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Social e cervello

Nelle nostre digressioni riguardo le nuove tecnologie e il loro impatto sulle nostre vite, ne avevamo già fatto cenno. Ora però sembra che il problema venga fuori con tutta la sua violenza e il suo carico di emergenza sociale. L’utilizzo ormai diffuso a livello planetario di internet e dei social network sta cambiando il nostro cervello. Se è vero come è vero che l’inevitabile progresso tecnologico ci fa guadagnare delle competenze, è anche vero che esso limita alcune delle nostre facoltà. Lo hanno dimostrato delle ricerche condotte su delle persone che fanno uso di app, social e pc.

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L’uso eccessivo dei social potrebbe causare dei problemi al cervello. Non si tratta, si badi bene, del continuo controllo a tratti istintuale e compulsivo delle notifiche che ci arrivano di continuo su Facebook o del selfie quotidiani, ma del progredire della tecnologia in sé, la quale sta compromettendo alcune facoltà della nostra materia grigia. Secondo questi studi di livello accademico il nostro rapporto con i nuovi media e soprattutto la nostra tecno-dipendenza metterebbe in moto nel nostro cervello un meccanismo paranoico a causa del quale ogni volta che ci rechiamo in un posto siamo assaliti dalla preoccupazione se vi sarà o meno la connessione wi-fi.

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Ancora. La forte dipendenza dai manufatti tecnologici ci pongono in uno stato ansiogeno a causa del quale non riusciamo a staccarci da ansie legate alla durata, per esempio, della batteria del nostro cellulare una volta fuori casa. Le continue ricerche nel campo del rapporto (diabolico) tra noi e le tecnologie di comunicazione svelano un legame patologico tra l’uso dei dispositivi social e il nostro cervello, il quale sta correndo il serio rischio di trasformarsi in un organo sempre più legato alla Rete e sempre meno all’intelligenza razional-speculativa, ovvero starebbe diventando sempre più pigro, indolente e superficiale. Le piattaforme di condivisione diventano sempre più apparati a cui deleghiamo il compito di ricordare in nostra vece, finendo così per rendere meno spessa la nostra corteccia cerebrale. Quest’ultima, proprio come un atleta che non si allena in vista di una corsa, diventa sempre più stanca e fuori fase, con il risultato di compromettere le capacità di apprendere e ricordare.

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I social dunque ci cambiano il cervello e la struttura neuronale, operano ovvero in direzione di un resettaggio di quello che è ormai considerato un vecchio tipo di intelligenza e scrivono al suo posto delle nuove mappe sulle quali dobbiamo seguire strade costituite da più corsie per meglio rispondere a tempi sempre più veloci e rapidi. Non c’è tempo per pause e riflessioni profonde, oggi si è chiamati a risposte e pensieri che viaggiano alla velocità della luce, quasi istintivi e probabilmente tendenti sbagliare con maggior frequenza.

Data:

6 Giugno 2015