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Sondaggio: Lega sempre in testa, M5S in rimonta

Sondaggio: Lega sempre in testa, M5S in rimonta

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Lega sempre al primo posto, ma in leggero calo, e M5S in crescita e – soprattutto – in recupero sul Pd. Questo uno dei dati nell’ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. A distanza di tre settimane dalla precedente rilevazione, gli orientamenti di voto registrati da Pagnoncelli fanno segnare una discreta stabilità: la Lega si conferma in testa con il 31,5% (-0,4%), seguita dal Pd (18,2%) che riduce il vantaggio sul M5S (17,7%, in crescita di 1,1%). Al quarto posto Fratelli d’Italia al 10,3%, che precede Forza Italia (7,4%) e Italia Viva, al 5,3%.Per quanto invece riguarda l’indice di gradimento del governo, oggi il 38% degli italiani esprime un giudizio positivo sull’esecutivo (+1% rispetto a fine novembre), mentre il 48% ne dà una valutazione negativa (in flessione di 4 punti). L’indice di gradimento sale quindi da 42 a 44. Il premier risulta il più apprezzato dell’esecutivo ottenendo il 41% di giudizi positivi (contro il 46% di negativi) e facendo registrare lo stesso indice del mese scorso (47).Anche questo mese, rileva ancora Pagnoncelli, il dato più significativo è costituto dalla crescita dell’area grigia rappresentata da astensionisti e indecisi, che raggiunge 42,3%. “Guardare alle percentuali dei partiti trascurando questo aspetto – spiega – produce un effetto ottico deformante, basti pensare che il 31,5% della Lega corrisponde a circa il 18% degli italiani, il 18,2% del Pd e il 17,7% del M5S a circa il 10%. Cionondimeno, molti pretendono di parlare ’a nome degli italiani’”.

Intercettazioni, le novità

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Controllo sulle intercettazioni non rilevanti da parte del pm e non più della polizia giudiziaria. Possibilità per gli avvocati difensori di esaminare per via telematica il materiale. Cade l’incriminazione per violazione di segreto per i giornalisti che pubblicano gli ascolti. Il decreto legge approvato in Consiglio dei ministri modifica la legge dell’ex ministro Andrea Orlando la cui entrata in vigore, già posticipata per tre volte, era prevista il prossimo 1 gennaio. Per le indagini in corso valgono le regole attualmente in vigore, le nuove si applicheranno a tutte le iscrizioni di notizia di reato posteriori al 29 febbraio 2020.Non sarà più la polizia giudiziaria ma il pubblico ministero a selezionare il materiale e decidere quello rilevante. ’’Il pubblico ministero – si legge nel decreto – dà indicazioni e vigila affinché nei verbali non siano riportate espressioni lesive della reputazione delle persone o quelle che riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge, salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini”. Il decreto prevede poi che gli avvocati difensori abbiano accesso alle intercettazioni depositate. “I difensori per via telematica hanno facoltà di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche”.Novità sono introdotte anche sull’uso dei trojan, i captatori informatici che potranno essere usati “per i delitti dei pubblici ufficiali o degli incaricati di pubblico servizio contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni”.Il decreto stabilisce poi che le intercettazioni siano depositate solo per via telematica e che l’archivio digitale telematico sia “tenuto sotto la direzione e la sorveglianza del Procuratore della Repubblica”. L’archivio “è gestito con modalità tali da assicurare la segretezza della documentazione relativa alle intercettazioni non necessarie per il procedimento, ed a quelle irrilevanti o di cui è vietata l’utilizzazione ovvero riguardanti categorie particolari di dati personali”. Il procuratore “impartisce, con particolare riguardo alle modalità di accesso, le prescrizioni necessarie a garantire la tutela del segreto su quanto custodito”.All’archivio “possono accedere, secondo quanto stabilito dal codice, il giudice che procede e i suoi ausiliari, il pubblico ministero e i suoi ausiliari, ivi compresi gli ufficiali di polizia giudiziaria delegati all’ascolto, i difensori delle parti, assistiti, se necessario, da un interprete. Ogni accesso è annotato in apposito registro, gestito con modalità informatiche; in esso sono indicate data, ora iniziale e finale, e gli atti specificamente consultati”. Nel caso di richiesta di copia da parte dei difensori “il rilascio è annotato in apposito registro, gestito con modalità informatiche; in esso sono indicate data e ora di rilascio e gli atti consegnati in copia”.

