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Sea Watch, Conte-Di Maio: “Accogliamo donne e bambini”

Sea Watch, Conte-Di Maio: “Accogliamo donne e bambini”

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Agita il governo la vicenda delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye che si trovano a poche centinaia di metri dalla costa maltese. Da fonti di Palazzo Chigi si apprende che c’è stata una telefonata tra il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per contattare Malta e far sbarcare mamme e bambini a bordo delle due navi, segnalando la disponibilità dell’Italia ad accoglierli. Una posizione diversa è stata espressa invece su Facebook dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Possiamo inviare a bordo medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Meno partenze, meno morti. Io non cambio idea“, ha scritto il vicepremier leghista.

Da fonti della Lega si apprende poi che Salvini ha parlato con Di Maio. Da parte del titolare del Viminale, si spiega, non c’è alcuna irritazione ma “semplicemente” la volontà di “risolvere problemi“. Le stesse fonti assicurano che Salvini “è assolutamente sereno” e che i rapporti con Conte e con gli altri ministri M5S “sono ottimi”. Non esiste quindi nessun caso.

Nel post su Facebook Salvini ha sottolineato: “Una nave tedesca e una nave olandese, in acque maltesi. Ma ad accogliere dovrebbe essere ancora una volta l’Italia. La nostra Italia che ha già accolto quasi un milione di persone negli ultimi anni, la nostra Italia dove più di un milione di bambini vive in condizioni di povertà assoluta”. “Il traffico di esseri umani – ha aggiunto – va fermato: chi scappa dalla guerra arriva in Italia in aereo, come già fanno in tanti, non con i barconi”.

Di Maio invece, sempre su Facebook, ha scritto riassumendo la situazione: “Due navi ai confini dell’Europa. Ancora una volta solo l’Italia viene chiamata in causa. Malta non fa attraccare le imbarcazioni nonostante siano nelle loro acque territoriali a un miglio dalla costa. Tutta l’Europa se ne frega. Non possiamo continuare a cedere a questo ricatto – ha osservato – Ma per me nessun bambino con la sua mamma può continuare a stare in mare ostaggio dell’egoismo di tutti gli Stati europei”. “Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia – si legge nel post – Li accoglieremo. Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanità all’Europa intera”. “Poi ci mettiamo al telefono con ognuno dei capi di stato europei e li costringiamo a rispettare le quote previste per ogni Paese. Questa Europa così non va, la cambieremo con le prossime elezioni europee. Ma i bambini non possono pagare il prezzo di un’Europa che si gira dall’altra parte per non vedere“, ha concluso il vicepremier.

SEA WATCH CHIEDE AIUTO – Intanto Philip Hahn, capo missione di Sea Watch 3, attraverso un messaggio diffuso dall’Adnkronos ha lanciato l’allarme e ha fatto appello alla Ue affinché riesca a “dare a queste persone un posto sicuro in cui stare”. La situazione a bordo “sta peggiorando sempre più”. Le 32 persone sulla nave, in cerca di un porto da ormai due settimane, “stanno aspettando di poter sbarcare a terra. Lo spazio in cui si trovano a convivere – sottolinea Hahn – è molto ristretto perché le condizioni climatiche non sono favorevoli e quindi devono raggrupparsi in piccoli ambienti. Devono dormire per terra, senza alcun materasso, ci sono problemi igienici. Abbiamo scorte di cibo solo per un tempo molto ristretto. Attendiamo disperatamente che l’Unione europea riesca a pianificare il loro ricollocamento in diversi Paesi europei e a dare a queste persone un posto sicuro in cui stare”.

Fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riferiscono che “le navi Sea Watch 3 e Professor Albrecht Penck si trovano a poche centinaia di metri dalla costa maltese, in acque territoriali (non Sar) de La Valletta” e che “tutti i migranti stanno ricevendo viveri e ogni forma di assistenza, trovandosi a pochissima distanza proprio dal porto de La Valletta”.

MIGRANTE SI GETTA IN MARE – Sea Watch oggi ha reso noto in un tweet che “uno dei 32 naufraghi a bordo di #SeaWatch si è gettato in acqua cercando di raggiungere Malta”. “Per giorni hanno guardato la costa europea senza poterla raggiungere. In mare da 2 settimane e con alle spalle mesi di detenzione nelle prigioni libiche – denuncia la Ong – Hanno bisogno di un porto, ora”.

