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Sfida Macron-Le Pen, i programmi a confronto

cms_6195/macron_lepen_afp.jpgAncora poche ore e la Francia avrà il suo nuovo presidente. La sfida al secondo turno tra il candidato di ’En Marche!’ Emmanuel Macron e la rivale del ’Front National’ Marine Le Pen si conclude domenica sera, dopo 14 giorni passati tra le persone e nei dibattiti in televisione, ognuno con la propria idea di Francia.

Ma di cosa è fatta, questa idea? “Dal primo giorno – si legge sul programma di Macron – la ragion d’essere di ’En Marche’ è riunire tutta la buona volontà attorno a un’ambizione positiva per il nostro Paese” per ottenere “un obiettivo alla fine dei prossimi cinque anni: che ognuno possa controllare il suo destino e che tutti vivano insieme meglio”.

Per Marine Le Pen, invece, il progetto presidenziale si compone di 144 impegni per la Francia suddivisi per ’capitoli’ (leggi qui): da ’Une France libre’ (ovvero, libera) a una più sicura (II), prospera (III), giusta (IV), fiera (V), potente (VI) e stabile (VII). Insomma, dall’Europa all’economia e al lavoro, passando per la sicurezza e l’immigrazione, ecco i temi centrali dei due programmi che si sfidano per l’Eliseo.

EUROPA

MACRON – “L’Unione europea resta la migliore garanzia per la pace nel Continente”, si legge nelle pagine del suo programma. Il leader di ’En Marche’ vorrebbe creare un ministro dell’Economia europeo per armonizzare le politiche fiscali dell’Unione e realizzare una stretta sugli accordi fiscali tra singoli Stati e grandi corporation.

LE PEN – La leader ’Fn’ vorrebbe rinegoziare i trattati europei per arrivare all’Europa delle Nazioni, prima di convocare un referendum sulla permanenza della Francia nell’Ue. Inoltre, promette l’uscita della Francia dall’euro ipotizzando il ritorno al franco e la possibilità, solo per le grandi imprese, di avere una moneta europea, sul modello del vecchio Ecu.

FRONTIERE

MACRON – Ritiene che le frontiere Schengen siano sufficienti, ma vorrebbe rinforzare il personale di controllo delle frontiere europee: “La libera circolazione delle persone tra i Paesi de l’Unione europea è oggi una realtà che ha vantaggi innegabili dal punto di vista economico ma anche culturale”.

LE PEN – Sul piano della lotta all’immigrazione, la leader dell’estrema destra francese propugna l’uscita dal sistema di Schengen. Le Pen chiede che gli ingressi degli immigrati siano contingentati, non superando la cifra di 10mila all’anno, e che sia limitato l’accesso dei migranti ai servizi pubblici.

SICUREZZA

MACRON – Propone la creazione di centri chiusi di piccole dimensioni in cui confinare le persone radicalizzate. Propone inoltre il reclutamento in cinque anni di 10mila tra poliziotti e gendarmi e un investimento sulle carceri, con la creazione di 15mila posti. “Diminuiremo la burocrazia e torneremo al cuore del mestiere di poliziotto per avere più presenza sul territorio”, dice nel suo programma.

LE PEN – Vuole altri 15mila poliziotti e gendarmi, oltre a seimila agenti di frontiera in più. E al punto 13 del capitolo II del suo programma si legge: “Riarmare massicciamente le forze dell’ordine”. Oltre all’aumento di personale, infatti, chiede una “modernizzazione di equipaggiamento, commissariati e caserme, adattando gli armamenti in dotazione alle nuove minacce”. Poi la chiusura di tutte le moschee islamiste in Francia e l’espulsione immediata degli stranieri indicati con la lettera ’S’, radicalizzati considerati una minaccia alla sicurezza dello stato.

LAVORO

MACRON – Riduzione della spesa pubblica di 60 miliardi di euro, soprattutto nella sanità e con i sussidi alla disoccupazione, per investirne 50 in progetti mirati per la formazione professionale con un occhio particolare per le energie verdi. E poi riduzione delle tasse sulle imprese dal 33 al 25%, taglio delle tasse sulla casa per 10 miliardi e prelievo del 30% sui reddito da capitale. A cui si aggiunge una riduzione dei contributi previdenziali da parte dei datori di lavoro.