Congresso Lega, cosa prevede il nuovo statuto

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(Francesco Saita) – Il Congresso lampo della Lega Nord ha approvato per alzata di mano, all’unanimità, il nuovo statuto. Prende corpo così la strada tracciata da Matteo Salvini: passa la linea sovranista, Umberto Bossi resta presidente federale a vita e garante dell’unità, ma di fatto con poteri più limitati. Inoltre è previsto l’arrivo di un “commissario Federale con pieni poteri” in caso di dimissioni del segretario, che non vengono più gestite dal presidente.Ecco le principali novità dello statuto, al vaglio dei 500 delegati. Qui sotto i punti salienti del nuovo statuto.

Il PRESIDENTE – “Il socio Umberto Bossi – come si legge nel testo statutario, all’art.14 che sarà votato domani – è il padre fondatore della Lega Nord e viene nominato Presidente Federale a vita, salvo rinuncia”. “Il Presidente Federale è garante dell’unità della Lega Nord. È membro di diritto del Consiglio Federale e del Comitato Disciplinare e di Garanzia”.Per il fondatore della Lega Nord, decadono però alcune funzioni, rispetto allo statuto precedente, quello del 2015, dove si leggeva, tra l’altro, che Bossi “è garante dell’unità della Lega Nord e promuove, con ogni idoneo mezzo, l’identità padana in collegamento con il Parlamento della Padania e di intesa con il Consiglio Federale”, passaggio ora eliminato.Inoltre sparisce la norma che prevede che “in caso di impedimento o dimissioni del Segretario Federale, il Presidente Federale assume i poteri e le competenze del Consiglio Federale e convoca entro 120 (centoventi) giorni il Congresso Federale straordinario per il rinnovo degli organi elettivi”.

MAGGIORANZA FEDERALE PER SCIOGLIERE LEGA – Secondo quanto previsto dal nuovo art.7 dello statuto della Lega Nord, per scioglierla basterà ora la maggioranza assoluta dei membri del Consiglio Federale. L’articolo prevede che lo scioglimento o la trasformazione della Lega Nord “può essere deliberato dal Congresso Federale, ordinario o straordinario, con la maggioranza assoluta dei presenti”.Nel vecchio statuto, invece, era necessario che fossero favorevoli “la maggioranza dei quattro quinti dei presenti” al consiglio federale. Resta invece invariato il fatto che “in caso di scioglimento della Lega Nord, per qualunque causa, vi è obbligo di devolvere il patrimonio ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità”.

NUOVO SIMBOLO – Tra le novità, quelle sul simbolo, che resta Alberto Da Giussano, secondo l’iconografia tradizionale dei lumbard, ma che sarà possibile vedere in cima alle liste di altre formazioni, a cominciare dal partito di Salvini, la Lega per Salvini premier. Un simbolo storico che potrà essere concesso, come si legge all’art.3 del nuovo statuto – che l’AdnKronos ha preso in visione – “ai fini elettorali, in tutto o in parte, alle nazioni regolarmente costituite ai sensi del presente Statuto, nonché ad altri Movimenti politici le cui affinità con gli obiettivi di Lega Nord sono rimesse alla valutazione del Consiglio Federale”.Vale a dire che anche Lsp potrà adottare in toto Alberto Da Giussano, con la scritta ’Padania’ e ’Lega Nord’, modificando quello attuale che è costituito da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta ’Lega per Salvini Premier’ in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco.

