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SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI

Non è mai facile raccontare una vita, tanto più se essa è straordinaria. Nel caso di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, l’impresa è ancora più difficile perché, benché sia vissuto più di tre secoli fa, la sua influenza non solo è ancora attuale ma è assolutamente rivoluzionaria.

Ma andiamo con ordine.

Alfonso Maria de’ Liguori nasce a Marianella (Napoli) il 27 settembre 1696. È il primogenito degli otto figli di Don Giuseppe de’ Liguori – ufficiale superiore della marina militare – e di Anna Maria Caterina Cavalieri, dei marchesi d’Avernia.

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Fin da bambino viene affidato a dei precettori che lo educano secondo il suo rango. Tra questi, il pittore Francesco Solimena, che fa emergere e sviluppare le sue doti artistiche. L’intelligenza del ragazzo è talmente viva che, a soli dodici anni, si iscrive all’università di Napoli, conseguendo il dottorato in Diritto Civile e Canonico. Inizia ad esercitare come avvocato a soli sedici anni. L’educazione religiosa cresce di pari passo con quella civile ed entrambe si concretizzano nell’essere di aiuto al prossimo, specialmente dei più deboli.

Fino all’età di ventisette anni, Alfonso si dedica agli studi e alla sua carriera forense fino a quando, nel 1723, la bruciante delusione provata in un processo giudiziario corrotto, lo determina a consacrarsi a Dio. Naturalmente il padre si oppone, tanto più che ha già pianificato per lui il matrimonio con una lontana parente.

Il 17 dicembre 1726, Alfonso viene ordinato sacerdote. Come risultato di un compromesso con il padre, non entra nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, ma diventa sacerdote diocesano con residenza nella casa paterna. Qui chiama a raccolta i fedeli a cui spiega, con parole semplici, il Vangelo e le Sacre Scritture. Dapprima ostacolate dalle autorità civili e religiose, le riunioni sono in seguito approvate dal Card. Francesco Maria Pignatelli.

Il suo fervore, la sua unione a Cristo e la bruciante carità nei confronti dei più deboli, trascende lo spirito e si manifesta anche attraverso il corpo. Secondo le fonti, mentre predica nella chiesa di San Giovanni Battista a Foggia, viene avvolto da un fascio di luce e sollevato da terra davanti agli occhi di tutti i presenti.

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Levitazione di Sant’Alfonso nella chiesa di San Giovanni Battista a Foggia

Alfonso sogna di partire per le missioni in Oriente ma, nel frattempo, prosegue l’attività di predicatore e confessore. In un momento di forzato, riposo incontra i pastori delle montagne di Amalfi e si rende conto dell’abbandono umano e spirituale di cui sono vittime. Decide così di fare qualcosa per ovviare a ciò che ritiene uno scandalo, tanto come religioso che come uomo. Nel 1732, all’età di trentasei anni, Alfonso lascia definitivamente Napoli con alcuni compagni per stabilirsi a Scala (in provincia di Salerno) dove, sotto la guida del Vescovo di Castellammare di Stabia, fonda la Congregazione del SS. Redentore.

È la redenzione delle anime lo scopo di questa nuova comunità, missione che viene espletata tanto attraverso l’apostolato, quanto attraverso le missioni e gli esercizi spirituali.

Gli inizi della nuova famiglia religiosa sono piuttosto travagliati a causa dei diversi divieti applicati agli Ordini religiosi. Ma non dimentichiamo che Alfonso Maria è un giurista e trova l’escamotage per far approvare la propria Congregazione. Il permesso arriva nel 1749, da Papa Benedetto XIV.

La particolarità dei “Redentoristi” è quella di una predicazione improntata alla semplicità apostolica, per poter raggiungere anche le anime più lontane e le menti meno preparate. Inoltre, pur riconoscendo la Chiesa come suprema maestra, dà spazio alle “voci interiori della coscienza”, mantenendo una posizione di equilibrio tra i due estremi del rigorismo e del lassismo.

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Il Vescovo Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

In questi anni, Alfonso scrive numerose opere ascetiche, dogmatiche, morali ed apologetiche ma è anche compositore di molte canzoni in italiano e in napoletano, tra cui il celebre canto natalizio “Tu scendi dalle stelle”.

Nel 1762, malgrado la sua ritrosia, Papa Clemente XIII lo nomina Vescovo della diocesi di Sant’Agata de’ Goti. Si tratta di una sede episcopale povera e bisognosa di ogni forma di aiuto e, anche in questa circostanza, Alfonso risponde con dedizione assoluta. In particolar modo durante la terribile carestia che colpisce il regno di Napoli nel gennaio 1764.

L’anno seguente, però, si trova costretto a lasciare la carica vescovile per problemi di salute. Soffre, infatti, di una forma gravissima di artrite deformante che gli incurva la spina dorsale e, inoltre, è praticamente cieco.

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Urna di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nella Basilica omonima a Pagani (Salerno)

Alfonso si ritira nella casa della sua Congregazione a Nocera de’ Pagani, in provincia di Salerno, dove si spegne l’1 agosto 1787. Le sue spoglie riposano in un’urna all’interno della Basilica a lui dedicata, a Pagani.

Beatificato il 15 settembre 1816 da Papa Pio VII, è canonizzato il 26 maggio 1839 da Papa Gregorio XVI.

Papa Pio IX lo proclama Dottore della Chiesa – Doctor zelantissimus – nel 1871, mentre Papa Pio XII, nel 1950, lo nomina patrono di tutti i confessori e moralisti.

Le sua memoria liturgica ricorre il 1° agosto.

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Data:

1 Agosto 2023