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Sindrome da rientro?

Vi è mai capitato di tornare da una vacanza totalmente rigenerati e pronti per una ripartenza sprint al lavoro? Secondo le statistiche, se avete risposto di sì alla domanda siete fortunati. Una persona su due, infatti, al rientro dalle vacanze lamenta irritabilità, confusione, spossatezza, difficoltà di concentrazione, dolori muscolari e una sgradevole sensazione di malinconia. Per i bambini, il ritorno a scuola coincide con strani mal di pancia, insonnia e stomaco chiuso, ma soprattutto con uno stato di irritabilità di fondo. La situazione, nella maggior parte dei casi, si risolve in quattro-cinque giorni, ma la durata del malessere è comprensibilmente legata a una risposta soggettiva. Il prof. Claudio Mencacci, psichiatra all’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, traccia le linee guida che, se rispettate, possono metterci al riparo da complicazioni.

  1. Il primo consiglio, fondamentale per consentirci un rientro “morbido”, consiste nel cercare di riprendere in una condizione di gradualità: per esempio, tornare al lavoro di giovedì ci consentirà di usufruire dell’imminente fine settimana per affrancarci dallo stress dei primi giorni.
  2. Ristabilire i ritmi del sonno e ridare un ordine ai pasti: in vacanza viviamo liberi da condizionamenti di orario, in una condizione analogica molto flessibile. Al rientro si è invece costretti a seguire un sistema “digitale”, che impone il rispetto di tempi e scadenze precise. Per superare questo scarto, mente e corpo hanno bisogno di adattarsi.
  3. Affrontare il lavoro facendo una lista di priorità è necessario per fare ordine e schiarirci le idee. Gli arretrati vanno smaltiti un po’ per volta, meglio quindi occuparsi delle mail accumulate per non più di un’ora al giorno.
  4. Il terzo è quello che preferisco: mai mettersi a dieta al rientro da una vacanza! Vale sempre la perentoria regola di bere molto.
  5. Mettere in pratica il buon proposito di fare un po’ di attività fisica, abbinando al movimento una sana alimentazione, lontana dalle trasgressioni vacanziere, nell’obiettivo di ottimizzare l’esercizio fisico.
  6. Conservare un gradevole ricordo, una piccola testimonianza, un piatto tipico da provare subito, qualche contatto con persone conosciute in vacanza che possa dare nuovo vigore alla lista delle nostre conoscenze, ma senza esagerare.
  7. Programmare le prossime vacanze.
  8. Prendersi cura dell’organismo conalimenti ricchi di vitamine, come frutta e verdura, servirà a riequilibrare l’organismo e a depurarlo con un’energica azione antiossidante.

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“L’estateè solo in apparenza una stagione di relax. In realtà, da giugno a settembre registriamo un netto aumento delle prescrizioni di ansiolitici e antidepressivi. Si tratta, infatti, dei mesi più ‘caldi’ per alcuni disturbi mentali”. Così il Prof. Mencacci riferisce ai microfoni dell’Adnkronos salute. La conferma arriva dai dati forniti dall’Agenzia italiana del farmaco sulle benzodiazepine, psicofarmaci dalle proprietà sedative, ipnotiche e ansiolitiche: le vendite di questi medicinali registrano dei picchi a gennaio, giugno e settembre. “L’estate – continua il professore – è un momento critico per la psiche, in particolare per quanto riguarda l’ansia e il sonno. Ecco perché si consumano in quantità superiori alla media benzodiazepine, antidepressivi e ansiolitici per dormire. Rivoluzionare le proprie abitudini può destabilizzare e scatenare l’ansia, come testimoniato dall’aumento delle situazioni d’emergenza negli ospedali, ma anche da un maggior consumo di alcolici e sostanze stupefacenti. Il gran caldo, inoltre, incrementa in maniera significativa la frequenza di alcuni disturbi mentali. Insomma, – conclude il professore – il ritorno alla routine quotidiana e la fine del periodo estivo può, per qualcuno, rivelarsi tranquillizzante, in barba allo stress da rientro”. L’avreste mai detto?

Data:

13 Settembre 2017