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Scozia, il parlamento: sì a nuovo referendum per indipendenza

cms_5893/Scozia_Gb_Brexit_Afp2.jpgIl Parlamento scozzese ha votato a favore della convocazione di un nuovo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito. Il voto, ottenuto con una maggioranza di 69 sì contro 59 no, arriva alla vigilia dell’attivazione, da parte della premier britannica Theresa May, dell’articolo 50 per l’uscita dall’Ue, prevista per domani.Nel 2014 nel primo referendum la maggioranza degli scozzesi, il 55%, aveva votato contro l’indipendenza. Secondo la first minister scozzese Nicole Sturgeon è necessario un altro referendum perché il piano della Gran Bretagna di lasciare l’Unione Europea cambierà i rapporti della Scozia con Londra e Bruxelles e porterà il paese fuori dal mercato unico contro la sua volontà.Sturgeon, leader del partito nazionalista scozzese Snp, si è detta convinta – intervenendo al parlamento prima del voto – che “vi sarà un impatto sul commercio, gli investimenti, sul nostro livello di vita e sulla natura della nostra società”. Un cambiamento – ha ammonito – “che non ci deve essere imposto”.

Brexit, May: “Domani momento storico”

cms_5893/brexit_bandiere_afp_2803.jpgLa Brexit sarà “uno dei più significativi momenti” della nostra storia recente. Lo ha detto Theresa May, intervenendo ad un forum d’investimenti del Qatar a Birmingham, secondo quanto riferiscono i media britannici. L’avvio domani dei negoziati per l’uscita dall’Ue porterà “ad una nuova, profonda e speciale partnership con l’Europa”, ha detto il primo ministro britannico, aggiungendo che sarà anche un’opportunità per “delineare un ruolo ancora più grande per una Gran Bretagna globale”.”Questo significa -ha spiegato – non soltanto costruire nuove alleanze ma lavorare ancora di più con i vecchi amici”. La Gran Bretagna lascerà il mercato unico, ma cercherà di ottenervi il massimo accesso, ha detto la May.

SCOZIA – Il Parlamento scozzese, intanto ha votato a favore della convocazione di un nuovo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito. Il voto, ottenuto con una maggioranza di 69 sì contro 59 no, arriva alla vigilia dell’attivazione da parte della premier britannica May, dell’articolo 50.

Migranti, Ue: “Se l’Austria non ricolloca ci saranno conseguenze”

cms_5893/migranti_2barca_FTG.jpgNessun Paese” dell’Unione europea, “naturalmente, può decidere di ritirarsi unilateralmente dalle decisioni del Consiglio; può decidere di agire al di fuori della legge, cosa che troveremmo profondamente spiacevole e non priva di conseguenze“. Così la portavoce della Commissione europea per le politiche migratorie Natasha Bertaud commenta, a Bruxelles durante il briefing con la stampa, la querelle scoppiata in Austria sui ricollocamenti di rifugiati da Italia e Grecia, decisi dal Consiglio.

“Da quello che capiamo – continua la Bertaud – c’è un dibattito in Austria in cui la Commissione non è coinvolta. Nel frattempo la nostra posizione sugli obblighi degli Stati membri di rispettare i loro impegni sui ricollocamenti è chiara: la politica europea sulle migrazioni si fonda sulla solidarietà e i ricollocamenti ne sono un elemento assolutamente essenziale”.

“E’ vero – prosegue la portavoce – che l’Austria aveva già accolto un numero molto grande di rifugiati negli anni precedenti e che in ragione di questo l’Austria aveva beneficiato di un’esenzione temporanea dalle decisioni sui ricollocamenti. L’esenzione è scaduta, cosa che significa che ci aspettiamo che l’Austria rispetti il suo obbligo, a norma delle decisioni del Consiglio, di iniziare con i ricollocamenti”.

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29 Marzo 2017