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Solo 4 donne italiane su 10 sono “economicamente indipendenti”

Un’accurata indagine condotta da BVA-Doxa per conto di eToro, piattaforma leader mondiale di social trading e brokeraggio multi-asset, ha svelato che solo 4 donne su 10 ritengono di aver raggiunto la totale e completa indipendenza economica desiderata. Da ormai molti anni, il dibattito sulla rovente tematica del “gender gap” è assolutamente centrale nel nostro Paese. In Italia, infatti, la disparità salariale registrata tra uomini e donne è pari a circa il 5%, un valore decisamente inferiore rispetto alla media europea. Apparentemente un dato positivo, pur tuttavia non rappresentativo della effettiva situazione di divario esistente tra i generi nel mondo del lavoro: il valore riportato, infatti, non tiene conto di tanti fattori determinati, quale il tasso occupazionale femminile, le diverse qualifiche professionali possedute e le specificità del settore pubblico e privato.

La ricerca eToro rivela che le donne italiane rappresentano meno della metà degli occupati complessivi del Paese, circa il 42,1%. Il tasso di attività femminile è pari al solo 56,2% contro il 75,1% maschile. L’Italia risulta seconda solo alla Grecia per il più basso tasso di occupazione femminile in Europa. La crisi scoppiata a causa della pandemia da Covid-19 non ha certamente contribuito a migliorare tale situazione, aggravandone i caratteri: da qui il comitato #datecivoce, che ha raccolto già 50.000 firme a favore di una legge che garantisca la parità di genere. Proprio durante l’emergenza coronavirus, uno studio Openpolis3 ha mostrato come soltanto il 20% degli incarichi più prestigiosi è affidato alle donne, perennemente in lotta con quell’incorruttibile soffitto di cristallo, attraverso il quale la donna è in grado di scrutare, ma senza mai la concreta possibilità di raggiungere il vertice. Al contrario, sembra che le donne conservino uno schiacciante primato per quanto concerne l’amministrazione dell’capitale familiare e dell’economia domestica: 66% femminile contro il 5% maschile.

Quando si parla, però, di investimenti, vi è un totale capovolgimento: il 65% delle donne intervistate dichiara di non averne mai fatto uno. Le poche che ci hanno provato (il restante 35%) hanno puntato su azioni e immobili, contro una bassissima percentuale che ha invece investito su gioielli e opere d’arte. La maggior parte degli investimenti “in rosa” si registra maggiormente in una precisa zona geografica (Nord-Est) e soprattutto nella fascia di età compresa tra i 45 e i 55 anni, e tra le occupate full-time. La figura più importante per quanto riguarda gli investimenti è il consulente di banca, a cui le investitrici tendono a rivolgersi prevalentemente. Le donne italiane si dichiarano disposte a cercare opportunità negli investimenti a patto di possedere una maggiore stabilità economica e una più profonda conoscenza finanziaria, la cui educazione ci si augura possa essere maggiormente promossa dalle stesse piattaforme di investimento.

Data:

19 Maggio 2020