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Scossa 4.4 al largo di Tropea – Salvini: “Barcone con 450 a bordo, qui non sbarcano”

Scossa 4.4 al largo di Tropea

cms_9695/sismografo_xin.jpgUna scossa di terremoto di magnitudo 4.4 è stata registrata dall’Ingv al largo di Tropea e della costa della provincia di Vibo Valentia. La scossa, delle ore 4.50, è avvenuta a una profondità di 57 km. I comuni più vicini all’epicentro sono stati: Tropea, Ricadi, Drapia e Parghelia, tutti nel vibonese.Dopo la scossa, non risultano danni a persone né a cose.

Salvini: “Barcone con 450 a bordo, qui non sbarcano”

cms_9695/migranti.jpgItalia-Malta, nuovo scontro per un barcone di migranti direttoverso l’Italia. L’inbarcazione con 450 persone a bordo, tra cui donne è bambini, partita dalla Libia, si trova a circa 20 miglia dall’isola di Lampedusa e 16 miglia da Linosa. Per il momento non sono previsti interventi della Guardia costiera anche se le due motovedette sono partite proprio dalla più grande delle isole Pelagie. Ma il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello fino a questo momento non ha avuto alcuna comunicazione ufficiale sull’eventuale arrivo sull’isola. “So che è nelle vicinanze ma solo per raggiungere la Sicilia” ha detto all’Adnkronos Salvatore Martello, il sindaco di Lampedusa che sta seguendo quanto accade nel Mediterraneo.

Un portavoce del governo maltese ha dichiarato che, quando è arrivata l’informazione riguardante il barcone che transitava dalla zona di competenza libica verso quella maltese, il proprio centro si è messo in contatto con le persone a bordo dell’imbarcazione che avrebbero espresso l’intenzione di procedere verso Lampedusa. “Bisogna sottolineare che visto che l’imbarcazione era in alto mare, Malta non aveva l’autorità di dare loro ordini“, ha continuato il portavoce, secondo quanto si legge sul sito del Times of Malta, affermando che il peschereccio si trovava in quel momento a 53 miglia nautiche dall’isola italiana e a 110 dalle coste maltesi. “Bisogna anche notare che Malta ha rispettato gli obblighi dettati dalle convenzioni internazionali in materia di ricerca e soccorso”, ha detto ancora il portavoce sostenendo che le autorità maltesi hanno monitorato la navigazione dell’imbarcazione – che ora, sottolinea, si trova in acque territoriali italiane – per intervenire per fornire, se necessaria, immediata assistenza.

cms_9695/indexmigrantisbarcati.jpgNel pomeriggio il ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini aveva scritto in un post su Facebook: “Come promesso, io non mollo. Un barcone con 450 clandestini a bordo è da questa mattina in acque di competenza di Malta, che si è fatta carico di intervenire”. “A distanza di ore però – spiega il vicepremier – nessuno si è mosso, e il barcone ha ripreso a navigare in direzione Italia. Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo – conclude Salvini – che questo barcone in un porto italiano non può e non deve arrivare. Abbiamo già dato, ci siamo capiti?”.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha twittato: “Per la legge del mare è Malta che deve inviare proprie navi e aprire il porto. La nostra Guardia Costiera potrà agire, se serve, in supporto, ma Malta faccia subito il suo dovere”.

Il nuovo caso scoppia all’indomani del braccio di ferro sulla nave Diciotti che si è sbloccato dopo l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Bye bye vitalizi

cms_9695/M5S_Dita_Afp.jpgSpumante e palloncini gialli. Bye bye vitalizi. La sforbiciata annunciata dal Movimento Cinque Stelle sull’assegno che viene riconosciuto ai parlamentari alla fine del mandato ha ricevuto il via libera dalla Camera, che ieri ha approvato la delibera del presidente Roberto Fico per il ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari.

“Una giornata storica” per il capo politico pentastellato che non è riuscito a contenere l’entusiasmo: “Oggi è il giorno che gli italiani aspettavano da 60 anni – ha scritto su Facebook – quel momento fatidico che abbiamo regalato ai nostri cittadini in 100 giorni di Governo. #ByeByeVitalizi”. In piazza Montecitorio i parlamentari grillini sono scesi a fare festa : “Oggi è un giorno storico, abbiamo abolito un assurdo privilegio della casta. Adesso il Senato prenda esempio” ha detto Di Maio, indicando il prossimo step in agenda: l’abolizione delle pensioni d’oro. “Lo faremo presto – ha promesso il vicepremier – prestissimo. Oggi è un giorno importantissimo. Si afferma il principio che diritti acquisiti per i politici non esistono”.

