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Salvo Andò: Falcone era isolato, sia dalla politica che dai giudici

Salvo Andò: “Falcone era isolato, sia dalla politica che dai giudici”

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(Elvira Terranova) – “Ricordo bene quella audizione del pentito Contorno, anche perché il suo ritorno in Italia fu accompagnato da un certo clamore”. Salvo Andò, ex ministro della Difesa, c’era a quella audizione del 9 agosto 1989 quando il pentito di mafia Salvatore Contorno, detto ’Totuccio’, era stato sentito dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti in Sicilia. Gli atti di quell’audizione sono stati desecretati solo ieri, dopo 30 anni, dalla Commissione antimafia, presieduta da Nicola Morra, grazie al lavoro certosino del pm Roberto Tartaglia, consulente del Presidente Morra. Andò, in un’intervista all’Adnkronos, racconta quell’audizione davanti all’Antimafia “anche se – dice – ovviamente non ricordo le domande che feci a Contorno, però ricordo il periodo e il clima che si respirava”. Era stato l’allora presidente Gerardo Chiaramonte a convocare in quel torrido agosto di 30 anni fa sia il pentito Salvatore Contorno che l’ex dirigente della Criminalpol Gianni De Gennaro. In quel periodo a Palermo c’era una mattanza. Un’audizione che racconta un clima di sospetti attorno al giudice Giovanni Falcone ma anche attorno all’ex capo della Criminalpol Gianni De Gennaro, sentito lo stesso giorno.

“L’isolamento del giudice Falcone era palese, un fatto acquisito – racconta Salvo Andò – Era un isolamento sia politico che della corporazione della magistratura. Spesso veniva attaccato anche per ragioni politiche perché il dottor Falcone non era disponibile a farsi strumentalizzare. Era un uomo libero e la sua grande forza era che non riusciva spesso a entrare nei sofismi della politica”.

“Ricordo benissimo che alla fine degli anni Ottanta il ritorno in Italia dagli Stati Uniti di Totuccio Contorno fu accompagnato da un certo clamore, in Commissione antimafia l’attenzione era proprio su quel ritorno in Italia e non sulle rivelazioni che il collaboratore di giustizia poteva fare. Ci si chiedeva perché era tornato”, ricorda Andò andando indietro nel tempo di 30 anni. “L’isolamento di Falcone era un fatto acquisito – dice – La storia di Falcone è la storia di un magistrato simbolico che da vivo non mi pare sia stato sempre sostenuto dalla corporazione dei suoi colleghi… Mentre da morto sì”. “Gli si rimproverava la straordinaria visibilità mediatica”, ricorda ancora l’ex ministro della Difesa.

Rifiuti, Raggi: “Io lasciata sola, Comune da solo non ce la fa”

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Sui rifiuti “io sono stata lasciata sola”. Lo dice la sindaca di Roma Virginia Raggi durante il suo intervento all’incontro sul tema ’Professionisti dell’Antimafia’ al festival Restart, organizzato dell’associazione antimafia daSud, all’Istituto Enzo Ferrari di Roma. “Hanno incendiato il Tmb Salario, un impianto che trattava un quarto dei rifiuti di Roma. È stato liquidato come un incendio. Lo voglio dire. Proprio, lo denuncio. E il Comune da solo non ce la può fare. Il Comune – aggiunge – si deve occupare della raccolta. Il trattamento e lo smaltimento non li fa il Comune”.

“Io avrei avuto bisogno di tutte le istituzioni che dicevano: ’ohibò! Mettiamoci subito tutti insieme e diamo immediatamente uno sbocco a Roma, che è la capitale d’italia e che produce circa 5.000 tonnellate di rifiuti al giorno’. Non è stato fatto. – continua la sindaca Virginia Raggi – io mi sono dovuta arrangiare, con evidenti criticità in città. Che faccio, me la mangio l’immondizia?”.

