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Salvini: “Migranti in charter? Chiudiamo aeroporti”

Salvini: “Migranti in charter? Chiudiamo aeroporti”

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“Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c’è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile. Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, risponde alla notizia rivelata da Repubblica nei giorni scorsi: a ottobre, scrive il quotidiano, la Germania sarebbe intenzionata a mandare in Italia due charter pieni di “dublinanti”, e cioè i migranti rintracciati in Paesi europei diversi da quello di primo ingresso. Secondo il giornale, il primo volo sarebbe già programmato per il 9 ottobre, ma al Viminale – spiegano – non risulta ancora niente di ufficiale.

Una versione confermata anche dal vicepremier Luigi Di Maio. “Io questa cosa dei charter con i migranti che arrivano in Italia non so chi l’abbia autorizzata sinceramente perché sui ’secondary movement’, che erano il tema su cui si discuteva come Italia in Europa e che ci chiedeva la Germania, non è stato sottoscritto nessun accordo – ha spiegato il ministro del Lavoro a margine della sua visita in Basilicata – Adesso vediamo cosa accadrà ma per fare queste cose ci vogliono gli accordi”.

LA REPLICA DI BERLINO – Intanto però Berlino ha negato che sia in programma un volo charter per l’Italia. “Non ci sarà nessun volo charter questa settimana“, ha detto un portavoce delle autorità bavaresi responsabili per le politiche migratorie, sottolineando che la Baviera finanzia i voli per il respingimento di migranti, ma questi vengono “coordinati con la polizia federale”. In alcuni casi vi sono stati agenti della polizia bavarese che hanno accompagnato questi voli, ma soltanto per farsi “un’esperienza”.

Fonti dell’aeroporto di Monaco citate oggi dall’agenzia stampa Dpa, al contrario, riferivano che le autorità bavaresi starebbero pianificando per i prossimi giorni un primo volo per riportare migranti in Italia. Secondo le fonti un primo volo con diversi richiedenti asilo nigeriani sarebbe dovuto partire domani, seguito da un altro il 17 ottobre. Veniva anche riferito che a bordo del charter sarebbero saliti agenti della polizia locale bavarese.

GESTIONE MIGRANTI IN GERMANIA – Le operazioni di rimpatrio o respingimento dei migranti vengono gestite in Germania dalla polizia federale, ma negli ultimi mesi circa due dozzine di ufficiali della polizia locale della Baviera sono stati addestrati per queste operazioni. Il tema dei migranti è al centro dell’attenzione nel land tedesco dove si vota la settimana prossima per il rinnovo dell’amministrazione regionale e il partito di centro destra Csu teme di perdere consensi. Secondo dati del ministero dell’Interno tedesco, un charter con a bordo migranti respinti dalla Germania è atterrato a Milano in luglio. Nella prima metà dell’anno il ministero contava di rimandare in Italia 10.748 migranti, ma i respingimenti effettuati verso il nostro paese sono stati soltanto 1.692.

Di Maio all’attacco di Repubblica

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“Noi siamo qui con le piazze piene, loro continuano a perdere lettori“. Dopo averne evocato la chiusura, il vicepremier Luigi Di Maio, intervenendo ad un comizio in Basilicata, torna ad attaccare ’Repubblica’ ed i suoi giornalisti. “Stamattina su Repubblica si parla di beffa fiscale. Non è vero, ma sono sicuro che se anche inviassi a Repubblica una smentita non la metterebbero mai“, sostiene il leader M55, prima di scagliarsi contro la stampa.

“Ci sono giornali che ogni giorno attaccano questo governo, a me sta anche bene perché ci hanno portato fortuna”, spiega Di Maio, secondo cui “i giornali hanno il dovere di fare le pulci al governo ma con la verità, non con le bugie“. “Con le stesse bugie, a quelli di prima, facevano i salamelecchi”, aggiunge, sostenendo che “è arrivato il momento di fare una legge contro il conflitto di interessi” in editoria.