I ricorsi degli ex deputati, come paventato da Forza Italia, che si è astenuta non preoccupano Di Maio. “Qui abbiamo l’autarchia”, ha scandito, annunciando che “la settimana prossima presenteremo in commissione un ddl per tagliare le pensioni d’oro”. L’entusiasmo ha contagiato anche il presidente della Camera, Roberto Fico: “Sono molto soddisfatto – ha commentato – abbiamo posto fine a una grande ingiustizia di tanti anni della nostra Repubblica, i cittadini sentivano molto forte l’esigenza di porre fine ai vitalizi degli ex parlamentari. Oggi ripariamo una ingiustizia sociale, perché i parlamentari avevano un trattamento e i cittadini un altro, ripariamo finalmente a delle ferite”. Fico si è poi detto fiducioso del fatto che “il Senato seguirà la stessa strada” della Camera.

La delibera sarà valida dal primo gennaio 2019 e prevede il taglio di 1.338, che saranno ricalcolati e dunque abbassati (il totale di quelli erogati alla Camera ammonta a 1.405) mentre gli altri 67 non verranno ritoccati. I 67 riguardano i deputati che hanno versato contributi per 4-5 legislature. Nella maggioranza dei casi i vitalizi saranno tagliati dal 40 al 60%. Tutto ciò porterà a un risparmio “di oltre 40 milioni di euro all’anno” ha ribadito Fico, rivolgendosi agli ex parlamentari: “Non è un provvedimento punitivo è una delibera che ripara i guasti sociali. C’era un solco, un burrone che noi stiamo colmando”. Ad accogliere con soddisfazione il via libera della Camera ai vitalizi anche il leader della Lega e ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Stop a vecchi e assurdi privilegi. Con la Lega, dalle parole ai fatti!’’.

Tria: “Non cambiamo obiettivi per il 2018”

cms_9695/tria_ftg.jpg“Per quanto riguarda il 2018, noi non cambiamo gli obiettivi. Si vedrà a consuntivo se abbiamo rispettato o no l’impegno preso con la Commissione Europea. Riteniamo che non ci sarà alcun allargamento del bilancio e nessuna restrizione, nel senso di manovra correttiva, lo abbiamo già detto. Riteniamo che questo sia sufficiente per raggiungere gli obiettivi”. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia Giovanni Tria, a margine dell’Ecofin a Bruxelles.

“Poi si vedrà – ha aggiunto Tria – è probabile che il gap si colmi, ma lo vedremo quando ci sarà il consuntivo. Non sono in grado di dire se a consuntivo ci sarà lo 0,3%, lo 0,2%” di aggiustamento strutturale. “Vedremo, questo dipende da molti fattori”. Quindi a primavera? “Sì, certo”, ha risposto. Quanto al 2019, “ho ripetuto al commissario Moscovici che nel mio discorso in Parlamento ho preso l’impegno di proseguire nel percorso di riduzione del rapporto debito/Pil, e quindi” faremo “una manovra che sia coerente con quel risultato”. “Successivamente – ha continuato – ho preso un ulteriore impegno, molto più rigido, che non ci sarà nessuna inversione di tendenza per quanto riguarda l’aggiustamento strutturale. Misura e tempi dell’aggiustamento strutturale sono l’unica cosa in discussione, ma non è in discussione il fatto che si prosegue nell’aggiustamento strutturale”.

“E’ probabile – ha aggiunto Tria – che dovremo rivedere i tempi, il timing, in relazione al rallentamento dell’economia europea. L’Italia in genere segue l’andamento dell’economia europea, almeno fino ad oggi: speriamo non sempre”. “Abbiamo anche discusso – ha proseguito – della qualità e ci siamo trovati molto d’accordo sul fatto che è essenziale migliorare la qualità del bilancio, della spesa. L’obiettivo di far crescere la quota di investimenti pubblici rispetto alla spesa corrente è il centro della manovra politica di bilancio. Il profilo di discesa del debito non è in discussione: discuteremo dei tempi, ma il centro della manovra è ribaltare la tendenza che c’è stata fino ad oggi, quella cioè di aumentare la spesa corrente nell’ambito della spesa totale, a discapito di quella per investimenti”.

