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Scienza e fede insieme

A proposito della Conferenza internazionale sulla medicina rigenerativa promossa nei giorni 26, 27 e 28 aprile dal Pontificio Consiglio della cultura, in collaborazione con la Cura Foundation, STOQ e Stem for Life Foundation, il tema trattato è stato il seguente: “Unire per curare. Una iniziativa di assistenza sanitaria globale”. Il santo padre ha ricordato che la Chiesa elogia ogni sforzo di ricerca volto alla cura di chi soffre, ma che “non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile”. In questa occasione, egli ha sostenuto che la scienza ha dei limiti da rispettare per il bene dell’umanità.

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Bisogna dunque valutare il rapporto tra scienza e fede tenendo a mente quattro azioni da compiere: prevenire, riparare, curare e preparare il futuro. Per quanto concerne il primo punto, è bene mostrarsi lungimiranti purché ancorati al sostegno della fede: “Urge, perciò, la necessità di diffondere una maggiore sensibilità tra tutti per una cultura di prevenzione come primo passo verso la tutela della salute”. Riparare e curare sono le due direzioni da perseguire per rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone malate.Papa Francesco sottolinea inoltre che “bisogna agire con una sensibilità tanto maggiore quanto più i mezzi a nostra disposizione diventano potenti. C’è bisogno di riflettere sulla salute umana in un contesto più ampio, considerandola non solo in rapporto alla ricerca scientifica, ma anche alla nostra capacità di preservare e tutelare l’ambiente e all’esigenza di pensare a tutti, specialmente a chi vive disagi sociali e culturali che rendono precari sia lo stato di salute sia l’accesso alle cure”.

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Preparare il domani, invece, per ripensare il futuro significa “intraprendere un itinerario – ha spiegato il Santo padre – segnato da un duplice movimento. Il primo, ancorato a una riflessione interdisciplinare aperta, che coinvolga molteplici esperti e istituzioni e che permetta uno scambio reciproco di conoscenze; il secondo, costituito dalle azioni concrete a favore di chi soffre”. È necessario che scienziati, medici, pazienti, famiglie, studiosi di etica e di cultura, leader religiosi, filantropi, rappresentanti dei governi e del mondo imprenditoriale agiscano in sinergia per il bene di tutti.

Data:

3 Maggio 2018