Raggi ricostruisce i vari snodi dell’emergenza rifiuti vissuta dalla capitale negli ultimi mesi: “L’11 dicembre c’è stato l’incendio, il 12 dicembre io ho scritto ai ministeri dell’Ambiente, della Difesa e dell’Interno. Ho detto: ’datemi il presidio fuori dal Tmb di Rocca Cencia, perché quello è diventato un impianto strategico. Mettete l’esercito all’esterno dei Tmb di Malagrotta, che sono privati ma trattano l’altra parte dei rifiuti di Roma’. Non ce l’ho avuto, per mesi. A marzo, un altro incendio scoppia nel Tmb di Rocca Cencia, per fortuna domato immediatamente. È stato necessario un blocco di una settimana, chiaramente. Ci vogliamo rendere conto che quello è un business? E il Comune da solo non ce la può fare”.

La sindaca capitolina descrive il trattamento dei rifiuti come “un processo per fasi, funziona così: Ama deve raccoglierli e portarli agli impianti, che lavorano e poi li portano a loro volta in altri impianti di smaltimento finale. Tipicamente per adesso l’indifferenziato, una volta trattato, va o negli inceneritori o nelle discariche”.

Schianto dopo la discoteca, morti 3 amici a Ferrara

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Tragedia nella notte a Ferrara. Un giovane di 24 anni ha perso il controllo dell’auto sulla quale viaggiava insieme ai suoi tre amici di ritorno dalla serata passata in discoteca finendo contro un platano dal lato passeggero. L’incidente è costato la vita a Manuel Signorini, 23 anni, Giulio Nali, di 28, e Miriam Berselli di 21, morti sul colpo. Il 24enne al volante di una Mazda bianca, invece, è stato trasportato in ospedale ancora cosciente. Lo schianto è avvenuto alle 2,15 della notte scorsa, in via Cento, in provincia di Ferrara.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti fatti sul posto dai carabinieri di Ferrara, il giovane alla guida aveva un tasso alcolemico pari a 1,30, quasi tre volte superiore al limite consentito. Ferito in codice rosso, ma sempre cosciente, il ragazzo era ubriaco: questo, insieme alla velocità sostenuta e all’asfalto umido, lo avrebbe fatto uscire di strada una prima volta per poi farlo schiantare contro l’albero una volta riuscito a immettersi nuovamente sulla corsia. I tre amici che erano con lui, tutti colleghi in un supermercato del ferrarese, sono morti sul colpo, incastrati tra le lamiere dalle quali i vigili del fuoco li hanno liberati dopo ore.

“Sto proponendo il lutto cittadino al consiglio comunale per la morte dei tre ragazzi” ha detto all’Adnkronos Barbara Paron, sindaco di Vigarano Mainarda. “Di fronte a un lutto così grande credo che il silenzio sia più che dovuto, sono vicina alle famiglie dei ragazzi e rispetto il loro dolore. Da parte nostra, a Vigarano – aggiunge – stiamo lavorando ad una iniziativa per la giornata internazionale degli incidenti su strada perché, se è vero che le istituzioni devono fare la loro parte per scongiurare queste tragedie utilizzando le risorse che il bilancio ci permette di investire, vanno anche sensibilizzati gli automobilisti sulle cause degli incidenti. Serve un grande lavoro di sensibilità rispetto al codice strada, lavorare sulla cultura del rispetto delle norme”.

Tenta suicidio e accoltella agente che gli salva la vita

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Tenta il suicidio e ferisce con il coltello l’agente che gli ha salvato la vita, arrestato per resistenza e lesioni aggravate. E’ successo la notte scorsa a Genova, a Piazzale Marassi, dove un 21enne, di origine brasiliana, dopo una lite con la fidanzata, si è barricato in camera da letto con l’intenzione di uccidersi con un coltello. Le urla della ragazza hanno richiamato l’attenzione di alcuni residenti che hanno telefonato al 112.

Gli agenti delle volanti intervenuti hanno cercato di far ragionare il 21enne che nel frattempo si era inferto alcune coltellate per poi scavalcare con una gamba la finestra della camera minacciando di lanciarsi. A quel punto gli agenti, se pur minacciati con il coltello dal ragazzo, hanno afferrato per una gamba il giovane che era ormai sospeso nel vuoto.

A fatica i poliziotti sono riusciti a sollevare il ragazzo mettendolo in sicurezza in casa. Durante il salvataggio un poliziotto è stato colpito con due fendenti uno al braccio ed uno alla mano; trasportato in codice giallo presso il Pronto Soccorso del San Martino è stato medicato e giudicato guaribile in 15 giorni. Il 21enne, con svariati precedenti di Polizia sia in materia di stupefacenti sia specifici, è al momento in prognosi riservata.

