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Satanismo e criminalità

Il fenomeno delle sette si presenta molto complesso, sia per la mancanza di definizioni chiare che consentano di inquadrarle in modo accurato, sia per la evidente difficoltà nell’identificare con certezza una scena del crimine rituale. La cronaca giudiziaria recente riporta molti indizi che conducono a delitti dove emergono simbolismi dei rituali satanisti, di fronte ai quali gli stessi investigatori si ritrovano in grossa difficoltà nella decodificazione di simbolismi inquietanti. Un esempio è emerso nel corso delle indagini sull’omicidio del Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuto a Roma il 26 luglio del 2019, per cui è stato aperto il processo nei confronti di due ragazzi americani californiani. Alla sbarra Finnegan Lee Elder e Gabriel Christian Natale Hjorth. Elder colpì Cerciello con 11 coltellate prima di darsi alla fuga con l’amico.

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Da una foto apparsa nel web si osserva chiaramente una croce capovolta tatuata sulla spalla sinistra dell’incriminato, che è riconosciuta tra i simboli dei satanisti.

Il tatuaggio di un simbolo satanista è un indizio, certamente non rappresenta una prova per gli investigatori. Altro indizio importante è comparso nel caso del delitto della piccola Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate, in provincia di Bergamo, scomparsa il 26 novembre 2010, per la presenza di ferite inferte sul dorso della bambina con una lama che hanno un chiaro significato di natura satanica: una X, chiusa sui lati da due linee parallele.

Il criminologo Roberto Molino sottolinea che i delitti commessi dalle sette sataniche sono unici nel loro genere “nell’accezione criminologica moderna, le sette religiose ed esoteriche sono considerate delle aggregazioni relativamente nuove, che si ispirano solitamente a un leader carismatico, e che differiscono nei principi dalle principali religioni organizzate e dai grandi sistemi filosofici occidentali”. “La natura di queste sette non costituisce di per sé un evento criminologico, o meglio un elemento criminogenetico, ma rientra nel contesto utile a studiare la genesi e la dinamica criminologica. Da un punto di vista giuridico, la legge è carente in materia, essendo stato abolito dalla Corte Costituzionale l’articolo 603 del Codice Penale in materia di Plagio. Fu fatta richiesta al legislatore di operare meglio in tal senso, ma dal 1981 nessuno si occupò di questo importante ambito, creando un vuoto legislativo. – prosegue Molino – Molto spesso, le sette sono coinvolte in reati di diversa natura, come ad esempio l’esercizio abusivo delle professioni mediche e psicologiche, la truffa e le frodi, e ancora la violenza sessuale, la violenza fisica e la minaccia, l’istigazione al suicidio e l’omicidio. In altre forme ci si può imbattere in profanazione di cimiteri, reati contro il sentimento religioso, e il maltrattamento di animali”.

Tra i reati più gravi si riconosce l’istigazione al suicidio e l’omicidio. Molino continua così la sua trattazione: “Un celebre caso italiano parla di uomini e donne di età compresa tra i 23 e i 28 anni, che praticavano rituali satanici e messe nere nella zona intorno alla città di Firenze. Dalla casa di un fiorentino furono sequestrati due teschi umani, e diverse foto in formato digitale con uomini che si accoppiano con donne senza testa e giovani immerse in vasche di sangue. A questo gruppo fu collegato il delitto di una donna, i cui resti scarnificati furono trovati dentro un sacco nel 2006. Un altro aspetto importante è il ruolo ricoperto dai bambini all’interno delle sette. Spesso sono visti come un intralcio per il leader e per la mission della setta. Inoltre, sono spesso imprevedibili nei momenti in cui c’è una forte tensione all’interno del gruppo, per cui vengono immancabilmente drogati o sedati pesantemente, e minacciati della propria vita o di quella dei propri genitori”.

Non sempre le sette infrangono la legge, perciò non sono analizzabili da un punto di vista criminologico e non sono gruppi che commettono alcun tipo di delitto; ma quando la legge viene infranta, la scena del crimine appare molto complessa da analizzare. Per l’investigatore il sopralluogo rappresenta un elemento fondamentale per inquadrare un crimine satanico. La parola d’ordine è dunque ricostruire i fatti. Indispensabile è indagare sull’appartenenza dell’indiziato ad un gruppo e a quale tipo di gruppo. Generalmente gli investigatori sono disorientati dalla ricerca di indizi quali la ricerca di scritte che richiamino una pista satanica o la famosa ricerca del numero 666. Importante potrebbe essere invece la ricerca del giorno in cui è stato commesso il delitto, poiché ci sono delle date “significative” per il modus operandi di una setta; ad esempio, la data del 1° agosto è corrispondente al giorno in cui Lucifero sarebbe precipitato dal cielo sulla Terra. Risulta indispensabile considerare gli aspetti antropologici e organizzativi delle sette, oltre che tutti gli aspetti sociologici e psicologici che avvicinano gli individui all’entrata in questi gruppi e alla messa in atto di azioni criminali.

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Pertanto, risulta indispensabile un’accurata analisi sistemica dell’evento, la quale possa integrare tutti gli elementi d’indagine che, singolarmente, non sarebbero sufficienti a formulare considerazioni corrette.

Questi i principali simboli presenti nelle scene del crimine di tipo occultista:

  • Il pentacolo rovesciato: nella simbologia wicca, la stella ha la punta verso l’alto e le viene attribuito un significato positivo; al contrario i satanisti rivolgono la stella verso il basso, come forma di disprezzo verso Dio.
  • La croce capovolta: spesso accompagnata dal numero 666, rappresenta un’offesa a Gesù.

Importante è l’attenta valutazione del luogo in cui si trova la scena del crimine, con la segnalazione di alberi, muri, nonché di cerchi di un ampio diametro, oppure la individuazione di altari, o del seppellimento di oggetti, parti di animali o resti umani spesso nascosti sotto un fuoco spento. Importante è anche individuare le fonti d’acqua presenti, in quanto quest’ultima rappresenta purezza e chi ha praticato un crimine vicino a fonti di purezza si sentirà in diritto di inquinarle. Sono pertanto numerosi aspetti nel corso del sopralluogo che consentiranno, anche sconfinando dai limiti della normalità, di condurci in una realtà che ci potrebbe impossibile o improbabile.

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Secondo il Rapporto Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia, redatto dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione nel 1998, circoscrivere il significato del termine satanismo ad un ambito certo e definitivo non è dunque facile.

Frequentemente le sette sataniche commettono reati come il vilipendio e l’occultamento di cadavere, la violenza carnale e gli atti di libidine violenti, il ratto di minore a fini di libidine, il sequestro di persona, la violenza sessuale, la violenza privata, l’estorsione, la truffa, l’induzione, il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione. A questi reati si possono aggiungere l’esercizio abusivo della professione medica e la circonvenzione d’incapace.

In Italia, la maggior parte dei reati connessi al satanismo ha dunque una base di tipo sessuale con il coinvolgimento di uomini e donne, alcune delle quali spesso non consenzienti, in pratiche orgiastiche all’interno di rituali e “messe nere”.

Data:

7 Maggio 2020