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SOCIAL GRATIS AL TRAMONTO:LA SVOLTA PAY-VIEW DI FACEBOOK

cms_32015/1.jpgSe ne parla orami da alcuni mesi e ora sembra che il traguardo si avvicini sempre più. Molte piattaforme hanno deciso di intraprendere la strada del pagamento di abbonamenti per poter utilizzare alcune funzioni, una mossa che sembra essere solo la porta d’ingresso verso una vera e propria abolizione soft del “tutto gratis” per poter essere iscritto a un social. Il tempo in cui ognuno poteva iscriversi a una piattaforma in modo gratuito (al netto dell’immenso e incalcolabile valore “commerciale” dei nostri dati) e dunque poter utilizzare tutti i servizi e le funzioni messe a disposizione, si avvia al tramonto. Erano tempi pioneristici in cui la concorrenza era ancora molto bassa e poco temibile, almeno per le grosse piattaforme, e in cui le pubblicità erano la fonte primaria dei ricavi, guadagni che l’incremento via via delle piattaforme presenti online ha portato a ridurre. La strada dei social a pagamento sembra dunque essere l’unica strada percorribile e molte aziende tech hanno intrapreso la via del pay-per-view. Meta, l’azienda di Menlo Park che controlla Facebook e Instagram, per esempio, propone già servizi “in abbonamento” come “Meta Verified”, un programma che offre agli utenti non solo la famosa spunta blu di riconoscimento, ma anche un aumento della visibilità e della reach (il numero delle persone che vedono i tuoi contenuti), al costo di 11,99 dollari al mese.

cms_32015/2_1696728075.jpgOltre a Meta però vi sono altre piattaforme che si sono indirizzate a forme di pagamento dei propri contenuti, tra esse X Premium, versione a pagamento di X (ex Twitter) che offre ai propri utenti funzionalità aggiuntive, come la possibilità di annullare i tweet e personalizzare l’interfaccia utente al costo di 11 euro per il mobile, ma anche Snapchat+, Reddit Premium e YouTube Premium. Piccoli o grandi che siano, tutti i social a pagamento offrono all’utente un’esperienza scevra dall’invadenza di post sponsorizzati e, rispetto al passato, c’è anche la novità che i ricavi per le aziende giungano non più dalla cessione dei dati degli utenti iscritti ma dagli abbonamenti sottoscritti, unica e sola modalità per evitare la profilazione. Tornando a Meta, almeno secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, sembra che stia pensando a introdurre una versione a pagamento senza pubblicità di Facebook e Instagram che costerebbe 13 euro per l’abbonamento da smartphone. Instagram e Facebook rimarrebbero ancora gratuiti per chi è disposto a continuare a ricevere pubblicità e a cedere le proprie informazioni sull’utilizzo dei social, mentre per tutti gli altri sarebbero pronti dei piani tariffari diversi a seconda delle modalità di accesso: 10 euro per chi usa l’account dal computer, 13 euro per chi usa l’app sul cellulare.

cms_32015/3.jpgDietro la svolta dell’abbonamento c’è dell’altro: per godere appieno delle funzionalità del social, Zuckerberg ha pensato bene di aggirare le norme restrittive sul consenso e la privacy degli utenti, evitando così che ogni iscritto debba dare autorizzazioni specifiche con il rischio di perdere una mole spaventosa di dati, e quindi rendere meno efficace (e redditizia) la pubblicità. L’abbonamento invece bypassa il consenso specifico con la formula Premium, ovvero senza pubblicità. Il piano sul tavolo di Meta, battezzato SNA, Subscriction No Ads (abbonamento senza pubblicità) resta ancora da discutere con le autorità responsabili in materia di privacy e deve superare le prove di conformità dell’UE. C’è poi l’incognita più importante, ovvero se gli utenti riterranno opportuno sottoscrivere un abbonamento (costoso) per privarsi di inserti pubblicitari a cui, per la verità, ormai sono abituati. Se l’era dei social gratis sta terminando e le esigenze del mercato mutano alla velocità della luce, resta da capire quale sarà l’impatto sulle centinaia di milioni di utenti, solo in Europa, del maggiore sns del mondo, veri e propri artefici del successo o meno di una piattaforma.

Data:

8 Ottobre 2023