In un briefing a Bruxelles, la portavoce dell’esecutivo Ue, Mina Andreeva, ha detto che “la Commissione europea continua i suoi intensi contatti con alcuni Paesi membri che sono disposti a trovare una soluzione” per permettere che siano sbarcati “rapidamente” i migranti a bordo della Sea Watch 3 e della Sea Eye. Andreeva ha ricordato che il commissario per le Migrazioni, Dimitri Avramopoulos, “ha telefonato ad alcuni Paesi membri per dare sostegno e per contribuire a questo sforzo per lo sbarco al più presto e in sicurezza” delle 49 persone a bordo delle due imbarcazioni. “Ci sono alcuni Paesi – ha sottolineato ancora la portavoce – che hanno espresso disponibilità a contribuire a questo sforzo congiunto e a sostenere Malta, ma contatti sono in corso e in questa fase non ci sarà alcun annuncio fino a che non lo faranno i Paesi membri”. Nei giorni scorsi hanno dato la loro disponibilità ad accogliere alcuni dei migranti Germania, Francia e Olanda.

Di Maio richiama all’ordine: “M5S è pro decreto sicurezza”

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M5S si divide sull’applicazione del decreto sicurezza dopo le forti polemiche sollevate da alcuni sindaci. Ma Luigi Di Maio subito interviene per ricordare e ribadire qual è la linea del Movimento. Matteo Mantero, parlamentare vicino al presidente della Camera, Roberto Fico, lancia un vero e proprio affondo via Facebook nei confronti del provvedimento fortemente voluto dalla Lega: ’’Ecco quello che si ottiene emanando un decreto incostituzionale e stupido, a solo scopo propagandistico, che auspicabilmente sarà smontato dalla Consulta: creare illegalità dove non c’era, ridurre l’integrazione peggiorando le condizioni di vita di italiani e stranieri, far fare bella figura ai sindaci del Pd che hanno contribuito a creare il falso problema dell’immigrazione e ora passano per i paladini dell’integrazione. Filotto insomma…”. “La prossima volta – avverte Mantero nel post – proviamo ad ascoltare i nostri sindaci, come quelli di Roma e Torino ad esempio, che avevano esposto in maniera chiara e non strumentale come stanno facendo Orlando & C. le problematiche che avrebbe causato questo decreto”.

Ma il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, da Alleghe avverte: “Se c’è qualche membro della maggioranza a disagio” sul decreto sicurezza “si deve ricordare che fa parte di una maggioranza che quel decreto lo ha votato, di un governo che lo sta applicando, che lo sosteniamo e che chi prende parte in questo momento a questa boutade prende parte a una boutade politica per far sentire un po’ di sinistra chi con la sinistra non ha più nulla a che fare”. Di Maio si rivolge anche ai sindaci “che dicono ’apriamo i porti’”. “Non hanno nessuna autorità per legge di aprire o chiudere un porto – sottolinea il vicepremier – Questo dimostra che tutte queste dichiarazioni fanno parte di una grande occasione per fare un po’ di campagna elettorale e chiedere un po’ di voti”.

Poi, a chi gli chiede se Matteo Salvini fosse contrario all’incontro con l’Anci su cui si è detto disponibile il premier Giuseppe Conte, Di Maio replica di non avere notizie “che alcun componente governo si stia opponendo a incontro”. “Conte incontrerà l’Anci che tiene dentro comuni che sono a favore del dl sicurezza, tra cui i sindaci M5S, e anche alcuni sindaci, che sono quelli che state contando in questi giorni, che non vogliono applicare il dl sicurezza. L’Anci – sottolinea – rappresenta una stragrande maggioranza di sindaci che sono a favore del decreto”.

Matteo Salvini torna sulle polemiche e dice che “molti sindaci non hanno letto il decreto sicurezza“. “C’è qualche sindaco incapace che si inventa polemiche che non esistono, si preoccupano di presunti diritti di finti profughi. Io faccio l’interesse di italiani e profughi veri” scandisce parlando in piazza a Chieti. E a chi gli chiede se ci sono dissidi con il premier Conte, dopo lo scontro con i sindaci che si sono schierati contro il decreto sicurezza, il vicepremier risponde: “Conte? Vado d’amore e d’accordo con lui”.

