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Salvini: “Lega-M5S? Nulla è impossibile”

Salvini: “Lega-M5S? Nulla è impossibile”

cms_8718/salvini_giornalisti4_fg.jpgNon c’è niente di impossibile, non c’è niente di irrealizzabile“. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Domenica live, parlando di un possibile governo con il M5S. “Vediamo cosa vogliono fare, il mio dovere è ascoltare tutti”, afferma Salvini, che individua nell’abolizione della legge Fornero, nella riforma del rapporto con l’Europa, nella scuola e nella giustizia i possibili punti di contatto con i pentastellati.

Con Di Maio ci sono punti in comune, ma anche nette divergenze come quella sul reddito di cittadinanza caro al M5S. “Non si è capito ancora bene, ma credo, se non hanno cambiato idea, che loro propongono di dare 500 o 700 euro a chi sta a casa. Io ho una idea diversa – evidenzia – Se ci sono dei soldi li uso per ridurre le tasse a chi crea lavoro”.

“Non vedo l’ora di passare dalle parole ai fatti – sottolinea ancora Salvini – Vi posso dire che se c’è la possibilità di lavorare bene per i prossimi cinque anni, sono a disposizione”. “Io non ho paura del voto”, dice poi, anche se “l’ultima cosa che vorrei è tornare a votare”. Subito però precisa: “Ma se mi accorgo che vogliono tirare a campare per portare a casa lo stipendio non fa per me”.

Proprio oggi Roberto Maroni, a ’In mezz’ora in più’, aveva detto di vedere “davvero impossibile un governo Lega-Movimento 5 Stelle”. “Romperebbe il centrodestra e metterebbe in crisi i governi regionali e locali” ha avvertito.

TELEFONATA SALVINI-DI MAIO – Oggi c’è stata una telefonata tra il leader della Lega e il leader del Movimento 5 Stelle sull’insediamento del prossimo Parlamento. “Ho parlato oggi pomeriggio, per pochi minuti, con Luigi Di Maio – fa sapere in una nota Salvini – Con lui ci siamo confrontati sulla questione delle presidenze delle Camere in vista del voto di venerdì prossimo. Non abbiamo parlato di nomi né di ruoli. Per quanto mi riguarda sarò contento, come centrodestra, di sentire lui e gli altri esponenti politici nei prossimi giorni con l’unico obiettivo di giungere quanto prima a rendere operativo il Parlamento con la designazione delle rispettive presidenze”.

Di Maio parla dal Blog delle Stelle. “Come vi avevo anticipato ieri – scrive – nella giornata di oggi ho sentito telefonicamente i principali esponenti di tutti i futuri gruppi parlamentari per un confronto utile all’individuazione dei Presidenti delle Camere che dovranno essere votati a partire da venerdì prossimo. E’ il primo passo necessario per far partire questa legislatura e voglio che tutto avvenga nella massima trasparenza soprattutto nei confronti dei cittadini che attendono un Parlamento capace di dare risposte ai problemi reali del Paese”.

“Ho sentito prima Maurizio Martina, Renato Brunetta, Giorgia Meloni, Pietro Grasso – fa sapere il candidato premier M5S – e ho riscontrato una disponibilità a proseguire il confronto, attraverso i capigruppo del MoVimento 5 Stelle Giulia Grillo e Danilo Toninelli, utile ad individuare profili all’altezza del ruolo non solo per le Presidenze di Camera e Senato, ma anche per le altre figure che andranno a comporre gli Uffici di Presidenza”.

Ho sentito successivamente anche Matteo Salvini. Con lui, pur non affrontando la questione nomi e ruoli, abbiamo convenuto sulla necessità di far partire il Parlamento quanto prima. Questi confronti avvengono nel solo ed esclusivo interesse degli italiani, perché servono a individuare le personalità che possano ricoprire al meglio un ruolo fondamentale per il funzionamento di un Parlamento che sia al servizio dei cittadini. Continuerò ad aggiornarvi costantemente. Buona domenica!”, conclude Di Maio.

