Traduci

Scuole chiuse in tre regioni (Altre News)

Coronavirus, scuole chiuse in tre regioni

cms_16352/Scuole_GiuseppeConte_serio_afp.jpg

Un allentamento delle misure sul versante sanitario per il contrasto alla diffusione del coronavirus -con la chiusura delle scuole che dovrebbe essere confermata solo per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna- e l’assicurazione del massimo impegno del governo contro le ricadute economiche, causate dall’emergenza con l’annuncio, da parte del premier Giuseppe Conte, di un terzo decreto per il rilancio dell’economia, oltre a quello varato ieri sera e quello atteso per la prossima settimana.

Ieri il presidente del consiglio ha riunito alla sede della Protezione Civile i ministri dell’Interno, Luciana Lamorgese, quelli della Salute, Roberto Speranza, delle Infrastrutture, Paola De Micheli, degli Affari Regionali. Francesco Boccia e dello Sport, Vincenzo Spadafora. Collegati in videoconferenza i presidenti delle regioni. Sul tavolo le nuove misure sull’emergenza che verranno messe nero su bianco in un dpcm atteso per oggi.

Lo stesso premier, al termine della riunione, ha ribadito l’orientamento a confermare misure più stringenti, chiusura delle scuole innanzitutto, solo per le tre regioni più colpite. “In questo momento il comitato tecnico scientifico è ancora riunito per le ultime valutazioni. Non anticipo nulla ma ragionevolmente per quanto riguarda le tre regioni” più colpite “adotteremo misure di prudenza che si distingueranno dalle altre per la stragrande maggioranza delle regioni”.

Insomma verso il ritorno alla normalità per il resto della regioni anche se, a quanto viene riferito, si sta ragionando se adottare un’uscita graduale per le province confinanti con le tre regioni più colpite. Ma è soprattutto sull’emergenza economica che si sofferma Conte sia con i giornalisti, lasciando la Protezione Civile, che nella riunione con i governatori a cui ha ricordato le misure di immediato impatto per le situazioni più critiche, approvate ieri, tra cui ad esempio la previsione della cassa integrazione ordinaria e in deroga.

“Si tratta di un primissimo intervento”, ha detto Conte, annunciando che il Governo sta già predisponendo un altro intervento di urgenza, “più organico e incisivo”, di sostegno al tessuto produttivo delle regioni, che sarà approvato nei prossimi giorni.

“Ma non ci accontenteremo”, stiamo lavorando “a una terapia d’urto, a un complessivo provvedimento di rilancio del Paese” che preveda tra le altre cose l’accelerazione dalla spesa degli investimenti, la semplificazione dei procedimenti amministrativi. “Non ci fermiamo qui” ha assicurato Conte.

La ’terapia d’urto’ di cui ha parlato Conte con i governatori sarà contenuta in due decreti già in lavorazione. Spiega il premier ai cronisti: dopo quello di ieri “ci sarà un secondo provvedimento per misure più incisive che riguarderà tutto il sistema produttivo, non solo delle regioni interessate ma anche le restanti”.

“Ma stiamo lavorando anche a un terzo intervento ancora più organico e complessivo perché siamo consapevoli che l’Italia ha bisogno di una grande spinta per la crescita economica”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.

“Stiamo Lavorando intensamente perché questo è il momento di gestire l’emergenza sanitaria ma anche di continuare la vita di tutti i giorni, di far correre il paese e con questo terzo e ultimo intervento stiamo lavorando a una forte spinta semplificatrice e a una grande accelerazione delle spesa per investimenti”, ha concluso il premier.

Coronavirus, “stop eventi in tre regioni fino a 8 marzo”

cms_16352/coronavirus_maschere_firenze_afp.jpg

Nella bozza del Dpcm che sarà varata per l’emergenza coronavirus è prevista la “sospensione, sino all’8 marzo 2020”, in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, “di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, come “a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose”.

GITE D’ISTRUZIONE SOSPESE CON RIMBORSO – I viaggi di istruzione, le visite guidate e quelle didattiche, le iniziative di scambio e gemellaggio su tutto il territorio nazionale saranno sospese per tutta la durata dello stato di emergenza. In particolare, è previsto il rimborso dei pacchetti di viaggio.

LAVORO TELEMATICO – Il ’lavoro agevolato’, a cominciare da quello telematico, può essere applicato per tutta la durata dello stato di emergenza in tutto il territorio nazionale. “La modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 – si legge nel testo- può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato’’.

ZONA ROSSA – Dal “divieto di allontanamento dal territorio comunale di tutti gli individui presenti” al ’’divieto di accesso’’, alla ’’sospensione’’ di tutte le manifestazioni, gli eventi in luogo pubblico o privato”, compresi quelli di “carattere culturale, ludico, sportivo e religioso”, “anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”. Sospensione dei “servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado”, nonché della “frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza”. E ancora: chiusura di tutti gli esercizi commerciali, uffici pubblici; sospensione dei viaggi di istruzione in Italia e all’estero. Queste le principali ’’misure di contenimento’’ adottate nella cosiddetta zona rossa previste dalla bozza di Dpcm con le nuove misure per ’’contrastare e contenere il diffondersi’’ del Covid-19. La presidenza del Consiglio dei ministro sospende, poi, ’’le procedure concorsuali pubbliche e private, indette e in corso nei Comuni’’. Inoltre è prevista la chiusura di “tutte le attività commerciali”, ad esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146, e degli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità, secondo le modalità e i limiti indicati con provvedimento del prefetto territorialmente competente”. Infine, c’è l’obbligo di accesso ai servizi pubblici essenziali, nonché agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità indossando dispositivi di protezione individuale o adottando particolari misure di cautela individuate dal Dipartimento di prevenzione delle aziende sanitarie competenti per territorio”.

