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Sentenza storica in Italia

Un primo passo avanti nel riconoscimento dei diritti degli animali ha la paternità del tribunale di Foggia. Condannato a sei mesi di reclusione l’operatore ecologico che volontariamente rincorse e uccise Spillo. La vicenda risale a tre anni fa.

In località San Severo, nel luglio 2014, un operatore ecologico a bordo del furgoncino della ditta dei rifiuti del Comune, centra, in piena velocità, un cane che tentava di mettersi in salvo. Dopo l’investimento l’uomo fugge. Spillo, che aspettava il suo padrone allontanatosi per pochi istanti, sarà soccorso invano da un automobilista sopraggiunto sul posto. Morirà dopo pochi istanti nelle braccia del suo padrone. Attraverso i filmati delle telecamere di un esercizio commerciale adiacente è stato possibile ricostruire l’intera vicenda e risalire all’identità del responsabile del crudele gesto.

cms_7586/2.jpgGrazie all’assistenza dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) a cui il proprietario di Spillo si è rivolto, è arrivata la sentenza che la costituzione di parte civile attendeva. Il condannato, oltre alla pena detentiva, dovrà rimborsare le spese legali e risarcire la parte civile OIPA. L’avvocato Claudia Taccani, responsabile dello sportello legale OIPA, ha così commentato la sentenza ai media: “Il caso Spillo rappresenta un caso senza precedenti in Italia, siamo riusciti a dimostrare, questa volta in Tribunale, che l’investimento è avvenuto volontariamente. Questo è un caso importantissimo e raro da un punto di vista legale. La condanna, anche se di primo grado, è infatti per uccisione di animale e non per violazione del Codice della strada, quindi c’è il riconoscimento di una responsabilità penale.”

cms_7586/3.jpg“Una grande vittoria, ottenuta grazie al lavoro di squadra del team dello Sportello Legale OIPA e degli angeli blu dell’OIPA Foggia, che vede riconosciuta la gravità della condotta di un uomo che ha volutamente causato la morte di un essere vivente” scrive su Facebook l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

L’esercizio della pena, con la conseguente condanna, è l’unico vero atto d’amore che la giustizia umana può riconoscere ad esseri indifesi e barbaramente maltrattati. Per tutti gli “Angelo” ostaggi e vittime della stupidità umana una preghiera a non spegnere mai i riflettori su una pagina indegna della storia umana.

Data:

29 Ottobre 2017