L’ATTACCO DI DI MAIO – L’attacco alla stampa di Di Maio era arrivato ieri via social. Il vicepremier, in un video su Facebook, aveva dichiarato: “Per fortuna ci siamo vaccinati anni fa dalle bufale, dalle fake news dei giornali e si stanno vaccinando anche tanti altri cittadini tanto è vero che stanno morendo parecchi giornali tra cui quelli del Gruppo L’Espresso che, mi dispiace per i lavoratori, stanno addirittura avviando dei processi di esuberi al loro interno perché nessuno li legge più perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà”.

LA REPLICA DI REPUBBLICA – Parole cui è seguita la replica dei cdr di Repubblica e L’Espresso. Di Maio “non solo ignora che il Gruppo Espresso non esiste più da due anni, confluito nel più articolato gruppo Gedi che è leader in Italia nell’informazione quotidiana e multimediale – si legge in un comunicato – Ma dimostra per l’ennesima volta di non conoscere la differenza tra bufale e notizie, evidentemente perché espertissimo della prima fattispecie e allergico alla seconda”.

“Nella sua dichiarazione – prosegue il comunicato – Di Maio parla inoltre senza cognizione di causa, ed è grave essendo lui anche ministro del Lavoro, di ’processi di esuberi’ e di ’giornali che stanno morendo’: tradendo così una sua speranza recondita. Ma può mettersi l’anima in pace: Repubblica, L’Espresso e le altre testate del gruppo Gedi non moriranno e, Costituzione alla mano, continueranno a fare quello per cui sono in testa alle classifiche della diffusione digitale e cartacea nel nostro Paese: raccontare la verità, soprattutto quando è scomoda per il potente di turno”.

FNSI – Al fianco della redazione di ’Repubblica’ ieri si è schierata anche la Federazione nazionale della Stampa italiana. “Gli insulti del vicepremier Luigi Di Maio ai giornalisti di Repubblica e dell’Espresso sono l’ennesima dimostrazione del disprezzo nutrito nei confronti dell’informazione libera e del ruolo che questa è chiamata a svolgere in ogni democrazia liberale”, hanno sostenuto in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi.

“Di Maio – continuano Lorusso e Giulietti – come del resto buona parte del governo, sogna di cancellare ogni forma di pensiero critico e di dissenso e si illude di poter imporre una narrazione dell’Italia lontana dalla realtà. Auspicare la morte dei giornali non è degno di chi guida un Paese di solide tradizioni democratiche come è l’Italia, ma è tipico delle dittature. È bene che il vicepremier se ne faccia una ragione: non saranno le sue minacce e i suoi proclami a fermare i cronisti di Repubblica e dell’Espresso, ai quali va la solidarietà del sindacato dei giornalisti italiani, e a piegare il mondo dell’informazione ai suoi desiderata”, concludono Lorusso e Giulietti.

Litiga con la ex e butta la figlia di 6 anni dal balcone

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Ha lanciato dal balcone la figlia di sei anni e ha accoltellato alla gola il figlio di 14 anni. E’ quanto avvenuto in una palazzina in via XXV aprile, al quartiere Paolo VI di Taranto, dove un 49enne ha tentato di uccidere i figli dopo una lite telefonica con l’ex compagna e madre dei bambini. I piccoli sono stati subito trasportati all’ospedale ’Santissima Annunziata’: la bimba è in gravissime condizioni mentre il fratello ha ricevuto una prognosi di 15 giorni.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo avrebbe accoltellato il figlio più grande di 14 anni per poi lanciare la figlia più piccola di appena sei anni dal balcone del terzo piano della palazzina in cui vive la nonna dei piccoli. In quel momento in casa erano presenti la madre del 49enne, un cognato e un nipote dell’uomo. Il 49enne, che di recente aveva perso la potestà genitoriale, è stato bloccato da alcuni vicini attirati dalle grida e arrestato dai carabinieri del Comando provinciale.

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8 Ottobre 2018