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SOGNO E POESIA

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La chitarra giace sul letto. Le corde riverse.

È da tempo che non la degno del mio sguardo.

Continuo ad osservarne la schiena di noce. Poi la lascio come sempre soffocare, nell’assenza di una vibrazione.

Al suo posto, da tempo, suonano le mie parole.

Anche se esse non riescono nel miracolo della polifonia.

Ogni sillaba necessita dell’altra, in un continuum temporale che giustizia il passato e invoca il futuro.

Ma sogno che, ritornando nel luogo dove la mia chitarra soffoca, essa è riuscita nel miracolo di voltarsi, offrendo la lucentezza delle sue corde.

Sennonché ora sono io a non avere più mani.

C’È SEMPRE UNA FOGLIA

c’è sempre una foglia che resta al buio

d’un ramo, la sua resistenza al nodo

del divenire, disinteressata

a dicerie di vimini alla brace;

il suo discolorare ha la sintassi

delle cose senza nome, del gracchio

della vita contro il ghiaccio, lo vedi?

su quella foglia orchestro la mia musica:

la nota-consonanza amore-morte

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4 Dicembre 2020