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Spagna, Sanchez e Iglesias firmano accordo: “Sarà governo progressista”

Spagna, Sanchez e Iglesias firmano accordo: “Sarà governo progressista”

“Sarà un governo progressista o niente. Un governo progressista, che comprende le forze progressiste, che lavori per il progresso”. E’ quanto ha detto il premier facente funzioni e leader socialista Pedro Sanchez che oggi ha firmato un accordo con Pablo Iglesias per una coalizione per un governo di socialisti e Podemos. “Non si affermerà l’odio tra gli spagnoli”, ha poi aggiunto Sanchez.

Dopo che si era diffusa la notizia dell’intesa raggiunta dai due leader, Sanchez e Iglesias hanno firmato di fronte ai giornalisti l’accordo, si sono stretti la mano e si sono anche abbracciati. Sanchez ha sottolineato l’impegno di arrivare “ad una proposta che sblocchi la situazione in Spagna, che da molto tempo rimane bloccata”. “Questo accordo nasce con il proposito di aprirsi ad altre forze politiche per rendere possibile una maggioranza stabile e sostenibile – ha detto ancora il premier facente funzioni – il Psoe aprirà un giro di contatti per ottenerla”.

Sanchez ha poi affermato che l’accordo con Podemos “è per quattro anni, per l’intera legislatura”. I socialisti e Podemos, che insieme hanno 155 seggi, possono contare sui tre voti di Mas Pais, formazione di sinistra, ma devono arrivare a 176 voti per avere la maggioranza.

Sanchez non ha mancato di fare riferimento “alla delusione degli elettori progressisti” per il fallimento delle trattative con Podemos dopo le elezioni dello scorso aprile. “Sapete che l’accordo che abbiamo presentato non è stato possibile alle elezioni precedenti, per quanto ci fossimo andati vicino”, ha detto. Ma poi ha assicurato che l’attuale “progetto politico è così ambizioso che supera qualsiasi disaccordo degli ultimi mesi”. “L’impegno è ottenere un governo progressista a tutti i costi. Il documento firmato riconosce le linee fondamentali della politica del futuro governo”, ha detto ancora rimandando al testo del documento che è stato pubblicato. “Questo governo sarà pienamente progressista – ha aggiunto – formato da forze progressiste che lavorerà per il progresso della Spagna e di tutti gli spagnoli. L’unica cosa che non si affermerà nello spirito del governo sarà l’odio e lo scontro tra gli spagnoli”.

La notizia del pre-accordo tra Sanchez ed Iglesias era stata subito salutata come una svolta positiva da Inigo Errejon, il leader di Mas Pais, la formazione di sinistra nata proprio dopo il fallimento dei negoziati tra i due leader per la formazione del governo dopo le elezioni di aprile. “Non è mai tardi se si arriva ad una buona soluzione” ha scritto Errejon, che ha confermato che sosterrà, con i suoi 3 voti, l’eventuale nuovo governo.

“Gli spagnoli hanno dato una seconda opportunità ad un governo progressista perché faccia un Paese più giusto – ha aggiunto – salutiamo questo accordo e lavoreremo perché ottenga la maggioranza”. Alle elezioni i socialisti hanno ottenuto 120 seggi, Podemos 35 e la maggioranza a cui devono arrivare è di 176 voti.

Sassoli: “I governi si muovano sulla difesa europea”

L’Ue “ha strumenti diplomatici e di pressione economica”, ma per contare di più in un teatro come quello siriano servono altri “strumenti. Il dibattito sulla difesa europea è molto interessante: è dal 1953 che aspettiamo un’iniziativa sulla difesa comune europea. Sarebbe ora che i governi decidessero, visto che sono passati 70 anni”. Lo sottolinea il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a Bruxelles.

Inoltre, parlando della “non decisione” del Regno Unito in merito alla nomina di un candidato commissario europeo, “non può bloccare il processo” di formazione della Commissione. “Ecco perché ho visto con piacere l’iniziativa di Ursula von der Leyen di adottare tutte le misure” necessarie, “chiedendo al Regno Unito come intende comportarsi e cercando di avere una parola definitiva. Penso che nelle prossime ore ci saranno osservazioni che potrebbero consentirci di avere idee molto chiare su questo aspetto”.

