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SCONTRO NEL SAHARA OCCIDENTALE

Il Sahara Occidentale è una zona del nord Africa che ospita da sempre lunghe lotte per il suo dominio. Un tempo colonia spagnola, ora terra di tutti e di nessuno in costante tensione. Per comprendere a pieno il presente occorre fare qualche passo indietro a quando la Spagna, dal 1884 al 1976, domina incontrastata nel territorio africano imponendo leggi e confini con le altre regioni. Una situazione accettata per forza di cose dal resto dell’Africa, soprattutto dal Marocco, che mira da sempre ad una espansione in linea con la sua ambizione. Perciò nel 1976, dopo gli accordi di Madrid che liberano definitivamente il Sahara Occidentale dal dominio spagnolo, due stati subentrano in gara per aggiudicarsi il pezzo di terra: Mauritania e Marocco.

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La prima, sconfitta militarmente dal fronte Polisario, un movimento che lotta per la liberazione e l’autodeterminazione del Sahara Occidentale, rinuncia quasi immediatamente. Il Marocco, invece, stringe una pace apparente nel 1991 sulla base della cessione dell’80% circa del territorio; il resto è lasciato al Fronte Polisario per le popolazioni locali. Il Marocco, tuttavia, continua a sfruttare il territorio come mezzo di passaggio per i suoi traffici commerciali, luogo di sfruttamento economico e di occupazione militare poiché si tratta semplicemente di un fascio di terra non ancora riconosciuto da alcuno, nemmeno dalle Nazioni Unite. Così da qualche settimana il popolo degli Saharawi decide apertamente di manifestare contro il mancato rispetto degli accordi del 1991 formando una coalizione umana che blocca i flussi d’ingresso e d’uscita, suscitando la rivolta del Marocco, che, ben lontano dal piegarsi ad una trattativa ma più incline ad usare la forza per ristabilire le sue pretese, dà vita ad uno scontro bellicoso

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La guerra è in corso e si innesta nell’evidente difficoltà di stabilire un equilibrio per i territori africani, ancora instabili a causa del passato (e presente) coloniale, della corruzione imperante, del terrorismo latente e della sete di potere. Il viaggio verso la pace è ancora lungo e gli accordi scritti, senza l’appoggio delle potenze del mondo, a nulla valgono.

Data:

14 Novembre 2020