Traduci

SCUSATE SE PARLIAMO DI LEGALITA’ E SICUREZZA

Incalza in questi giorni una polemica contro una frase pronunciata dal leader di un famoso partito politico. Non si fanno nomi qui. Non vogliamo offendere nessuno. Nemmeno scontrarci con qualcuno. Eppure mi pare che l’Italia abbia un problema. Si chiama oscurantismo. Quando qualcosa non va, tenta di nasconderlo o di attribuirgli una connotazione diversa.

cms_2084/Campi_Rom.jpg

Qual è il problema se si dice che i campi Rom sono male organizzati, strutturati in modo inappropriato e poco efficaci ad una corretta integrazione? La verità non piace a qualche italiano. Non amano rinunciare al buonismo -a cui sono fortemente attaccati con mente e cuore!-. Credo che questa sia la vera questione. Alcuni sono abituati da sempre a difendere gli altri -ma non se stessi- dalla poltrona di casa loro. Adottano bambini a distanza, parlano di bontà e giurano di essere dalla parte della ragione. Non sono razzisti. Lo devono dimostrare a tutti i costi. Anche quando il razzismo non c’entra nulla.

cms_2084/campi-rom-sinti-2.jpg

Forse è il senso di colpa che li attanaglia per le loro cattive azioni. Si sa che per essere buoni, non bisogna fare del bene solo oltre i confini e con chi è necessariamente diverso. La bontà parte dalla propria abitazione, esce dalla porta -silenziosamente perché non ha bisogno di vantarsi la vera bontà!- per bussare al vicino di casa e da lì si estende al resto del mondo. Vi spiego meglio, non è che il fatto di tutelare -a parole, ovviamente! E con quali oneste parole!- chi non conosciamo, ci esime dal trattare in modo corretto il barbone che incontriamo per strada o una persona che si trova in una grave situazione economica. Se vogliamo iniziare a fare del bene, cominciamo dal nostro giardino. La convinzione che sia sporco e con qualche scheletro nell’armadio, non è affatto surreale. A questo punto vorrei pure aggiungere che, spesso e voltentieri, si difende a spada tratta e senza informarsi di ciò che accade intorno. Come pensano tanti, non si sta di certo cercando di creare una guerra tra poveri. O forse, sì. Ma non è che vogliono sviare l’attenzione della gente per avere campo libero? In fondo, mentre si discute animatamente di questa cosa, si sta silenziosamente modificando la costituzione.

cms_2084/la_costituzione.jpg

Però gli italiani questo non lo sanno. Almeno non tutti. Ritornando a noi, invece, accade che, ancora una volta, si faccia di una questione seria un problema politico. Siamo abituati, è vero. Stanchi di parole ed illusioni, ci si chiede come sia possibile ignorare in questo modo sia le situazioni che le conseguenze. E’ un problema se dico che i campi Rom non costituiscono un’idea brillante da molti punti di vista e che contribuiscono al dilagare della illegalità? Vi pare intelligente prendere delle persone, isolarle, non dare loro un lavoro e poi pretendere che rispettino quello che sta al di fuori del loro universo? Mi sembra illogico. Sulla base di cosa potrebbero organizzare la propria vita? L’integrazione è un concetto che si tiene su un palmo di mano in Italia e poi sfugge quando si affrontano temi importanti quali quello della legalità, del rispetto e della sicurezza.

cms_2084/Questa-è-lItalia-660x330.jpg

Dunque, è giusto chiedere a chi non è per niente soggetto ad integrazione, a chi non è preso in considerazione, di essere parte integrante dell’Italia? Che paese è quello che concede male e poi non capisce neanche quello che dà? L’Italia del fallimento. L’Italia del finto buonismo condito di vittimismo e politically correct. Il paese che nasconde la testa sotto la terra piuttosto che farsi un esame di coscienza per comprendere e risolvere ciò che non funziona. Un paese malato di un falso altruismo improntato su un modo di vedere lontano dalla realtà. Avanti Italia, rimettiamoci in sesto. Riprendiamoci le nostre idee, il nostro amor proprio e finiamola di combatterci l’un l’altro. L’Italia è una, ed unica. Ed è ora di iniziare a viverla con consapevolezza.

Data:

14 Aprile 2015