“Nessuno – aggiunge Sassoli – vuole togliere a un Paese che non è uscito la libertà” di nominare un proprio commissario, “ma deve esserci la volontà del Regno Unito. E non può esserci l’interesse a bloccare questo processo. Credo che sia nell’interesse di tutti” che venga fatta chiarezza su questo punto.

Inoltre, dice Sassoli, il Parlamento europeo “prende sul serio il processo di formazione della Commissione”. Oggi, continua, “abbiamo aperto un processo. Adesso c’è stato il primo appuntamento con la commissione giuridica; mi pare che sia andato bene, nel senso che sono stati valutati positivamente. Adesso – conclude – inizieranno le audizioni”.

Messico, nave italiana attaccata da pirati: 2 feriti

Attacco di un commando di pirati nel Golfo del Messico contro una nave italiana. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, due marittimi italiani sono rimasti feriti nell’assalto, uno colpito da un oggetto contundente alla testa ed uno ferito da un colpo d’arma da fuoco al ginocchio: nessuno dei due è in pericolo di vita.

Il commando, che era composto da 7/8 pirati, ha raggiunto la “Remas” a bordo di due barchini veloci e, dopo essere salito a bordo, ha aperto il fuoco contro l’equipaggio, derubandolo di quanto possibile, apprende l’Adnkronos. Quindi i pirati hanno abbandonato la nave e si sono allontanati. Al momento dell’assalto, sulla nave si trovavano 35 persone, compreso un ufficiale della Marina mercantile messicana, che ha poi coordinato i contatti con le autorità locali. I due feriti sono stati sbarcati nel porto di Ciudad del Carmen, dove la Remas è arrivata scortata da una unità militare messicana e dove si trovava il personale medico allertato per soccorrere i due marittimi.

L’Unità di Crisi del ministero degli Esteri segue con la massima attenzione e in raccordo con l’ambasciata d’Italia a Città del Messico il caso. Lo dicono all’Adnkronos fonti della Farnesina. Intanto la procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Nel fascicolo, affidato al sostituto procuratore Erminio Amelio, si procede per il reato di pirateria come previsto dal codice di navigazione.

IL PRECEDENTE – La ’Remas’ è di proprietà del gruppo italiano Micoperi, con sede a Ravenna. Non è la prima volta che un’imbarcazione dell’armatore viene presa di mira da gruppi armati: dieci anni fa, l’11 aprile 2009, la ’Buccaneer’ venne assaltata al largo della Somalia e i 16 membri dell’equipaggio furono presi in ostaggio per 4 mesi. La liberazione avvenne il 10 agosto, dopo un lungo lavoro diplomatico. L’armatore ravennate Micoperi è uno dei maggiori contractor dell’industria offshore ed è attivo da più di 70 anni nel settore Oil&Gas, con la fornitura di soluzioni sottomarine in tutto il mondo. Micoperi, proprietaria di tutte le navi con cui opera, fa parte del gruppo Protan e gestisce in modo autonomo le attività di costruzione offshore.

REMAS, NAVE DI SUPPORTO OFFSHORE – La ’Remas’ è un Offshore Support Vessel (Ovs), un’imbarcazione di supporto per le operazioni offshore di petrolio e gas. Nasce come nave progettata appositamente per accedere e operare nel mar Caspio. Dal design all’avanguardia, la sua flessibilità le permette di supportare differenti tipologie di operazioni offshore, tra cui immersioni, supporto alle piattaforme e sistemi di navigazione subacquea controllati da remoto (Rov). ’Remas’ è lunga 75,42 metri, larga 16,40 metri e il pescaggio massimo è di 5,5 metri. La sua ampiezza contenuta le permette la navigazione anche in canali stretti e nei fiumi. Al momento dell’assalto dei pirati l’equipaggio era comporto da 35 membri, ma la nave è studiata per averne 59 e un massimo trasportabile di 60.

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13 Novembre 2019