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SIGNORE SIGNORI, DI LIBERTA’ FEMMINILE SI PARLA

Ennesimo tentato femminicidio a Messina. Che dire, si tratta ormai di notizie all’ordine del giorno. Giovane ragazza bruciata viva dall’ex. Lei 22 anni, lui 24. Non parliamo di pazzia o di amore, per carità. Queste sono semplici illusioni utilizzate per spiegare qualsiasi atto di violenza nei confronti di una donna. Donne senza velo, squarciate dal velo invisibile dell’ipocrisia. Anno 2017 e una “femmina” deve guardarsi sempre le spalle. Non solo quando esce di casa ma – secondo le statistiche – soprattutto dentro le mura domestiche. Attenzione donne a chi scegliete di frequentare. Colpa vostra, no? Le persone spesso pensano che sia il vostro modo di fare ad attirare le attenzioni sbagliate. Uomini che di fronte alla vostra imperante sfacciataggine non sanno come reagire, se non con la forza. Questo è solitamente quel che dicono per giustificare qualsiasi atto di violenza contro una donna. In fondo le donne se la cercano: “chi t’ha detto di uscire con quella minigonna? T’ha imposto qualcuno di frequentare quella persona? E’ un mondo di lupi, sei facilmente raggirabile con quel faccino d’angelo oppure esageratamente sfacciata con quel vestito scollato. Insomma non sei mai abbastanza sveglia mia cara!”. Certo signore e signori, fosse così facile distinguere il buono dal giusto, mica ci ritroveremmo qui a parlarne. Il fatto è che le donne hanno, per fortuna, il coraggio di lasciare gli uomini sbagliati. Mica pensano che questi reagiscono con fuoco e benzina. Se li ritrovano davanti una bella mattina con una tanica
in una mano e un accendino nell’altra.

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L’unica cosa che riecheggia nella loro testa è il motto di un mondo arcaico lontano: “se non è mia, non può essere di nessuno!”. Ah sì? Da quando le donne costituiscono proprietà privata? Forse è il caso di elaborare pure una legge che distingua il possesso dalla proprietà di una donna. Giusto per essere chiari nei termini e nell’esecuzione. Che poi nella maggior parte dei casi siano le stesse vittime ad accusarsi è paradossale. Addirittura vengono utilizzate parole alquanto sgradevoli per definire un altro essere umano. Di cagna ne son piene le bocche. Effettivamente in tal caso, invidia e gelosia si mordono in maniera infantile tra di loro. Ci vuole un taglio netto alla cultura dell’ignoranza. Il punto è che una donna deve decidere sin dalla nascita di essere esattamente quello che vuole. Se parliamo di libertà, allora questa giovane aveva il sacrosanto diritto di lasciare quel ragazzo – le motivazioni di lei non sono affar nostro e nemmeno discutibili, ognuno decide per sé come meglio crede! – senza ritrovarsi fiamme e fuoco addosso. Ricapitolando: le donne sono esseri umani, non costituiscono proprietà privata e/o possesso e devono esser dotate di libertà di scelta fin da quando vengono alla luce. Solo partendo da queste premesse è possibile costruire un mondo all’altezza di tutti. Un pianeta fatto di donne libere è un mondo felice.

Data:

10 Gennaio 2017