Quanto costa il reddito di cittadinanza

cms_8718/raggi_striscione_reddito_adn.jpgNon chiamatelo reddito di cittadinanza, costerebbe oltre 100 miliardi di euro. La proposta che ha consentito al Movimento 5 stelle di diventare il primo partito in Italia è una misura mirata, che dovrebbe interessare circa 9 milioni di persone, secondo le stime contenute nel documento con cui illustrano la misura. La selezione è stata fatta, si spiega, includendo ’’tutti coloro che non hanno reddito o hanno redditi molto bassi’’. Dalle indicazioni fornite si può immaginare, di conseguenza, che la proposta dei grillini si potrebbe collocare a metà tra il ’salario minimo garantito’ e il ’reddito minimo garantito’.

Qualcosa di diverso, dal nome con cui è stata battezzata la misura stessa, reddito di cittadinanza, che invece sta ad indicare un’erogazione universale, cioè per tutti i cittadini di un paese, ricchi e poveri, occupati e disoccupati. Il costo dell’intervento proposto dai grillini sarebbe, secondo le loro stime, pari a 16 miliardi di euro, che andrebbero divisi tra una platea di circa 9 milioni di persone. Ma gli ultimi dati disponibili dell’Istat indicano che le persone povere, in Italia, sono più di quelle stimate dal Movimento 5 stelle. Le persone che risultano in povertà assoluta sono 4,7 milioni, a cui vanno sommati altri 8,5 milioni di individui che vivono in povertà relativa, per un totale di 13,2 milioni.

Risultati simili si ottengono dall’indagine di Bankitalia sui bilanci delle famiglie, da cui emerge che il 23% delle famiglie italiane nel 2016 è a rischio povertà. Considerando che i nuclei familiari nello stesso anno sono 25,4 milioni, e in media i componenti sono 2,4 milioni, si può arrivare al totale di 14 milioni di persone. La copertura di 16 miliardi, necessari per i 9 milioni stimati dai grillini, salirebbe così a circa 25 miliardi di euro. Arrivando all’intervento universale, cioè all’intervento che reddito di cittadinanza, invece, dovrebbe andare a tutta la popolazione, quindi circa 60 milioni di persone. Moltiplicando la spesa prevista per la platea individuata dal Movimento 5 stelle a tutti gli italiani la spesa supererebbe i 100 miliardi di euro.

AAA cercasi… Ecco i lavori introvabili

cms_8718/annunci_lavoro4_fg.jpgLe aziende italiane sono alla ricerca di tecnici che non riescono a trovare: mancano le competenze adeguate e dai nostri istituti escono troppi pochi diplomati per soddisfare la domanda. Informatici e periti elettrici o meccanici sono i più difficili da trovare.

“In questo momento – dichiara Francesca Contardi, managing director di EasyHunters, società di ricerca e selezione che offre servizi di recruitment digitali a elevata qualità – le aziende hanno una grandissima difficoltà a trovare candidati che abbiano conseguito un diploma tecnico e, quando trovano il candidato con le giuste competenze, sono disposte ad offrire contratti a tempo indeterminato, retribuzioni anche in ingresso molto interessanti e ottime opportunità di carriera”.

“Le Ral medie di ingresso – fa notare – si attestano tra i 20.000 e 27.000 euro per gli informatici, mentre tra i 20.000 e 25.000 euro per i periti elettrici e meccanici”.

La difficoltà di trovare i candidati, però, non si può imputare solo al numero limitato di iscrizioni agli istituti tecnici che, ancora oggi, sono considerati percorsi di serie B rispetto ai licei. Manca quasi del tutto una cultura tecnico-scientifica.

“E’ importante ricordare – continua Francesca Contardi – che in alcuni casi un profilo specializzato è molto più ricercato, e di conseguenza anche pagato, di un laureato con un background generalista”.

“Credo che – avverte – la chiave di tutto sia la costante collaborazione tra aziende e istituti tecnici, con vantaggi per tutti: studenti formati e già pronti per affrontare il mondo del lavoro, aziende in grado di coprire, in poco tempo, le posizioni aperte”.

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19 Marzo 2018