il crollo di Ponte Morandi. “Io al momento lo chiamerei ’il’ ponte. Perché questo non è ’un’ ponte ma è ’il’ ponte”, ha sottolineato l’architetto, spiegando che sarà di acciaio perché l’acciaio “ha quelle caratteristiche per avere livelli di protezione eccellenti e perché accessibile”. “A Genova c’è di tutto, si dice. Sto dicendo che c’è Fincantieri, il porto, tutti quelli che possono realizzare quest’opera. C’è energia. Deve essere un’opera che nasce da questo entusiasmo”. “Questo ponte deve avere la qualità della normalità e della semplicità -ha aggiunto Piano- ma anche qualcosa che ricordi, elaborandolo, un lutto terribile come quello che la città ha subito. Un ponte che cade è terribile, è un simbolo. I ponti non possono crollare, sono un simbolo che unisce e tiene assieme”. La nuova opera dovrà “essere normale, semplice, parsimoniosa per essere genovese -ha sottolineato -. Ma la semplicità non nel senso della banalità. Genova anzi è un po’ speciale come città, con il suo carattere quasi ritroso”.

IL PROGETTO – “L’idea è che questo ponte abbia una sua luminosità“, spiega l’architetto genovese, ” credo debba essere una presenza che in qualche modo conforta la città. Come se, arrivando a Genova, scoprissi questa sorta di strana nave che attraversa il Polcevera. Penso che sarà di un colore molto chiaro, vicino al bianco come una nave, che di notte ha una sua luce e un suo ritmo”. “La sua bellezza deve essere essenza -ha aggiunto- L’idea è che celebri in maniera sottile e non retorica un luogo che è stato teatro di una tragedia ma che si trasforma in qualcos’altro. I piloni penso saranno d’acciaio, abbiamo discusso anche di questo, c’è grande convergenza di cui non dubitavo”.

“La qualità sta nell’eccellenza dei pezzi e delle parti – ha sottolineato l’architetto – Questo ponte sarà costruito davvero come se fosse una nave, di parti e componenti che vanno assieme, coniugando normalità e semplicità con la forza dell’immaginario”. Parlando poi di sicurezza e di materiali Piano ha aggiunto: “Se tutte le parti del ponte poi sono accessibili, visitabili e controllabili è un po’ come una nave. Il ponte di Brookyn è d’acciaio. Ogni pezzo è chiaramente disegnato in modo che ci sia un giunto, accessibile e visibile. Bisogna progettarlo anche in modo che il costo di manutenzione non sia esorbitante”.

I TEMPI – L’augurio, ha detto il presidente della regione Liguria Giovanni Toti, è che “entro ottobre-novembre dell’anno prossimo si possa avere un ponte sul Polcevera”. “Non può essere un ponte normale per il suo carico di dolore, per quello che rappresenta per questa città – ha concluso – e perché vogliamo che da questa tragedia possa ripartire un pezzo di futuro per la nostra città”. “Abbiamo convenuto che la priorità per noi è una: costruire rapidamente e ridare alla città un ponte e velocemente fare in modo che la città riabbia sua completa viabilità, con tutti i criteri di sicurezza del caso”. “Abbiamo convenuto tutti – ha sottolineato il governatore – che non potrà essere un ponte normale, per il suo carico di dolore e per quello che rappresenta per la città: noi vogliamo che da questa tragedia possa ripartire un futuro grande per la città e questo ponte lo deve impersonificare”. Il ponte dovrà essere ricostruito velocemente “e realizzato – ha concluso Toti – perché resti a imperituro ricordo e anche ad imperituro proposito per città, di non arrendersi e guardare sempre a futuro”.

Durante la conferenza stampa l’amministratore delegato di Autostrade ha detto: “Noi ci siamo, lavoreremo in squadra con Fincantieri”. “Ci siamo visti, noi, Fincantieri, Renzo Piano, è stata una riunione intensa, importante e costruttiva – ha continuato -. Abbiamo verificato che in questi venti giorni nessuno è rimasto senza pensare a come dare a Genova un ponte in cui Genova si potesse riconoscere“. “Confrontarci con Piano è un privilegio di cui siamo consapevoli” conclude Castellucci.

