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Sondaggio:Calo Pd e M5S,cresce FdI.Lega resta il primo partito

Cresce Fratelli d’Italia, in calo PD e Movimento 5 Stelle. E’ il quadro delineato da un sondaggio sugli orientamenti di voto degli italiani effettuato da Swg per il Tg La7. La Lega resta il primo partito con il 26,3%. Il Partito Democratico al 19,6% e il M5S al 15,3% perdono lo -0,4% ciascuno, mentre alle loro spalle sale FdI. Il partito di Giorgia Meloni è al 14,5%, +0,5% rispetto alla scorsa settimana. In risalita anche Forza Italia con il 6,3% (+0,4), seguito da Sinistra Italiana (3,7%, -0,1), Italia Viva (3,2, +0,3) e Azione (3,1, -0,1).

Elezioni, da Cdm ok referendum e suppletive il 20 e 21 settembre

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la data del referendum su taglio dei parlamentari e delle elezioni suppletive per il Parlamento. Si terranno il 20 e il 21 settembre.

Autostrade, c’è l’accordo: si allontana revoca

Un Cdm che è durato oltre sei ore durante il quale, a margine della riunione, si è svolta una durissima trattativa tra il governo e i Benetton sul dossier Aspi. Alla fine, spiegano fonti della maggioranza all’Adnkronos, l’accordo è stato raggiunto. I Benetton, spiegano le stesse fonti, “hanno accettato le condizioni”. E’ atteso un comunicato ufficiale.

Lo schema sul quale si è trovata l’intesa è questo: Cdp entra nel capitale, Autostrade diventa di fatto una public company, e i Benetton progressivamente usciranno. “Restano all’inizio con un 10-12% e poi escono definitivamente nel giro di qualche mese”. Se l’accordo raggiunto nella notte non dovesse essere rispettato dai Benetton “la revoca è sempre sul tavolo”. Ma, si spiega, l’accordo è stato “firmato con una loro nota, dovrebbero ovviamente rispettarlo”.

“Buon passo nel confronto”, ha detto la ministra Teresa Bellanova, capodelegazione Iv, all’Adnkronos.

A quanto apprende l’Adnkronos il governo ha dato mandato a Cassa depositi e prestiti di avviare il negoziato per entrare nell’assetto azionario di Aspi, di cui Cdp diventerà socio di maggioranza entro e non oltre il 27 luglio. Tempi strettissimi, dunque, per iniziare a disegnare e definire la ’diluizione’ delle quote di Benetton in Autostrade per l’Italia. “A Cdp diamo un mandato – spiega all’Adnkronos una fonte di governo di primo piano – per definire il percorso di uscita dei Benetton”.

Mandato anche ai “ministeri dell’Economia e dei Trasporti per concludere una transazione” sul dossier Aspi “riportando la concessione in equilibrio giuridico ed economico”. Il risarcimento per la vicenda del ponte Morandi resta, come definito nella proposta della scorsa settimana, di 3,4 miliardi di euro.

Authority, eletti membri Agcom e Garante Privacy

L’aula della Camera ha eletto Antonello Giacomelli con 211 voti e Enrico Mandelli con 202 voti componenti dell’Agcom. Emilio Carelli ha ottenuto 42 voti. L’aula ha eletto anche Guido Scorza con 237 voti e Ginevra Cerrina Feroni con 209 voti componenti del Garante per la Privacy. In precedenza l’aula del Senato ha eletto Laura Aria e Elisa Giomi componenti dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, rispettivamente con 123 e 110 voti. L’aula del Senato ha inoltre eletto Agostino Ghiglia, con 123 voti, e Pasquale Stanzione, con 121 voti, componenti del collegio del Garante della Privacy.

M5S diviso – Ma sul voto per Giacomelli e Mandelli il M5S si spacca. I 42 voti destinati ad Emilio Carelli proverrebbero infatti tutti dalle file del Movimento, assicurano all’Adnkronos autorevoli fonti 5 Stelle. Ma anche al Senato, spiegano le stesse fonti, le 22 schede bianche registrate al termine della votazione che ha visto prevalere Laura Aria ed Elisa Giomi sarebbero riconducibili alle file grilline. Ventidue senatori 5 stelle, dunque, che hanno deciso di astenersi dal sostenere il nome di Giomi, che comunque l’ha spuntata con 110 voti. Un segnale, quello del voto sull’Agcom, delle divisioni e del malessere che agita i 5 Stelle, destinato ad impensierire anche il governo. Soprattutto alla luce dei numeri ’traballanti’ della maggioranza a Palazzo Madama.

Ddl Omofobia, Zan: “Adottato testo unificato, maggioranza compatta”

“In commissione Giustizia alla Camera abbiamo appena adottato il testo unificato del ddl contro l’omotransfobia e la misoginia, con voto favorevole di tutta la maggioranza, frutto del lavoro di sintesi di questi mesi tra tutte le sensibilità politiche. Considero positiva anche l’astensione dal voto di Forza Italia, segnale di dialogo e apertura verso un provvedimento di civiltà. Ma soprattutto è un passo importante per arrivare all’approvazione alla Camera in tempi rapidi. Il Parlamento ha recepito la necessità e l’urgenza di approvare la legge in tempi rapidi”. Così Alessandro Zan, deputato Pd e relatore del ddl contro omotransfobia e misoginia.

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14 Luglio 2020