Choc in ospedale, paziente trova preservativo nella cena

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Choc all’ospedale San Luca di Lucca. Una paziente ricoverata all’Obi (osservazione breve intensiva), ieri sera, ha trovato un preservativo nel vassoio della cena servita in camera da letto. La donna ha subito avvertito il personale infermieristico che ha segnalato l’accaduto all’Azienda Usl Toscana nord ovest. Sul caso stanno indagando i carabinieri. Per la Asl si tratterebbe di “un atto doloso”: la presenza del preservativo nella coppa con le mele cotte sarebbe stato “un sabotaggio”. Agli inizi di settembre a una paziente era stata consegnata fetta di pane con muffa nello stesso ospedale lucchese.

La Asl, informa una nota, ha chiesto formalmente al concessionario di avviare l’iter per “sostanziale e completa revisione dell’affido del servizio di ristorazione” a seguito di “una grave violazione del capitolato di gestione che si è verificato ieri sera con la consegna del vitto della cena”.

A seguito della segnalazione da parte della paziente e del personale del reparto, la direzione sanitaria delll’ospedale “ha provveduto ad attivare le procedure di verifica e controllo immediate per ricostruire il percorso, dalla consegna della materia prima fino alla distribuzione in reparto”. Le verifiche hanno riguardato la tracciabilità interna del centro cottura, il monitoraggio del sistema automatico di trasporto e degli accessi al reparto coinvolto.

Sono intervenuti in ospedale i carabinieri di Lucca, che stanno portando avanti gli approfondimenti del caso, “visto anche il ripetersi degli episodi e dell’inequivocabile atto doloso di manomissione/sabotaggio che si è verificato”: una volta individuato il responsabile del gesto, l’Asl si costituirà parte civile.

In attesa del risultato delle indagini, sono state richieste misure straordinarie di sicurezza e di revisione dell’esecuzione del servizio di ristorazione al gestore dei servizi in concessione. E’ stata inoltre potenziata la vigilanza del personale sanitario alla fase di distribuzione del vitto al fine di assicurare che vengano svolte in maniera corretta le procedure di consegna del cibo.

La violazione, informa la Asl, è stata quindi “subito contestata al concessionario, che deve ovviamente vigilare sia sulla qualità dei servizi resi dai propri provider sia sulla sicurezza del percorso del vitto al fine di scongiurare episodi di questo tipo”.

La stessa cosa era stato fatta per un precedente caso (risalente all’8 settembre) legato alla presenza di muffa su una fetta di pane confezionato e consegnato ad un paziente sempre dell’ospedale di Lucca.

In quell’occasione la direzione ospedaliera aveva fatto un sopralluogo di verifica delle cucine, oltre ad inviare un richiamo formale alla ditta incaricata dell’erogazione del servizio. Dalla verifica ispettiva effettuata sugli alimenti presenti nel centro cottura non era emersa alcuna difformità, tuttavia era stata richiesta una revisione delle procedure di controllo e tracciabilità degli alimenti.

Oltre ai controlli di routine, eseguiti già in maniera costante, erano state avviate verifiche aggiuntive, finalizzate a garantire sempre maggiore sicurezza e qualità del servizio reso all’utenza, fa sapere infine la Asl.

Le canzoni di Battisti e Mogol tornano online

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Le canzoni di Battisti e Mogol tornano online a portata di clic. Sony Music infatti ha reso noto che, “grazie alla decisione dell’Editore Acqua Azzurra di tornare a conferire mandato a Siae per la raccolta e ripartizione dei diritti sulle opere musicali di propria titolarità sulle piattaforme online, torna a distribuire le relative canzoni, interpretate da Lucio Battisti, su tutte le piattaforme online di streaming e di download”, dalla mezzanotte di oggi.

“Ci duole precisare che il repertorio discografico relativo al periodo della collaborazione di Battisti con Panella risulta ancora non disponibile – precisa Sony Music – poiché l’Editore Aquilone non ha ancora deciso di tornare a conferire mandati per l’amministrazione delle relative opere sulle piattaforme online”.

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29 Settembre 2019