Ponte Morandi, chi sono i 20 indagati

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Proseguono da questa mattina a Genova le notifiche degli avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del ponte Morandi a Genova. Tra i nomi dei 20 indagati dalla procura, si apprende da fonti investigative, c’è quello dell’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci. Nel capoluogo ligure questa mattina, uno dei due punti di notifica insieme a Roma, sono stati consegnati gli avvisi di garanzia nei confronti di Antonio Brencich, ex membro della commissione ispettiva del Mit, Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche di Liguria, Valle D’Aosta e Piemonte, ma anche al dirigente del provveditorato Salvatore Bonaccorso, a Paolo Strazzullo, responsabile del progetto retrofitting, al manager di Autostrade Massimo Meliani, a Carmine Testa, capo ufficio ispettivo territoriale di Genova, e per Spea Engineering a Massimiliano Giacobbi responsabile del progetto di retrofitting.

Nella lista degli indagati compaiono per quanto riguarda Autostrade anche i nomi di Paolo Berti, direttore operativo centrale, Paolo Strazzullo, responsabile del progetto retrofitting, Michele Donferri Mitelli, direttore del settore manutenzione, Mario Bergamo, ex direttore della manutenzione fino a marzo 2017. E poi Stefano Marigliani, direttore del I tronco, Riccardo Rigacci, ex direttore primo tronco e Fulvio Di Taddeo, manager responsabile del controllo viadotti. Tra i nomi iscritti per Spea Engineering invece c’è anche quello di Emanuele De Angelis, direttore tecnico di Spea. Per quanto riguarda il Provveditorato alle opere pubbliche oltre a Ferrazza risultano indagati anche Mario Servetto e Giuseppe Sisca, entrambi membri del comitato tecnico. I nomi degli indagati per il ministero delle Infrastruttre invece sono quelli di Vincenzo Cinelli, capo della direzione generale del Mit, il predecessore Mauro Coletta e Bruno Santoro, dirigente della direzione generale.

AUTOSTRADE – Autostrade per l’Italia ha espresso massima fiducia nel lavoro dell’autorità giudiziaria “in relazione alle iniziative della Procura di Genova, che ha proceduto alla notifica degli avvisi di garanzia – oltre che agli altri soggetti coinvolti – ai dirigenti di Autostrade per l’Italia, a vario titolo interessati dalla vicenda del tragico crollo”. In una nota la società “esprime massima fiducia nel lavoro dell’autorità giudiziaria ed è impegnata a collaborare attivamente per accertare le cause e le dinamiche di quanto accaduto e le responsabilità, qualora esistenti, dei singoli”.

TONINELLI – Di nessuna responsabilità del ministero delle Infrastrutture parla poi il ministro Toninelli: “Assolutamente. Un ministero muore e rinasce con il cambio del ministro. I dirigenti continuano ma sono gli stessi dirigenti che mesi prima avevano ricevuto lettere di diffida da parte dell’Ascait, paventando reati di aggiotaggio o risarcimenti danni milionari a non pubblicare documenti” dice al ’Gr1 Rai’ il ministro delle Infrastrutture in merito al fatto che alcuni dirigenti del ministero sono stati indagati nell’ambito dell’indagine sul crollo di Genova. Ora, sottolinea, “finalmente il ministero sta rinascendo con tecnici competenti e sufficienti per fare il proprio mestiere”.

I DOCUMENTI – Proseguono intanto gli accertamenti sul materiale acquisito nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura, da un lato per accertare le cause e l’esatta dinamica del crollo e dall’altro per individuare eventuali profili di responsabilità. “Sono in corso ulteriori approfondimenti su tutti i documenti che, nel tempo, hanno portato a commissionare il progetto di retrofitting“, ha spiegato all’Adnkronos il colonnello Ivan Bixio, comandante del primo gruppo della Guardia di Finanza di Genova, che si occupa delle indagini sul crollo di ponte Morandi. E’ infatti in corso l’esame del materiale documentale acquisito partendo dal progetto di retrofitting del 2017 e risalendo a ritroso per verificare sulla base di quali elementi venne commissionato il progetto di manutenzione straordinaria del viadotto crollato. Coperta dal più stretto riserbo prosegue anche l’attività di analisi che riguarda le schede sim dei cellulari sequestrati dalla procura dei quali è stata acquisita una copia della memoria: sotto la lente le conversazioni, via chat o sms, per individuare eventuali elementi presenti di interesse investigativo il cui contenuto va contestualizzato ed è oggetto di approfondimento.

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8 Settembre 2018