LE MISURE IGIENICHE – Lavarsi spesso le mani. Con “soluzioni idroalcoliche” che si raccomanda di mettere a disposizione in “tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione’’. Evitare il “contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute”; “non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani”. E ancora: ’’coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce’’ e ’’non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico”. ’’Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol” e ’’usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate”.

Coronavirus, Renzi: “Dopo emergenza servirà uno shock”

cms_16352/renzi_fg_2509.jpg

“A emergenza finita andremo da Conte con le nostre quattro proposte su ’Italia shock’, giustizia giusta, modifica del reddito di cittadinanza e elezione diretta del sindaco d’Italia, come avevamo concordato. E il premier valuterà. In ogni caso nessuno di noi intende fare un accordo per consentire a Salvini di votare tra otto mesi. Sarebbe una barzelletta”. E’ questa la rotta per il governo e la maggioranza che il leader di Iv, Matteo Renzi, traccia in un’intervista al “Corriere della Sera” nella quale commenta le indiscrezioni un governo di ’unità nazionale’ per affrontare gli effetti dell’emergenza coronavirus.

“Coloro che ieri ci hanno attaccato su questa ipotesi – prosegue il leader di Italia Viva – sono gli stessi che avevano fatto ad agosto scorso un accordo con Salvini per andare a votare e, nei fatti, consegnargli pieni poteri. Per quello che ci riguarda si vota nel 2023”. Rispondendo al Pd, smentisce quindi di essere favorevole a un governo on una maggioranza allargata. “Trovo imbarazzante per loro che dal Pd abbiano passato ore a segnalare alle redazioni il mio sms ad Attilio Fontana come presunta pistola fumante di un patto per il governissimo. Conosco Fontana da quando eravamo sindaci insieme, lui a Varese e io a Firenze”.
“L’ho visto in tv provato come è ovvio che sia un uomo costretto a gestire una sfida del genere. E gli ho detto della mia vicinanza personale e istituzionale. Questo sarebbe il suggello del governo con la Lega? Dai, siamo seri”. Renzi segnala infine certe esasperazioni che ci sono state nella comunicazione sul coronavirus. Li definisce “errori di comunicazione più che di sostanza. Ma la comunicazione oggi diventa sostanza. Ora – conclude – affrontiamo l’emergenza e blocchiamo il contagio, ma poniamoci da subito il tema del recupero internazionale”.

Coronavirus, Sgarbi: “Conte in tv come una soubrette”

cms_16352/sgarbi25_fg8.jpg

Vittorio Sgarbi ancora all’attacco sulla gestione dell’emergenza coronavirus da parte del governo. In alcuni tweet al vetriolo, il critico d’arte punta infatti il dito contro l’esecutivo e il suo premier “il solo che meriterebbe la quarantena, Conte – scrive -, sta ogni giorno in Tv, come una qualsiasi soubrette, in cerca di consensi più che per dare informazioni, oscillando continuamente tra allarmismo e rassicurazione”. Per Sgarbi, infatti, “non c’è emergenza: è procurato allarme creato da un Presidente venuto dal nulla!”.

Coronavirus, Salvini: “Pronti a votare per sforamento deficit”

cms_16352/Matteo_Salvini_Ftg_Ipa_14022020.jpg

“La Lega è disponibile a votare una risoluzione che permetta di sforare il deficit. Noi siamo una forza politica responsabile e quindi sosterremo il Governo in quella che riteniamo sia la direzione doverosa a sostegno di imprese e famiglie, purché venga intrapresa con decisione, cioè per una cifra di almeno 20 miliardi, e con l’impegno di serie riforme e la modifica dei vincoli economici attualmente in vigore”. Così il leader della Lega Matteo Salvini.

Gasparri vs Di Maio: “Sua ignoranza è problema per l’Italia”

cms_16352/_tn_1.jpg

“È irritante vedere Di Maio, che almeno ha imparato a dire virus e non ’vairus’, criticare chi critica il governo. Lui è una vergogna di ministro. Un ignorante e un incapace. Lo ha dimostrato nel Conte uno, lo conferma nel Conte due. Un conto è fronteggiare un’emergenza, e il centrodestra anche governando città e regioni lo fa meglio del governo centrale, un altro è volere impedire le critiche a un governo nefasto, che anche in questa vicenda, sul fronte economico, sta dimostrando la sua irresponsabilità. Cacciare uno come Di Maio è un dovere civico. Lo impari lui che dimostra ogni giorno come l’ignoranza al governo sia peggiore di tanti altri guai che l’Italia sta soffrendo”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Autore:

Data:

1 Marzo 2020