QUOTE TESSERATI – I militanti della Lega Nord non saranno più tenuti a versare le quote associative alle sezioni territoriali. “Il socio – si legge nel nuovo articolo 27 – all’atto dell’iscrizione deve versare l’eventuale quota associativa fissata dal Consiglio Federale”.Nel vecchio statuto invece era previsto che “l’associato all’atto dell’iscrizione, e successivamente ogni anno, deve versare alla sezione territorialmente competente la quota associativa fissata annualmente dal consiglio federale”.

RIDOTTO ORGANIGRAMMA – Dimezzato l’organigramma del partito. Il nuovo statuto prevede ora solo il congresso federale, il consiglio federale, il presidente federale; il segretario Federale; il comitato amministrativo federale; il comitato disciplinare e di garanzia; la commissione statuto e regolamenti.Il vecchio art.8, invece, articolava la struttura ’prevedendo anche “l’organo federale di controllo sull’amministrazione; il responsabile federale organizzativo e del territorio; la segreteria politica federale; il responsabile dei regolamenti e del tesseramento; il responsabile del trattamento dei dati personali e il coordinamento federale del movimento giovani padani.

LEADER IN CARICA PER 5 ANNI – Il segretario della Lega Nord, come prevede il nuovo statuto, in approvazione al Congresso di sabato 21, resterà in carica 5 anni e non più solo 3. E’ quanto norma l’art.15 sul ’segretario federale’. Nel dettaglio, il leader del Carroccio “nomina e revoca fino a 3 (tre) suoi vice (di cui uno vicario) scegliendoli tra i Soci Ordinari Militanti con un’anzianità di militanza superiore a 10 (dieci) anni”.Ma nel nuovo statuto non trova più posto la ’segreteria politica federale’, organo collegiale, che vedeva al fianco del leader, il presidente federale (che resta però in organigramma), i vice segretari, il responsabile federale organizzativo e del territorio (cessato), il responsabile dell’ufficio legislativo federale, i presidenti dei Gruppi Parlamentari, il capodelegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo, i governatori Regionali e i capodelegazione in giunta”.Inoltre, il nuovo art. 15 prevede una netta diminuzione del mandato al segretario, la cui attività viene privata di alcune funzioni previste precedentemente, tra cui quella di riscuotere “i finanziamenti pubblici ed i rimborsi elettorali per la Lega Nord”. Inoltre ora il segretario non “esprime più un parere vincolante sulle candidature alle cariche elettive esterne”.”In caso di dimissioni, impedimento permanente o decesso del Segretario Federale, il Consiglio Federale nomina un Commissario Federale con pieni poteri – si legge ancora – . Il Congresso Federale straordinario deve tenersi entro 120 (centoventi) giorni dalla cessazione dalla carica del Segretario Federale oppure entro un termine diverso definito dal Consiglio Federale stesso”.Nel vecchio Statuto invece si parlava di un avvicendamento con “nomina a maggioranza semplice” di “un Segretario Federale pro tempore” che portava il partito al congresso.

Renzi: “Carfagna? Deciderà lei se unirsi a noi”

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“Mara Carfagna è una persona perbene. E come tale non va tirata per la giacchetta. Deciderà lei. Certo è che c’è uno spazio del 20% di persone che rifiutano quelli che un tempo si chiamavano gli opposti estremismi. Se Mara avrà voglia di unirsi a noi, bene. Noi in ogni caso andiamo avanti. I recenti sondaggi che ci vedono finalmente in ripresa dopo le polemiche delle scorse settimane ci incoraggiano in questa direzione”. Lo dice al ’Sole24Ore’ il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, alla domanda se Mara Carfagna – che ieri ha lanciato la sua nuova associazione, Voce Libera – possa essere un’interlocutrice nella costruzione di un fronte centrista

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22 Dicembre 2019