Intanto a Palermo centinaia di persone hanno partecipato al presidio contro il dl sicurezza davanti a Palazzo delle Aquile, sede del Comune. Presenti rappresentanti di associazioni, come Libera e ARCI, di sindacati, di Legambiente. C’era anche il segretario regionale del Pd Davide Faraone con alcuni esponenti del partito, ma senza bandiere di partito. “Lo abbiamo deciso per rispetto di chi ha voluto organizzare questo sit in”, ha spiegato Faraone. Il sindaco Leoluca Orlando, che è andato a salutare i cittadini, è stato accolto al grido di “Luca, Luca”.

Scontro Salvini-sindaci, cosa dicono i sondaggisti

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Il muro contro muro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e i sindaci ’ribelli’ non dovrebbe cambiare le convinzioni politiche degli italiani. E’ questa la valutazione dei sondaggisti, a cui l’AdnKronos ha chiesto quanto possa pesare, in termini elettorali, lo scontro sul decreto sicurezza, al centro del dibattito politico di inizio d’anno.

Per Renato Mannheimer, Maurizio Pessato e Nicola Piepoli si può dire, almeno in questa prima fase, che da una parte non sembra crescere il consenso per la linea dura del titolare del Viminale; d’altro canto, però, la campagna dei primi cittadini non porterà a ridimensionare il seguito popolare nei confronti del leader della Lega. Una partita che quindi, dopo il primo tempo, resta per ora in pareggio. In attesa di sviluppi che potrebbero orientare diversamente l’opinione pubblica.

“Almeno fino a quando non si capirà meglio quello che succederà nel Paese, a seguito delle nuove norme del decreto Salvini”, sottolinea Piepoli. Mannheimer parla, inoltre, “di un rafforzamento delle convinzioni di chi è favore – e lo era già prima – del ministro Salvini e di chi lo contrastava” che ora si sente rappresentato dai sindaci guidati da Leoluca Orlando. “Si determinano meglio i campi di appartenenza, nulla di più, per ora”, sottolinea il fondatore di Ispo.

Piepoli aggiunge come “la gente percepisce questo scontro come una normale scaramuccia, che non cambia nulla: le quote di consenso, nei rispettivi campi, sono fisse. Perché aveva ragione Andreotti ’il potere logora chi non ce l’ha’ e sia Salvini che i sindaci hanno potere, quindi è uno scontro senza né vinti, né vincitori”. “La gente si aspetta parole sui veri problemi del Paese: con i sindaci che parlano di quelli delle città e chi è al governo di quelli dello Stato”, conclude il sondaggista alla guida dell’omonimo istituto.

Per Pessato “da una parte c’è chi pensa che la legge rende più grave il problema dei flussi e chi il contrario, bisognerà vedere quello che succederà”. “La novità – secondo il sondaggista di Swg – è che finora la partita si era giocata solo in una metà campo, quella dell’emergenza, degli sbarchi, ora si allarga il campo, si riapre il discorso di come affrontare il fenomeno della migrazione in termini non più emergenziali”.

“I sindaci – conclude -, con la loro posizione decisa, potrebbero contribuire ad aprire un fronte più ampio di contrasto, riaprendo il discorso di come affrontare il tema dell’immigrazione, che ora anche l’opinione pubblica non valuta più solo in termini di emergenza”.

Grillo: “Invitato a Oxford”

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“Il 14 gennaio terrò uno speech all’Oxford Union, l’istituzione dell’Università di Oxford che ha un’antica tradizione nell’ospitare personaggi e celebrità internazionali (Albert Einstein, Stephen Hawking, Ronald Reagan, Richard Nixon, Carter, Winston Churchill, Dalai Lama, Malcolm X, fino a Michael Jackson, Martin Scorsese, Elton John etc…). Ho ricevuto l’invito ufficiale il mese scorso e devo dire che hanno insistito un po’ per avermi“. Ad annunciarlo sul suo blog Beppe Grillo.

“Dopo Einstein, Stephen Hawking e le menti più eccellenti del pianeta, erano stanchi -aggiunge- dei soliti ’cervelloni’, cercavano qualcosa di ancora più Elevato. Avrei potuto dire di no, come fece il filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche, ma ho preferito esserci….ecce homo! Harold Macmillan (ex Primo ministro inglese) ha definito l’Oxford Union come ’l’ultimo baluardo della libertà di parola nel mondo occidentale’”.

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4 Gennaio 2019