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Scontro tra Salvini e Di Maio

Si alza il livello dello scontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio in vista di un ipotetico accordo per formare un nuovo governo. “C’è lo 0% di possibilità che il Movimento 5 Stelle vada al governo con Berlusconi”, ha twittato il leader pentastellato, ribadendo il suo secco rifiuto ad un accordo “con l’ammucchiata di centrodestra”.

“A Di Maio chiedo se vogliamo fare qualcosa oppure no senza fermarci a veti o simpatie – ha ribattuto il segretario leghista a margine di una manifestazione elettorale per le regionali in Friuli Venezia Giulia – se la risposta sarà no, i numeri dicono che si torna al voto”.

L’INCONTRO – “E’ ovvio che per dialogare con uno, questo deve aver voglia di ascoltare e rispondere. Se questo mi dice ’il presidente del Consiglio lo faccio io, la squadra è mia, il programma è mio, comando io, quello là non mi piace, parlo con chi ho voglia’, capite che non è esattamente il modo migliore per dialogare”, ha aggiunto Salvini, annunciando l’intenzione di chiedere un incontro a Di Maio “per valutare la sua disponibilità a venirci incontro”.

LA REPLICA – Il leader del M5S, durante un comizio a Termoli, ha poi replicato al segretario della Lega: “Quando provo a parlare di temi, qualcuno mi risponde ’no, io devo stare con Berlusconi’. Tu devi scegliere tra Berlusconi e il cambiamento del Paese. Chi abbraccia quel modo di fare politica abbraccia un’idea del passato”.

CAMBIAMENTO – “Vi prometto che ce la metteremo tutta” prima e dopo le regionali “per creare un governo del cambiamento. Ha senso andare al governo se quello sarà in grado di cambiare tutto in questo Paese – ha detto Di Maio -. Non ha alcun senso fare il premier per tirare a campare”.

Tutto il fisco a portata di Spid

cms_8899/agenzia_entrate.jpgRegistrare un contratto di locazione, consultare i dati catastali, visualizzare la propria posizione nel cassetto fiscale, da oggi è ancora più semplice grazie al Sistema pubblico di identità digitale. Tutti i servizi web del Fisco entrano a far parte del mondo Spid, la chiave unica di accesso alla Pubblica amministrazione. A renderlo noto è l’Agenzia delle Entrate spiegando che col provvedimento firmato oggi dal direttore, Ernesto Maria Ruffini, la chiave unica di accesso viene estesa, anche grazie al supporto del partner tecnologico Sogei, a tutti i servizi online offerti dall’Amministrazione finanziaria.

L’accesso tramite le credenziali Spid si affianca alle attuali modalità di autenticazione previste per i 7,3 milioni di utenti dei servizi telematici dell’Agenzia (di questi 6,7 milioni sono utenti Fisconline). L’universo Spid – il Sistema pubblico di identità digitale – rappresenta il documento di identificazione online del cittadino. Attraverso un unico nome utente e un’unica password i cittadini possono utilizzare in modo semplice, veloce e sicuro i servizi erogati online da oltre 4mila Pubbliche Amministrazioni, connettendosi da computer. Un unico identificativo, quindi, per iscrivere i figli a scuola, prenotare una visita in ospedale, richiedere il Bonus Mamma, registrare un contratto di locazione, presentare la dichiarazione precompilata.

Il sistema non consente la profilazione garantendo la protezione dei dati personali. Spid, nato nel marzo 2016, è stato scelto già da 2,3 milioni di persone, di cui il 61% donne e il 39% uomini. Per ottenere Spid basta aver compiuto 18 anni e avere un documento di riconoscimento, la tessera sanitaria con codice fiscale, un indirizzo e-mail valido e un numero di telefono.

Bisogna registrarsi a scelta sul sito di uno degli 8 gestori di identità digitale (Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial, Intesa) e seguire i vari step per l’identificazione. Tutte le modalità di registrazione e tutte le possibilità per poter ottenere Spid sono disponibili su http://www.spid.gov.it/richiedi-spid.

Il livello di sicurezza adottato (Spid Livello 2) corrisponde a un’autenticazione forte a due fattori (password e PIN ’dinamico’, ossia che cambia sempre ad ogni accesso), ed è lo stesso già implementato in fase di autenticazione ai servizi ’Dichiarazione precompilata’ e ’Fatture e Corrispettivi’.

Rivoluzione Alcoa, ai lavoratori il 5%

cms_8899/alcoa5_fg.jpg“Abbiamo presentato ai sindacati due novità importanti: un aumento di capitale al quale dovrebbe partecipare Invitalia, quando si pronuncerà il suo Cda, che prenderà una quota e la seconda novità, un’associazione dei lavoratori a cui dovrebbe essere conferito il 5% della nuova società e un posto nel consiglio di sorveglianza“. Ad affermarlo è il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al termine del tavolo su Alcoa. Infatti al ministero si è discusso della vertenza dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme che è stato ceduto circa due mesi fa alla Sider Alloys.

La creazione di un’associazione per i lavoratori, rileva il ministro, “sarebbe il primo caso in Italia in cui i lavoratori di un’impresa partecipano all’azionariato di un’azienda. Un fatto che sarebbe ampiamente meritato”. Il prossimo incontro, aggiunge Calenda, “è previsto per il 3 maggio prossimo”.

Poi, in un tweet, il ministro risponde ai dubbi espressi dal portavoce della Cgil, Massimo Gibelli, che in un ’cinguettio’ scriveva: “Il 5% di #alcoa a ’un’associazione di lavoratori’ (??) è l’idea quantomeno problematica di @CarloCalenda. Diverso il discorso per il ’consiglio di sorveglianza’ (se con questo nome non si intende il CdA). Sarebbe un primo e importante passo verso l’applicazione dell’#art46 Costituzione”.

“E perché sarebbe problematica? Il 5% – replica Calenda – va ai lavoratori costituiti in associazione. Gli utili rimangono nella loro associazione e possono essere utilizzati per fini sociali. Il posto in Consiglio di Sorveglianza li rende partecipi delle decisioni. Credo sia il primo caso in Italia”.

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10 Aprile 2018