“Questo – ha concluso Tria – è stato molto apprezzato, perché in passato è stato concesso molto all’Italia per aumentare gli investimenti che però si sono sempre ridotti, malgrado la flessibilità fosse stata ottenuta dichiarando che sarebbe stata utilizzata per gli investimenti. Lì è il centro della questione, perché questo sarebbe un vero aggiustamento strutturale dell’economia italiana e del bilancio italiano”.

Il titolare di via XX Settembre ha affrontato anche il tema del reddito di cittadinanza. “Nessuno dice che non si troveranno i soldi in futuro” ha spiegato Tria, osservando che “non si possono calcolare 45 mld addizionali: sono tre punti percentuali di Pil. Ovviamente, se noi andassimo al 5% di deficit, il giorno dopo l’Italia va in default. E’ questo il problema, non le regole europee”.

“La questione è che non si pone il problema in questi termini – ha aggiunto Tria – stiamo studiando il bilancio. Se il governo ha trovato 50 mld per misure di questo tipo, vuol dire che 50 mld dentro già ci sono: basta utilizzarli per fare il reddito di cittadinanza, perché i bisogni sono quelli. Bisogna vedere quali sono gli strumenti ritenuti più adatti per rispondere a certi bisogni, non è che si aggiungono”.

“L’implementazione del programma di governo – ha continuato Tria – viene studiata in termini di mutamento interno al bilancio della spesa, cercando di vedere quali sono gli strumenti più adatti a rispondere a certi bisogni. Le differenze politiche sono perché uno pensa che è meglio operare con certi strumenti e altri pensano che sia meglio operare con altri: lì c’è la discontinuità. Non è tra fare l’1 o il 5% di deficit: quella non è discontinuità, è irresponsabilità”.

Poi, rispondendo alla domanda se si prepari anche lui a gestire un ’cigno nero’, (l’evento improbabile ma non impossibile evocato dal ministro degli Affari Europei Paolo Savona), Tria ha spiegato: “Non considero i cigni neri, sennò non dovrei più uscire di casa, perché potrebbe cadermi una tegola in testa e potrei morire. Io sono avventuroso ed esco di casa la mattina, comportandomi normalmente”.

Quindi ha difeso il collega: “Non mi pare – ha concluso il ministro dell’Economia, rispondendo a un’altra domanda – che Savona abbia fatto dichiarazioni improprie sull’euro. Ha sempre e solo parlato di quale sarebbe la governance ideale dell’Eurozona, che è una cosa ben diversa”.

Rischio Listeria, ritirato lotto di prosciutto cotto Fiorucci

cms_9695/scienziati_laboratorio_afp2.jpgNuovo ritiro cautelativo per possibile presenza di listeria. Questa volta la segnalazione è per il Prosciutto cotto Cesare Fiorucci ’Quanto Basta per 2 persone’ 90g e il numero di lotto coinvolto è il 8278001840, con data di scadenza 5 agosto 2018. Del richiamo per rischio microbiologico viene data notizia sul sito del ministero della Salute.

Il ritiro del prodotto dal mercato, spiega il ministero della Salute in una nota, è stato disposto per “possibile presenza di Listeria“, il batterio capace di provocare una seria intossicazione alimentare. La scorsa settimana erano stati richiamati diversi lotti di alcuni vegetali surgelati Findus e Lidl proprio per il rischio Listeria.

Il ministero della Salute invita quindi i consumatori che hanno acquistato il lotto di prosciutto cotto a “non consumarlo” e a “riportarlo in punto vendita”. Per maggiori informazioni è possibile contattare la Cesare Fiorucci Spa chiamando il numero verde 800 868 060 o mandando una mail a ’servizioclientifiorucci@campofriofg.com’.

Che cos’è la listeriosi

Weekend da bollino arancione in 8 città

cms_9695/caldo_piscina_1_fg.jpgWeekend di sole e caldo in Italia con temperature in aumento. Per sabato in quattro capoluoghi è previsto ’bollino arancione’ (Frosinone, Palermo, Perugia, Roma) mentre domenica l’ondata di calore colpirà Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia e Roma. Lo segnala il bollettino sulle ondate di calore emesso dal ministero della Salute.

Sabato ’bollino giallo’ a Bologna, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Firenze, Rieti, Torino, Trieste e Viterbo; domenica ad Ancona, Bologna, Bolzano, Civitavecchia, Palermo, Pescara, Rieti, Torino, Trieste e Viterbo.

Il bollino giallo equivale al ’livello 1’ di allerta, ovvero “condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore. Questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute”. Quello arancione equivale al ’livello 2’ che indica “condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili”.

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14 Luglio 2018