LE PEN – Nazionalismo economico e lavoro ai francesi sono il cuore del manifesto della candidata del ’Front National’ che promette sostegni alle industrie francesi e tasse extra per chi impiega lavoratori stranieri. Poi snellimento della burocrazia, riduzione delle tasse e spese previdenziali per le piccole imprese. Senza dimenticare la volontà di abrogare la riforma del lavoro del governo socialista.

DIRITTO DI CITTADINANZA

Chi nasce in Francia da genitori stranieri oggi diventa automaticamente cittadino francese a 18 anni e se vive nel Paese da almeno cinque.

MACRON – Vuole mantenere com’è il diritto di cittadinanza.

LE PEN – Vuole sopprimere l’automatismo e permettere “l’acquisizione della nazionalità francese solo per filiazione o naturalizzazione e a condizioni molto restrittive”.

Guardia Costiera Libia: “Ong responsabili aumento flusso migranti

cms_6195/migranti_barcone_afp.jpgLe organizzazioni non governative fanno credere ai migranti in Libia che verranno comunque soccorsi e questo li spinge a imbarcarsi aggravando la crisi. E’ questa l’accusa alle Ong formulata dal capo della Guardia Costiera libica per la regione centrale, Rida Aysa, che nel corso di un’intervista esclusiva ad Aki-AdnKronos International parla di “centinaia di migliaia di migranti clandestini” pronti a imbarcarsi per l’Europa, anche se “non esistono cifre precise. La maggior parte di questi migranti proviene dai Paesi dell’Africa orientale e occidentale, come Eritrea e Somalia”.Aysa esprime poi “irritazione” nei confronti di queste Ong affermando che “le organizzazioni presenti nel Mar Mediterraneo con la missione di salvare i migranti hanno dato loro ad intendere che saranno inevitabilmente soccorsi e questo ha aggravato la crisi, aumentando il numero di migranti”. Il funzionario libico spiega quindi che “abbiamo comunicato tutto questo sia all’Ue, sia ai comandanti dell’Operazione Sophia, che hanno manifestato irritazione verso queste organizzazioni, ma finora non hanno preso alcuna misura al riguardo”.Il militare aggiunge che “la Guardia Costiera libica ha fermato alcuni gommoni all’interno delle acque territoriali libiche, per poi imbattersi in alcune organizzazioni umanitarie che si sono lamentate del fatto che quei gommoni appartenevano a loro, benché non l’avessero comunicato alla Guardia Costiera, violando così le acque territoriali libiche”.Aysa ricorda l’episodio di un “gommone tedesco fermato a nord di al-Zawiyah (30 chilometri a ovest di Tripoli, ndr) che poi si è rivelato di proprietà di un’organizzazione umanitaria chiamata ’Sea Watch’”, oppure del caso di “una nave allontanata con alcuni colpi di avvertimento per aver violato le acque territoriali libiche. Dopo essere saliti a bordo e averla ispezionata – prosegue Aysa – è emerso che apparteneva a ’Medici senza Frontiere’”.Quanto alle accuse rivolte alla Guardia Costiera libica di aver attaccato le navi delle Ong, Aysa risponde che “tali imbarcazioni entrano in acque territoriali libiche senza avvisare la Guardia Costiera, che è l’organo preposto ad autorizzare questo e di conseguenza è logico rispondere per proteggere le nostre acque e le nostre coste”.

“Quando le navi delle organizzazioni si fermano a 12 miglia dalla costa libica, in una zona visibile dalla costa, le loro luci notturne segnalano ai trafficanti che possono iniziare a imbarcare i migranti e questa è una delle cause delle ondate migratorie cui si assiste periodicamente”, conclude Aysa.

“Cristiani, militari e poliziotti”, Is mette obiettivi nel mirino

cms_6195/jihadisti_isis.jpgUn leader del sedicente Staro Islamico (Is) in Egitto ha avvertito i musulmani dallo stare lontano dalle riunione di cristiani, oltre che da sedi governative, militari o della polizia, affermando che si tratta di ’’obiettivi legittimi’’ da colpire’’. E’ quanto scrive il settimanale Al Naba evitando di fare il nome del leader jihadista. La domenica delle Palme un duplice attentato kamikze sferrato dall’Is contro le chiese di Alessandria e Tanta hanno causato la morte di almeno 45 persone.

’’Vi avvertiamo di stare lontani dalle riunioni dei cristiani, così come dai raduni dell’esercito e della polizia, e dalle aree dove ci sono strutture politiche di governo’’, ha detto il leader dell’Is nell’intervista anonima rilasciata ad Al Naba.

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6 Maggio 2017