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Scuola, c’è il contratto

Scuola, c’è il contratto

cms_8386/universita_studenti_fg.jpgE’ stato firmato all’Aran, dopo una lunga trattativa durata tutta la notte, il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Lo comunicano i sindacati nazionali e le sigle di settore di Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta. “Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione”, si legge.

Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016; per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro. Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.

“Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo”, continua la nota dei sindacati.

Tra le altre novità di rilievo, ricordano i sindacati, il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie. Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.

“Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello – si legge ancora nella nota – che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità”.

“Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude cosi una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale”, concludono i sindacati.

“Era giusto e doveroso”, scrive in un tweet il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia. “Firmato il rinnovo del contratto per #Scuola, #Università, #AFAM, #Ricerca che coinvolge 1,2mln di dipendenti. Un impegno preso e mantenuto. Valorizzare chi lavora nei settori della conoscenza è un investimento per il futuro”, scrive il ministro dell’Istruzione Valeria Feedeli.

Montecitorio: stop al concorso

cms_8386/montecitorio_aula_fg.jpgL’Ufficio di presidenza della Camera ha rinviato l’indizione del concorso per le nuove assunzioni. Una decisione motivata dalla necessità di attendere che anche il Consiglio di presidenza del Senato si pronunci sul regolamento che dovrà disciplinare la procedura, vista la recente istituzione del ruolo unico del personale.

“Contrarietà all’indizione di un concorso per consiglieri parlamentari” hanno espresso i sindacati Ils, Sindacato Autonomo, Uil, Osa Camera, Sci, in una lettera inviata ieri alla presidente della Camera Laura Boldrini e ai componenti dell’ufficio di presidenza.

Nel documento, inviato per conoscenza anche alla segretaria generale Lucia Pagano, al vice segretario generale Fabrizio Castaldi, al capo del servizio del personale Stefano Armando Antonio Murgia, i sindacati invitano i destinatari della missiva “ad assumere una posizione forte e chiara che contempli la riattivazione del reclutamento come il passaggio finale di una riorganizzazione amministrativa, nell’ambito della quale, in un’ottica di efficienza e contenimento dei costi e previa un’effettiva e seria ricognizione dei fabbisogni, si investa maggiormente su figure professionali economicamente più sostenibili ed ugualmente idonee a preservare gli elevati standard prestazionali tradizionalmente garantiti dall’amministrazione della Camera”.

I sindacati sottolineano che “nel documento sui fabbisogni organici dell’amministrazione della Camera dei deputati, recentemente consegnato alle organizzazioni sindacali, manca ogni riferimento adeguato a un progetto di riforma amministrativa, all’aggiornamento delle declaratoria e delle mansioni dei dipendenti e al futuro delle procedure di lavoro di alcune categorie, oggi in clamorosa difficoltà, come i segretari parlamentari e, soprattutto, gli addetti ai reparti e gli assistenti parlamentari. L’unico elemento che emerge con chiarezza -sottolineano i sindacati – è la volontà dei vertici amministrativi di assumere nuovi consiglieri parlamentari. Una decisione che ci trova in forte opposizione”.

Giornalista Tg1 aggredita e presa a schiaffi

cms_8386/Mariagrazia_mazzola_due_fi.jpgE’ stata aggredita mentre faceva il suo lavoro. Stava intervistando la moglie di un boss per uno speciale sulla mafia nel rione Libertà a Bari ed è finita, invece, al pronto soccorso. E’ successo alla giornalista del Tg1 Maria Grazia Mazzola che è andata al Policlinico per farsi medicare, dopo essere stata presa a schiaffi. Sul posto anche gli agenti della squadra mobile della Questura, ai cui con tutta probabilità presenterà denuncia. Con un post su Facebook l’avvocato Michele Laforgia ricorda come “proprio stamattina al Redentore si era svolto l’incontro dei ragazzi delle scuole medie con Libera e Don Ciotti”. “È un atto gravissimo, che avvicina Bari a Ostia“, aggiunge, invitando i cittadini a reagire, subito. “Dobbiamo essere accanto ai cittadini onesti e pacifici” della zona, “rompere l’assedio criminale, garantire l’incolumità di chi vive e lavora nelle periferie“. “Domenica mattina saremo tutti al Redentore” conclude.

SINDACO DI BARI – Il primo cittadino del capoluogo pugliese Antonio Decaro, “condanna duramente l’aggressione subita dalla giornalista Rai”. “Quanto accaduto è inaccettabile – aggiunge -. Non si può tollerare una violenza di questo tipo nei confronti di una donna e di una professionista impegnata nella ricerca di notizie e approfondimenti”. “Come detto più volte, noi non voltiamo la testa dall’altra parte, e non permetteremo che il nome della nostra città possa essere affiancato ad episodi di questo tipo. Quel quartiere si chiama Libertà e deve essere liberato dalla criminalità organizzata’’.

IL PRESIDENTE DI REGIONE – ’’A lei va la nostra totale vicinanza. Chi invece si è reso protagonista di una simile violenza deve sapere che ha contro tutta la comunità pugliese’’ dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano da Bruxelles.

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10 Febbraio 2018